OPERE PUBBLICHE

Il cantiere della Sagrada Familia ottiene il permesso di procedere

In costruzione da 137 anni, la chiesa più famosa di Barcellona unisce cultura, storia e innovazione

Asia Ruffo di Calabria

14 GIUGNO 2019
spagna, barcellona, gaudi, innovazione, restauro, progettazione, tecnologia, ai e 3d

Risale al 1882 la richiesta di  Anton Gaudì al comune di Sant Marti, villaggio poi divenuto uno dei quartieri più popolosi di Barcellona, di procedere con il cantiere della Sagrada familia: l’architetto non ebbe mai alcuna risposta. Finalmente, il responsabile dell’urbanistica del comune di Barcellona, Janet Sanz, ha risolto una delle anomalie nel settore dell’edilizia più assurde e famose in Europa. Il permesso di procedere con i lavori  già iniziati è stato ottenuto fino al 2026.  Il cantiere della chiesa è stato visitato nel 2017 da 4,5 milioni di turisti e il suo finanziamento è dovuto interamente alle donazioni dei fedeli.

Un terzo dell’edificio è ancora incompleto da 137 anni e le sue imponenti gru sono ormai indissolubilmente legate al prospetto della basilica. L’insieme delle 18 torri, secondo l’architetto capo del progetto, cambierà totalmente lo skyline di Barcellona. Inserito nella lista Unesco, il progetto non si ferma soltanto alla basilica, in quanto una parte dei finanziamenti (22 milioni) sono destinati alla riqualificazione e al miglioramento dei trasporti pubblici dell’intera città. A causa dell’assenza di permesso di costruzione, la Sagrada Familia è stata oggetto di numerose critiche, una fra tutte l’esenzione dalle tasse. Ad esempio, le otto colonne completate poggiano in parte sul marciapiede pubblico e il consenso ottenuto oggi permetterà di evitare queste irregolarità.

La basilica romana avrà un’altezza di 172 metri (come un edificio di 57 piani). La lentezza dei lavori è stata dovuta alla morte improvvisa di Gaudì, alla Guerra Civile spagnola e alla mancanza di costanza nelle donazioni da parte dei privati, ma anche alla complessità del disegno architettonico, un misto tra gotico vegetale e barocco. Gaudì fu infatti il creatore di una nuova linea architettonica basata sulla forma geometrica curva. A partire dagli anni 2000,  il progetto viene realizzato con l’aiuto di stampanti 3D e di occhiali per simulazioni tridimensionali e di robot che tagliano la pietra al posto di migliaia di operai. L’anima della Catalogna, come viene chiamata dai suoi cittadini, è seguita da una équipe di 24 architetti con l’aiuto dell’università di Barcellona e quella di Melbourne. L’intelligenza artificiale è venuta in soccorso della realizzazione del progetto mediante la digitalizzazione delle strutture esistenti per copiarle e  “ristamparle” in cemento nel rispetto dell’idea di Gaudi.

L’architettura di Gaudì, unica nel suo genere, fedele a una nuova forma di gotico il cui solo committente era, secondo l’architetto, Dio, continua ad affascinare ed ad evolversi. Il rispetto per l’arte di Gaudì è sempre presente, ma certamente l’architettura della Sagrada Familia risente del gusto moderno. Sebbene la tecnologia abbia accelerato un cantiere ormai troppo lungo, molti sono ancora scettici sulla possibilità di una apertura nel centenario della morte di Gaudi, nel 2026. Dovremo probabilmente ancora aspettare per vedere il panorama barcellonese privato delle sue instancabili gru.

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