ABITARE

Edilizia: una sentenza importante

Ribadita la costituzionalità dei Piani Casa regionali. Ridefinire altezze e distanze in linea con le nuove esigenze abitative e di rigenerazione a misura dei diversi territori porta ossigeno al mercato edilizio

Alfredo Martini

26 GIUGNO 2020
edilizia, veneto e sentenza

Con una recente sentenza la Corte Costituzionale ha dichiarato infondate tutte le questioni sollevate relative alla presunta illegittimità della norma di interpretazione autentica (art. 64 della legge della Regione Veneto 30 dicembre 2016, n. 30) che considerava inderogabili le sole distanze previste da disposizioni statali, e non anche quelle stabilite da strumenti urbanistici e regolamenti comunali.

Perché la sentenza della Corte Costituzionale in materia di costituzionalità della legge regionale del Veneto 14 del 2009 (Piano Casa) è così importante? Innanzitutto perché con questa sentenza, respingendo la richiesta di illegittimità di una norma regionale che interviene a derogare regole a livello locale favorisce la riqualificazione e la rigenerazione. E’ una sentenza che sblocca una situazione di stallo relativa a un gran numero di operazioni di compravendita per i quali si rendevano necessarie opere di riqualificazione e di demolizione e ricostruzione consentite dalla legge regionale, ma rimaste sospese in attesa della certezza della legittimità della norma.

Questa sentenza, così come la precedente del 30 gennaio scorso, similare nel merito ma relativa alle altezze invece che alle distanze, sblocca quote importanti di mercato non soltanto nel Veneto, ma ovunque le Regioni siano intervenute nello stesso senso. Come sottolineato in un recente articolo, scritto insieme all’avvocato Bruno Barel che ha seguito il provvedimento per conto della Regione Veneto, porsi il giusto obiettivo di sostenere una ripresa rapida delle costruzioni impone la rimozione di incertezze restituendo alle Regioni la possibilità di agire nell’interesse pubblico dei territori nel pieno rispetto delle prerogative statali sancite dalla Carta Costituzionale. In questo senso, ribadendo il bilanciamento tra interesse privato e interesse comune, le sentenze danno fiducia per un futuro in grado di superare la logica della contrapposizione tra Stato e Regioni guardando ai possibili risultati generali e a vantaggio delle collettività locali.

 

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