SOSTENIBILITÁ

Diminuire il consumo delle risorse attraverso l’economia circolare

Cresce la consapevolezza di salvaguardare concretamente la Terra con pratiche innovative e sostenibili

Beatrice Casella

27 MARZO 2019
mercato, sostenibilità, rigenerazione, economia, innovazione, riciclo, energia, ecologia e prodotto

L’economia circolare sta diventando sempre di più un tema molto attuale anche grazie al “pacchetto dell’economia circolare” approvato dal Parlamento europeo che stabilisce obiettivi e scadenze sulla gestione e il riciclo dei rifiuti. Una tematica, quindi, che risulta essere contemporaneamente un obbligo normativo e un’opportunità di sviluppo per tutte le aziende.

In particolare, l’economia circolare per tutte le imprese appare come un’opportunità di trasformazione del loro modello di business mirato all’efficienza in quanto, qualunque flusso di scarto se non viene valorizzato efficacemente, è una grande perdita. Uno studio stilato da McKinsey con la Fondazione MacArthur ha calcolato che tutti gli sprechi sono costati, a livello globale 7,2 trilioni di euro, e prevede una prospettiva di lungo periodo molto negativa.

È in vigore una direttiva europea, la 2014/95/UE, in Italia recepita alla fine del 2016, che ha introdotto per gli enti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti, l’obbligo di rendere note le loro politiche di sostenibilità ambientale, sociale, catena di fornitura, gestione delle diversità e dei rischi.

Dal 1970 il consumo di risorse è nettamente triplicato e raddoppierà ancora entro il 2050. Considerando anche un arco temporale minore, l’Università di Pisa stima che, entro il 2020, verranno sfruttate 82 miliardi di tonnellate di materie prime, aumentando così il numero di rifiuti, anche quelli non riciclabili.

Secondo il Global Footprint Network ogni anno l’economia mondiale consuma quasi 93 miliardi di tonnellate di materie prime tra minerali, combustibili fossili, metalli e biomassa. Di queste solamente il 9% vengono riutilizzate e l’economia circolare potrebbe aiutare ad un netto cambio di rotta.

L’economia circolare, in inglese circular economy, è un modello di produzione e consumo alternativo a quello dell’economia lineare. Se quest’ultima adotta un approccio fondato sullo sfruttamento illimitato delle risorse naturali e una cospicua produzione di rifiuti, l’economia circolare si poggia sulla capacità di riutilizzare, recuperare o riciclare i materiali di scarto delle varie fasi produttive. Per tale motivo l’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) confermano che l’unica alternativa attuale per salvare il pianeta è l’economia circolare.

Nel dettaglio, la circolarità scompone in moduli il processo produttivo evitando che diventino rifiuto, e crea più valore del prodotto, puntando su durabilità e funzionalità attraverso la rigenerazione, il riutilizzo e il recupero.

L'enorme potenzialità della circolarità è ormai insita globalmente. In Italia, ad esempio, esiste il filo in nylon riciclato prodotto da Aquafil e utilizzato anche da Adidas per i costumi da bagno. Le traverse ferroviarie realizzate utilizzando pneumatici dismessi e plastica da rifiuto urbano di GreenRail. Il lanificio Bellucci di Prato utilizza lana 100% rigenerata, l’azienda bergamasca Grifal produce il cosiddetto cartone ondulato, completamente riciclabile e così resistente da poter sostituire il polistirolo o altri materiali chimici da imballaggio, e la Novamont che ha creato la plastica biodegradabile, utilizzata sia per le buste della spesa sia in agricoltura.

All’estero un’azienda olandese ha progettato lo smartphone Fairphone, costruito per essere riparato: è modulare e ogni pezzo può essere sostituito facilmente. Costa 399 euro e le materie prime non provengono da zone di conflitto. La startup inglese Skipping Rocks Lab ha pensato a un bottiglietta per l’acqua edibile, a forma di gigantesca goccia, ricoperta da un film d’alga. Abegoo, made in Usa, produce rivestimenti per alimenti in cera d’api e resine. Mentre Paptic, finlandese, dal 2015 ha ragionato su shopper e contenitori in un nuovo materiale a base di fibre di legno degradabile al 95%, e sta cercando di passare in scala industriale grazie ai 2 milioni di finanziamento del programma europeo Horizon 2020.

Testimonianze importanti che però non risultano essere ancora sufficienti considerando che ancora oggi soltanto il 9% della produzione è proveniente da un tipo di economia circolare e di recupero.

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