PROGETTAZIONE

Il grande ritorno di Torino Esposizioni, grazie al progetto Keeping it Moving di Getty Foundation

Le scosse sono arrivate anche in Italia, fino al Piemonte. L’epicentro si trova in California, a Los Angeles, città madre della Getty Foundation, l’organizzazione che tramite il programma Keeping it Modern si prende cura della conservazione delle arti visive

Paola Savina

18 NOVEMBRE 2019
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Dal momento della sua istituzione nel 2014, il programma Keeping it Modern ha scatenato un terremoto di iniziative, grazie alla quali sono stati sostenuti 64 progetti di conservazione in tutto il mondo. I finanziamenti erogati dalla fondazione si sono propagati dall’Australia, per la Opera House di Sydney, all’Europa, per l’appartamento parigino di Le Corbusier. In Italia dopo lo Stadio Flaminio a Roma, progettato da Pier Luigi Nervi, scelto nel 2017, la Scuola di Matematica dell’Università degli Studi di Roma, su disegno di Gio Ponti, e i Collegi Universitari di Urbino, opera di Giancarlo De Carlo, entrambi selezionati nel 2018, si è aggiucato un finanziamento di 200 mila dollari il progetto di lavoro e ricerca del Politecnico di Torino guidato dal professor Rosario Ceravolo.

Il progetto, che si pone come obiettivo l’analisi del complesso Torino Esposizioni, comprende anche l’università IUAV di Venezia, l’Università di Miami e la Buzzi Unicem S.p.A, azienda italiana specializzata nella produzione di cemento ed è sostenuto grazie alla collaborazione con la Città di Torino, la S.C.R. Piemonte S.p.A e la Pier Luigi Nervi Project.

 “Siamo orgogliosi di questo risultato, che valorizza il carattere multidisciplinare delle ricerche sull’analisi e la salvaguardia dei beni culturali, svolte da tempo nel laboratorio di Dinamica e Sismica, ma più in generale nella nostra scuola politecnica”, ha dichiarato Ceravolo.

Torino Esposizioni, come lo Stadio Flaminio di Roma, porta la firma di Pier Luigi Nervi e rientra nella lista delle opere architettoniche ritenute dalla Getty Foundation “icona del XX secolo nel mondo”.

Perché Torino Esposizioni è un simbolo architettonico mondiale da preservare

Torino Esposizioni, nella sua conformazione originaria, rimane una delle iniziative razionaliste più coerenti a Torino. Opera di rilievo per l’ingegner Nervi, incarna il suo primo esperimento riuscito in cui ricorre alla tecnica del ferrocemento con l’impiego estensivo di elementi prefabbricati. Nasce un capolavoro straordinario, che ha ospitato negli anni importanti eventi: da sede per le mostre di moda nel parco del Valentino a struttura ospitante il Salone Internazionale dell’Automobile, a teatro dei Giochi olimpici invernali nel 2006. Dimostrazioni di eccezionale bellezza, imponenza e adeguatezza della struttura agli avvenimenti più disparati che non sono bastate a salvare il complesso dall’abbandono e incuria degli ultimi anni.

Il progetto di ricerca premiato da Keeping it Modern arriva al momento giusto, con l’obiettio di restaurare e rifunzionalizzare Torino Esposizioni, trasformandolo gradualmente in sede degli archivi bibliotecari e successivamente della Biblioteca Civica Centrale. I ricercatori coinvolti nell’iniziativa metteranno a disposizione gli strumenti necessari di diagnostica strutturale per verificare lo stato di salute della struttura e la risposta sismica. Verranno inoltre creati nei laboratori del Politecnico dei modelli fisici degli elementi strutturali di cui verrà testata la durabilità e corrosione. È grazie a questa professionalità messa in campo per dimostrare la profondità di ricerca e analisi che il team del Politecnico ha vinto il finanziamento.

Il coordinatore del progetto Rosario Ceravolo non si limita a esprire l’orgoglio per l’incarico ottenuto, ma ambisce a una diffusione sempre maggiore degli studi in questo campo, dichiarando: “L’impegno per il futuro è che questo tipo di ricerche abbia ricadute su una scala più ampia, come quella urbana e territoriale, e la costituzione al Politecnico del nuovo Responsible Risk Resilience interdepartmental Centre (R3C) va proprio in tale direzione

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