OPERE PUBBLICHE

Il Concorso Macroscuola: un nuovo dialogo tra scuola e sistema produttivo

L’iniziativa indetta dal gruppo Giovani dell’ANCE e giunta alla sua terza edizione, ha visto per il Lazio la partecipazione di 10 istituti scolastici e ha coinvolto oltre 600 studenti.

Redazione CIVILTA' di CANTIERE

17 APRILE 2018
scuola, edilizia, infrastrutture, ance, opere pubbliche, educazione e lazio

La scuola è un investimento prioritario per la competitività e lo sviluppo di un Paese e per questo l’istruzione deve costituire un obiettivo strategico anche per l’Italia. Nasce da questa consapevolezza il concorso “Macroscuola”, promosso dai Giovani dell’ANCE, l’Associazione nazionale dei costruttori edili, giunta alla sua terza edizione. L’obiettivo è quello di intercettare e far emergere le “visioni” e le esigenze di coloro che vivono la scuola, studenti e insegnanti, così da tenerne conto nel momento in cui si deve progettare una struttura dedicata alla formazione dei più giovani.


L’iniziativa si svolge in due fasi. La prima, a livello territoriale, ha visto protagonista anche il Gruppo Giovani di Ance Lazio, guidato da Fabrizio Dell’Uomo con la quale si sono selezionati i 2 istituti di scuola media primaria che parteciperanno alle finali nazionali previste nel mese di maggio.


Gli istituti selezionati per il Lazio sono stati l’IC Pietro Vanni di Viterbo e l’IC Aldo Moro di Frosinone. I progetti saranno sottoposti, insieme ai finalisti delle altre regioni, alla valutazione della Giuria, presieduta dal Presidente nazionale di ANCE Giovani e costituita da un esponente dell’ANCI e un rappresentante qualificato per ciascuna regione proveniente dal mondo delle costruzioni, dell’economia, della politica e della scuola. Sulla base dei criteri di valutazione previsti dal bando, la Giuria individuerà il miglior progetto. Per i vincitori finali sarà assegnato un premio destinato al miglioramento della propria classe.


“La partecipazione numerosa da parte degli studenti in generale e in modo particolare nel caso dei due istituti selezionati per la finale nazionale – sottolinea il vicepresidente Andrea Adami – si è concretizzata in un forte impegno profuso nello studio degli elaborati e nelle relazioni descrittive, a dimostrazione della preparazione degli alunni e della maturità formativa e caratteriale che questi ragazzi hanno acquisito. Il concorso Macroscuola si dimostra anche quest’anno una preziosa opportunità di collaborazione e dialogo tra scuola e sistema produttivo per un nuovo ed efficace partenariato che permetta agli studenti di conoscere l’impresa e la sua cultura e, in prospettiva, di aprire loro le porte delle imprese per offrire esperienze di orientamento e formazione al mondo del lavoro”.


Il concorso ha visto la partecipazione di dieci istituti, sei situati nella provincia di Frosinone, due in quella di Latina, uno di Roma e uno di Viterbo ed ha coinvolto oltre 600 studenti.


Molte e articolate le proposte presentate nelle relazioni e nei disegni delle classi partecipanti.


Complessivamente emerge una forte sensibilità ecologica, così come una convinta attenzione alla sostenibilità. Come nel caso degli studenti dell’Istituto Comprensivo “Pietro Vanni” di Viterbo che esprimono il loro desiderio di poter studiare all’interno di una struttura ecosostenibile, che adotti soluzioni di risparmio energetico, grazie all’installazione di impianti fotovoltaici in grado di generare autonomamente la quantità di energia di base, non solo per l’illuminazione ma anche per l’acqua calda. Gli alunni della 2^E della scuola secondaria di primo grado “Aldo Moro” di Frosinone hanno parlato in modo puntuale e competente di “Bio Scuola”, intesa come una struttura sostenibile per le persone e l’ambiente da realizzare con materiali ecologici e non inquinanti. L’interesse all’ambiente e al rapporto tra natura e vivibilità degli spazi dedicati allo studio emerge soprattutto dall’importanza data alla progettazione dell’edificio orientandone la gestione della luce in modo tale da sfruttare al meglio il sole in base ai principi dell’architettura bioclimatica e della bioedilizia. Nel progetto presentato dagli studenti dell’IC Dante Alighieri di Alatri si vuole dare particolare importanza a un’articolazione progettuale che tenga conto e valorizzi l’introduzione della digitalizzazione e dell’innovazione nella didattica, attrezzando la scuola con stampanti 3D e lavagne interattive multimediali (LIM). La tecnologia affascina un po’ tutti: dalla richiesta di “sale multimediali” all’utilizzo di tablet per la registrazione di voti e presenze/assenze. “Tecnologia ed informatica: oggi più che mai”, questo è il titolo di una relazione scritta da due studentesse di Viterbo che descrivono la loro scuola ideale: una struttura altamente tecnologica in cui immaginano ovunque percorsi senza barriere architettoniche, rampe al posto delle scale e porte automatiche con sensore al posto di quelle normalmente utilizzate.  Il sogno è quello di, come si legge in una delle relazioni, “avere delle scuole come quelle americane delle serie tv: in cui sono gli studenti a spostarsi e non solo gli insegnanti”.


L’innovazione è oggi un tassello-chiave per chi vuole progettare ambienti confortevoli e corrispondenti alle esigenze di chi si aspetta ambienti sicuri, solidi, connessi e strutturati secondo le tecniche costruttive più efficienti, guardando anche alla leggerezza e alla flessibilità e auspicando una crescente attenzione per spazi verdi attrezzati.


“Innovazione, sicurezza e sostenibilità – sottolinea il presidente di ANCE Lazio Giovani Fabrizio Dell’Uomo - sono le tematiche di cui bisognerebbe tener conto nel momento in cui si progetta un edificio scolastico. I principi di eco sostenibilità costituiscono una grande opportunità di trasformazione per l’intera comunità e i progettisti hanno il compito oggi di metterli in pratica al fine di instaurare una sorta di “alfabetizzazione ecologica” volta a migliorare l’organizzazione sociale ed educativa dei singoli territori. L’esperienza di Macroscuola dimostra la grande importanza di iniziative come questa in grado di evidenziare la rilevanza di percorsi di riflessione in grado di favorire l’inclusione e l’apprendimento.”

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