SCENARI

Fermare la destrutturazione del tessuto imprenditoriale delle costruzioni

Investimenti e opere pubbliche devono contribuire alla ripresa, consentendo alle imprese di strutturarsi e aggiornarsi.

Giovanni Salmistrari

29 GENNAIO 2018
politica, imprese, opere pubbliche e mercato

Quando si parla di ripresa del mercato delle costruzioni bisogna fare chiarezza. Ciò che si muove e cresce è la micro edilizia sostenuta artificialmente dagli incentivi fiscali per la riqualificazione e la manutenzione straordinaria. Settori importanti ma che non consentono una vera ripresa del settore edilizio. Nel Veneto le PMI che hanno una struttura organizzativa e tecnica dimensionata su lavori di qualche milione di euro oggi rischiano di scomparire di fronte alla mancanza di mercato. Resta infatti ai minimi storici l’investimento in nuova edilizia residenziale, in quanto è scomparsa quella categoria di investitori-famiglie con un reddito medio alto che costituivano il principale riferimento delle PMI strutturate. La crisi infatti ha determinato una riconfigurazione sociale fortemente caratterizzata da una polarizzazione verso l’alto e verso il basso ridimensionando la classe media con effetti rilevanti  sul sistema dell’offerta. A fare il mercato oggi sono soprattutto società immobiliari o finanziarie che investono nei settori del terziario. Società che molto spesso pongono al centro della domanda il fattore costo, con l’effetto di definire a monte l’ammontare dell’investimento  quasi sempre di molto inferiore al valore e ai reali costi necessari alla realizzazione delle opere. A ciò si aggiunge l’attuale situazione del sistema dell’offerta dove agli operatori tradizionalmente referenti di questo mercato, le PMI strutturate, oggi si aggiungono le grandi imprese del territorio che, in mancanza del mercato delle infrastrutture, sono alla ricerca di nuove opportunità. La necessità di acquisire comunque lavoro per restare sul mercato e sostenere i costi fissi elevati porta a un’esasperazione della concorrenza e a un abbattimento del valore delle offerte con ribassi sempre più spesso superiori a un terzo del prezzo base.

Che fare? Innanzitutto ci vuole la consapevolezza che il mercato dell’edilizia continua a degradare e che il percorso di destrutturazione delle imprese non è stato fermato. In secondo luogo diventa essenziale far ripartire il mercato delle opere pubbliche rendendosi conto che l’attuale sistema regolato dal nuovo Codice degli appalti non favorisce la qualità del risultato, legittimando un mercato sempre più avviato sulla strada della dequalificazione. Diventa pertanto urgente una strategia di politica industriale che, modificando e adeguando le attuali politiche di incentivazione, rimetta al centro del sistema produttivo italiano delle costruzioni un modello di impresa strutturato, orientando in questa direzione anche il mercato privato.


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