INFRASTRUTTURE

Esperienze BIM per il futuro delle infrastrutture

La tecnologia al servizio della sicurezza. Un evento dedicato alla progettazione delle opere infrastrutturali attraverso il modello BIM

08 LUGLIO 2019
bim, infrastrutture, innovazione, tecnologia e progettazione

Si è tenuto il 2 luglio scorso, a Palazzo delle Stelline di Milano il seminario “Esperienze BIM per il futuro delle infrastrutture – La tecnologia al servizio della sicurezza”. L’evento, in collaborazione con NORD_ING, società di ingegneria del gruppo FNM, è nato con l’obiettivo ambizioso di provare a rispondere a vari interrogativi sull’utilizzo del BIM e sul valore della sostenibilità e dell’innovazione delle infrastrutture in italia.

Secondo le statistiche internazionali, nei principali paesi industrializzati nel periodo che va dal 2015 al 2019 la diffusione del BIM è passata mediamente dal 25% al 65% dei progetti. I dati evidenziano la spinta che si è verificata verso questa diffusione considerato che in nessuno di questi paesi vige ancora una normativa cogente. In italia si riscontra una crescita esponenziale delle gare BIM, netta maggioranza delle gare è sugli edifici ossia sul BIM verticale mentre sono ancora pochi per il momento i bandi di gara sulle opere lineari quindi sul BIM orizzontale. Nel 2017 queste gare erano quasi esclusivamente di progettazione riguardando gli studi di ingegneria e gli studi di architettura, oggi il numero complessivo di gare è triplicato e la percentuale di gare di sola progettazione è scesa dall’82% al 46%. La grande crescita riguarda le altre parti del processo delle costruzioni (verifica, monitoraggio, direzione lavori) dove il BIM comincia ad entrare diffondendosi a livello trasversale in tutto il mondo delle costruzioni. Sono questi alcuni dei i dati emersi durante il convegno dedicato al BIM per le infrastrutture.

Il presidente di One Team, l’ing.Riccardo Perego ha ringraziato il gruppo FERROVIENORD per aver consentito la realizzazione del convegno che rappresenta, di fatto, uno dei pochi eventi fino a oggi espressamente dedicato al BIM per le infrastrutture, il cosiddetto BIM orizzontale di cui, al momento, a confronto con quello verticale, si sente parlare meno. Quello del BIM orizzontale è un discorso che avrà importanti sviluppi futuri; non è un mistero infatti che l’entrata in vigore dell’obbligo del decreto Baratono stia spingendo le principali stazioni appaltanti a vere e significanti gare d’appalto BIM. “E’ quindi uno scenario destinato a cambiare e pertanto diventa significativo oggi fare il punto dello stato dell’arte dell’applicazione di questo metodo al campo delle infrastrutture “ha proseguito Perego.

La giornata ha avuto inizio con una introduzione da parte di Enrico Bellavita e Francesco Adenti, rispettivamente DG di FERROVIENORD e Consigliere Delegato di NORD_ING i quali hanno dettagliato l’agenda dell’evento dando ufficialmente il via ai lavori. L’apertura ha voluto sin da subito focalizzare l’attenzione su uno dei temi cardine del seminario, ovvero la formazione. Il superamento della resistenza al cambiamento parte infatti dall’istruzione continua e approfondita del BIM. Adenti, ad esempio, durante il suo speech, ha illustrato ai presenti il processo di formazione avviato all’interno di NORD_ING. Un processo che ha coinvolto metà dell’organico e ha avuto una durata di quattro mesi permettendo l’avvio della prima progettazione sperimentale BIM di un sottopasso di una stazione della linea di Ferrovie Nord. Il risultato di questa esperienza è stata la consapevolezza da parte del personale di un cambiamento culturale profondo dell’approccio al lavoro. Il personale ha accolto questa nuova modalità operativa con entusiasmo e partecipazione convinta. Più complicata, invece, la gestione organizzativa che ha dovuto trovare il giusto equilibrio tra l’esigenza di offrire al personale una formazione profonda e continuativa e i tempi di consegna dei progetti tipica di una società di ingegneria. La formazione, come successivamente confermato anche dagli ordini professionali presenti, è il vero strumento per veicolare un processo di vera e strutturale trasformazione.

La prima parte dei lavori si è svolta focalizzando l’attenzione su temi sensibili quali le norme e gli appalti. L’ingegner Gianni Gatto, Funzionario del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha fatto un excursus descrivendo i vari articoli di cui è composto il Decreto 560/2017. Gatto ha sottolineato la rilevanza del Capitolato Informativo utile per portare avanti gli appalti digitali. Questo documento contiene infatti tutti quanti i requisiti informativi strategici, siano essi generali o specifici, compresa la definizione dei contenuti informativi. Proprio in tema normativo da segnalare l’intervento di Alberto Pavan del Politecnico di Milano il quale, a nome dell’UNI, ha invitato tutti gli stakeholders a partecipare e allargare le 100 organizzazioni per creare un tavolo condiviso che rappresenti l’inizio di un percorso in cui la norma italiana si sieda sui tavoli internazionali e non sia solo un ricettore di norme altrui.

I vari interventi susseguitisi hanno confermato che l’affermazione del BIM è un processo non reversibile. Tale assunto è stato confermato dai numeri proiettati in sala: i bandi di gara dal 2017 al 2018 sono passati da 83 a 268; inoltre se nel 2017 queste gare riguardavano gli studi di ingegneria e gli studi di architettura e poco altro oggi non è più così perché oltre a essere più che triplicato il numero complessivo di gare, la percentuale di gare di sola progettazione è scesa dall’82% al 46%.

La crescita delle gare BIM è, dunque, ormai inarrestabile. Una crescita costante e comune a tutti i settori delle infrastrutture e che non può fare a meno di integrarsi con altri sistemi come il GIS il quale gestisce i propri asset sul territorio attraverso un sistema informativo territoriale; BIM e GIS lavorano in simbiosi perché, come spiegato dall’ing Perego, “quando si inizia a lavorare su un progetto si parte proprio dal territorio, si prendono i dati dal sistema GIS e si lavora su quelli”.

 “Il BIM dovrebbe diventare uno strumento centrale di innovazione, trasparenza, competitività e qualità globale nel campo della progettazione e delle costruzioni” – ha concluso Adente “Esso richiede un investimento economico non indifferente, ma questi costi dovrebbero rappresentare investimenti che creano opportunità in una stagione di cambiamenti”. I costi, seppur inizialmente concreti, in prospettiva rappresentano un investimento che garantisce una serie di indiscutibili benefici; le aziende che lo hanno adottato hanno infatti ottenuto un risparmio del 25% sul ciclo di vita di un opera oltre che maggiore produttività e sicurezza unita a sostenibilità ambientale.

Sul palco si sono poi susseguiti gli interventi di vari stakeholder, leader nel settore delle infrastrutture, come ITALFERR, RFI, MM e ANAS che hanno declinato lo sviluppo del BIM nelle rispettive realtà aziendali.

Francesco Folino, ha illustrato ai presenti il percorso che ha portato ITALFERR all’adozione della metodologia BIM. Dal 2013 l’azienda ha attuato la rivisitazione di tutto il processo legato all’ingegneria ferroviaria in particolare si è avviato un percorso per l’acquisizione di nuovi software e hardware e la formazione del personale. Il processo ha portato anche all’introduzione di nuove figure professionali. Si è creata una unità organizzativa di BIM Management che si occupa di garantire omogeneità per l’applicazione del BIM sia all’interno dell’azienda sia verso l’esterno. I primi progetti a partire dal 2013 sono stati per opere verticali come le stazioni ma l’ambito di maggiore interesse era quello della ferrovia e da li sono partite diverse applicazioni.

Obiettivo comune a tutte le aziende coinvolte è quello di riuscire a utilizzare il BIM come strumento trasversale lungo tutto il ciclo di vita dell’opera garantendo così quei principi di integrazione tra i vari momenti del processo progettuale e realizzativo infrastrutturale sia esso verticale o orizzontale.

Sicuramente bisogna considerare la tecnologia come uno strumento olistico dove i singoli step del ciclo di vita assumono nell’insieme una dimensione unica e più completa grazie all’apporto legante e integrante del BIM. Solo attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate e del BIM le aziende di settore potranno conquistare il mercato delle infrastrutture.  

La seconda parte della giornata si è sviluppata verso temi maggiormente tecnici. Vari player del mercato hanno approfondito il tema del BIM declinandolo in casi pratici legati alle rispettive esperienze aziendali.

Milano Serravalle Engineering, ad esempio, ha illustrato come l’azienda abbia investito molto nella formazione BIM dei suoi dipendenti mentre il gruppo A4 holding ha raccontato il progetto pilota Valdastico Nord. E’ stata l’occasione anche per toccare quelli che sono gli ostacoli alla diffusione del BIM. In tal senso sono intervenuti Simone Eandi di Net Engineering e Clemente Fuggini di Rina Consulting.

A conclusione della seconda parte ha preso la parola Lorenzo Orsenigo di ICMQ il quale ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della sostenibilità delle infrastrutture introducendo ai presenti il protocollo Envision, il primo sistema di rating per realizzare infrastrutture sostenibili attraverso una griglia di analisi, adattabile a qualunque progetto di sviluppo infrastrutturale.

L’evento è stato scandito da due Tavole Rotonde particolarmente apprezzate dai partecipanti. La prima, svoltasi a mezzogiorno, suggeriva un’analisi delle conseguenze dell’entrata in vigore del decreto 560/2017 valutandone pregi ed eventuali potenziali criticità. La seconda, che di fatto ha chiuso i lavori pomeridiani, intitolata “BIM e tecnologie innovative per la sicurezza e la sostenibilità” proponeva un dibattito su temi cari al BIM quali l’efficienza, la sostenibilità e la sicurezza interrogandosi su quale tra questi potesse dare ritorni più significativi alle aziende.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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