ABITARE

Il fattore Covid19 e il futuro del mercato immobiliare

Il futuro strizza l'occhio all'evoluzione tecnologica a misura di sostenibilità e di benessere

Alfredo Martini

22 APRILE 2020
casa, virus, digitale, mercato immobiliare, salute, abitare, benessere e covid19

Sulla struttura demografica italiana e sulle condizioni sociali del Paese gli effetti del Coronavirus non tarderanno a farsi sentire. Ciò avrà ripercussioni anche sul mercato immobiliare. Soprattutto appare importante acquisire da parte di tutti gli operatori una consapevolezza rispetto a una serie di aspetti che proprio il Covid-19 ha fatto emergere, enfatizzando alcuni processi e mettendo in luce nuove opportunità.

La chiusura o la limitazione delle attività economiche e produttive, così come quelle collegate alla maggioranza dei servizi non essenziali, accompagnata dall’obbligo di quarantena della popolazione, ha generato una straordinaria crisi economica. Tutto questo ha fatto emergere in maniera drammatica l’ampiezza della povertà o dell’indigenza nel nostro Paese. Potremmo dire che la struttura sociale descritta attraverso le principali e più recenti dinamiche demografiche ha mostrato tutte le sue crepe e la sua fragilità. Una fragilità rappresentata innanzitutto dal numero eccezionale di anziani morti.

Un altro elemento destinato a produrre effetti duraturi nel tempo e ad accelerare un processo già dirompente nella nostra società contemporanea ha riguardato la centralità della rete digitale e dei device ad essa collegati. Veri e propri strumenti di salvezza e in grado di assicurare al Paese di continuare a funzionare, a fornire servizi, a produrre creatività, cultura e a mantenere vive le relazioni tra le persone. La rete digitale come protagonista della reazione alla tragedia, al trauma. Intorno ad essa il sistema Paese si è ricompattato, ritrovando identità e orgoglio e costruendo la speranza.

Ma la rete digitale ha messo anche in luce le sue grandi potenzialità sotto diversi punti di vista, dall’organizzazione del lavoro alla comunicazione, ma soprattutto - anche se poco sottolineata nel dibattito mediatico - rispetto alla sicurezza, alla salute e al benessere dei cittadini. Al di là della straordinarietà e della velocità con cui si è diffuso il contagio, l’emergenza sanitaria ha riproposto drammaticamente la questione dei ritardi nell’utilizzo della telemedicina e della teleassistenza, nel saper cogliere in maniera sistematica le potenzialità dell’innovazione tecnologica.

Salute e benessere chiamano in causa la qualità ambientale e la relazione tra loro, sollecitando una riflessione ad ampio spettro sullo stesso modello di sviluppo. Gli effetti recessivi del Covid-19 sulla produzione e sull’economia richiederanno uno sforzo collettivo che non potrà non coniugarsi con una riflessione profonda sui modelli e sui rischi di una globalizzazione non governata e che va orientata al benessere comune e delle persone. Così se il valore dell’innovazione tecnologica e digitale ne uscirà rafforzato, egualmente crescerà la pressione dell’opinione pubblica ad acquisire garanzie soprattutto rispetto alla propria salute e alla propria sicurezza fisica, economica e sociale. Ed è in questo ambito che si dovrà ripensare lo stesso concetto di sostenibilità.

In questo scenario in cui dinamiche demografiche ed effetti della pandemia sono destinati a sovrapporsi e ad integrarsi nei prossimi mesi, proiettandosi sul nostro futuro, anche il concetto di casa e il suo rapporto con nuovi modelli di vita e relazionali sarà oggetto di nuova attenzione. Come opportunità di investimento, ma anche come luogo privilegiato e molto più integrato di quanto sia oggi con il lavoro e le relazioni, ma soprattutto dove garantirsi un insieme di condizioni per stare bene.

Questa evoluzione richiederà da parte dell’intera filiera di accettare la sfida e di lavorare per accelerare un processo di adeguamento in termini di progettazione, di soluzioni e di modelli, ridefinendo spazi e servizi. Così come per il monitoraggio della salute delle persone molto conterà progettare e realizzare case in grado di prevedere funzionalità nuove a misura di sostenibilità e di benessere, consentendo e facilitando l’applicazione di dispositivi di monitoraggio sui fattori di benessere, dalla qualità dell’aria agli effetti della luminosità e dell’efficacia a limitare il rumore. Egualmente, si dovrà avere la capacità di offrire un prodotto, sia essa un’abitazione o un ufficio, in grado di adattarsi all’evoluzione tecnologica così come ai nuovi valori della flessibilità e della socialità.

Da parte sua il mercato dovrà accettare la sfida della segmentazione sociale, della grande varietà tipologica della domanda, dovrà rimettersi in gioco oltre che rispetto a modelli rivolti all’articolazione del target familiare, dai single con le loro diverse esigenze economiche alle famiglie arcobaleno e fluide, oltre ovviamente ai modelli più tradizionali a reddito fisso. Dovrà aumentare la sua capacità creativa e sul piano delle soluzioni anche verso categorie sociali che oggi costituiscono una quota sempre più rilevante della domanda, ma che non trovano risposte adeguate sul mercato. In primis gli anziani, attraverso nuove e innovative strategie di senior housing e più consoni modelli di cohousing. Ma soprattutto appare fondamentale poter contare su una nuova stagione di social housing, mettendo a valore il patrimonio edilizio esistente ed offrendo risposte alla crescente popolazione in difficoltà economica Qui si dovranno concentrare le strategie pubbliche contribuendo anche con il supporto dei privati a ricostruire un mercato oggi in crisi. Si tratta di ridefinire lo stesso concetto di housing sociale inteso non come un mercato povero e residuale ma come una nuova occasione per tuti gli operatori contribuendo a fare di esso un nuovo territorio di crescita solidale.

In questo scenario in evoluzione resta comunque ancora valido quanto scrivevamo all’inizio del 2017 che "la casa da ambiente costruito diventa contenitore di funzionalità, predisposto ad assicurare la gamma più ampia possibile di servizi, secondo una logica fondata sulla interconnessione tra persone e tra cose, ma soprattutto tra persone e cose. Ci vuole consapevolezza, spirito critico, intelligenza e gusto. Ci vuole una crescita culturale in cui utenza e sistema produttivo insieme trovino le soluzioni per creare le condizioni migliori per vivere bene."

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