ABITARE

Dalla domotica alla smart home

La disponibilità di soluzioni tecnologiche sempre più sofisticate si integra con l’offerta di servizi integrati agli stessi prodotti smart per l’abitare.

Corrado Marchetti

11 GENNAIO 2017
domotica e smart home

Sicurezza, risparmio, comfort: quello che chiedono le persone da sempre. Internet e smartphone: le tecnologie oggi a disposizione di tutti. Nasce così la smart home: un insieme di soluzioni che, sfruttando strumenti a disposizione della maggior parte della popolazione, danno una risposta nuova alle esigenze più comuni di tutti noi. La smart home è, tutto sommato, il nuovo paradigma dell’automazione domestica: una realtà che trova nelle App, negli smartphone e nelle nuove abilità dei cittadini “sempre connessi” di ogni età terreno fertile per un’innovazione radicale nel modo di abitare.
E la radicalità non sta soltanto nell’evoluzione tecnologica dell’offerta, quanto nella sua ampiezza e profondità: dalla semplice presa elettrica wifi comandabile da remoto con un’App per qualche decina di euro, a sistemi completi che integrano tutte le soluzioni disponibili con sistemi aperti e scalabili. Questa offerta di prodotti si integra (ed è qui che nasce la principale discontinuità con il concetto di domotica tradizionale) con una crescente e non ancora pienamente sviluppata offerta di servizi, abilitati proprio dagli oggetti smart.

Un mercato in crescita a due cifre
Qualche numero per il solo mercato Italiano: a fronte di un mercato immobiliare in difficoltà il mercato della smart home, che vale nel 2015 due miliardi di euro, vede una crescita a due cifre (30 per cento) secondo una ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano. Lo stesso osservatorio registra una forte crescita anche per i servizi connessi, abilitati dagli oggetti presenti nella smart home (servizi che il 72 per cento dei consumatori è disposto ad acquistare).
Lo scenario odierno si può quindi riassumere come una pervasiva offerta di prodotti e servizi smart che si muove su tutti i canali: il canale tipicamente consumer, con le grandi multinazionali del settore elettrodomestico, telefonia, Ict che trascinano il mercato del fai-da-te con prodotti smart a bassa complessità reperibili sui normali canali distributivi; il canale professionale (distribuzione materiale elettrico, idro-termo-sanitario), con prodotti arricchiti di funzionalità smart con l’obiettivo principale di intercettare e soddisfare le richieste del consumatore attraverso l’intervento di installatori e professionisti; infine il canale delle utility, che integrano la propria offerta con prodotti smart in grado di abilitare (eventualmente) anche nuovi servizi. Non mancano poi le aziende specializzate in domotica e più in generale in building automation, che sfruttano un canale diretto per proposte di valore, verso un mercato attento non solo alla qualità del prodotto in sé ma anche a quello dei servizi connessi (in primis quello che riguarda sicurezza ed efficientamento energetico).

Oltre la tendenza di mercato, una rivoluzione di costume
Un panorama articolato, quindi, dove si possono esprimere ed elaborare proposte differenziate sia in termini di valore economico che di valore percepito. C’è però un unico comun denominatore: la casa. Ecco quindi che due mondi apparentemente lontani, quello del mattone e di internet, si trovano naturalmente a convergere verso un nuovo modo di abitare. L’attenzione del primo (edilizia) verso il secondo (tecnologia) non può che accelerare una trasformazione ormai in atto: la smart home può essere definita a tutti gli effetti un trend che, per la sua pervasività, va ben oltre la semplice tendenza di mercato, determinando di fatto una rivoluzione di costume. E come tutti i trend non si può governare ma solo gestire, cogliendone le opportunità. Un esempio banale: una delle principali difficoltà nell’installazione di dispositivi smart è legata alla ricezione dei segnali radio o al collegamento con la rete Adsl. Valutare questo aspetto già in fase di progettazione delle abitazioni non solo semplifica l’accesso alla xx, ma ne abbatte anche i costi: spesso permette, ad esempio, di eliminare ripetitori radio e di segnale wifi, stesura di cavi e, di riflesso, complessità.

Saper scegliere le soluzioni più efficaci
Il tema che si ripropone nell’analisi dello scenario è dunque quello della convergenza: convergenza di settori, di tecnologie, di competenze, tutti rivolti e focalizzati nel dare risposte semplici ed efficaci ai bisogni di cittadini, mai come adesso informati e attenti. L’ampiezza della gamma di soluzioni oggi sul mercato è in grado di offrire, a seconda dei casi, risposte puntuali a bisogni specifici, come ad esempio una piccola webcam a riconoscimento facciale per la sicurezza in casa, una presa elettrica wifi per l’accensione da remoto di un aspiratore o radiatore elettrico, una lampada per luce ambiente programmata da App. Fino a risposte anche molto articolate con sistemi che integrano la gestione dell’ottimizzazione energetica dell’abitazione attraverso la chiusura e apertura di tapparelle, il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria o il raffrescamento sfruttando l’impianto fotovoltaico, la sensoristica e le telecamere per la sicurezza, l’accensione e la predisposizione dell’illuminazione in funzione di scenari selezionabili da App.
Il panorama smart home è quindi oggi, grazie alla variegata gamma di soluzioni per tutte le esigenze e per tutte le tasche, una grande opportunità di riqualificazione dell’offerta: diventa fondamentale, in questa fase, la scelta di partner adeguati che sappiamo identificare, di caso in caso, le migliori soluzioni in base alle esigenze della specifica abitazione.

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