INFRASTRUTTURE

Coronavirus, pronto l’ospedale di Fiera Milano in tempi record

In soli 10 giorni è stato realizzato quanto normalmente viene completato in un anno: il nuovo ospedale in Fiera Milano è pronto a soccorrere le persone colpite da coronavirus

Paola Savina

08 APRILE 2020
ospedale, coronavirus, infrastrutture, costruzioni, emergenza, lombardia e milano

Roma non è stata costruita in un giorno. Ci vuole tempo, prima di tutto, e generose dosi di impegno e meticolosità per ottenere grandi opere.

E quando le grandi opere sono realizzate in carenza della variabile più importante, il tempo, diventano grandiose. Poco tempo, tanta pazienza e tanto coraggio sono stati gli ingredienti a disposizione che hanno permesso comunque di realizzare qualcosa di speciale: in soli 14 giorni è stato allestito l’ospedale in Fiera a Milano, all’interno dei primi due livelli del padiglione.

"Abbiamo fatto in dieci giorni quello che in maniera ordinaria si fa in qualche anno" afferma Enrico Pazzali, Presidente della Fondazione Fiera Milano in occasione della conferenza stampa in cui è stato ufficialmente presentato l’ospedale predisposto per gestire l’emergenza Covid19. "Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte al progetto, a partire dal gruppo della regione Lombardia guidato da Attilio Fontana e tutto il gruppo fatto di persone e professionisti che ci hanno guidato in quest'opera. Ringrazio quelle 500 persone che hanno lavorato senza farsi condizionare dalla paura"

La struttura sanitaria di emergenza è stata realizzata grazie alla collaborazione con la Regione Lombardia ed è già famosa per essere il più grande polo di terapia intensiva d’Italia, in grado di accogliere sia pazienti ricoverati da coronavirus che pazienti colpiti da ogni altra patologia correlata. Il contributo degli italiani è stato di fondamentale importanza: le donazioni per far partire il progetto e completarne i lavori hanno raggiunto quasi 21 milioni di euro.

Gli step dell’impresa eroica

Il lavoro è stato suddiviso in tre fasi, per garantire una prima disponibilità di posti letto in tempi brevi e la gestione della struttura spetterà al Policlinico di Milano.

Nella prima fase, l’intervento era mirato al ridisegno del layout della struttura per il completamento dei primi 8 moduli, ciascuno composto da 6 posti letto, destinati all’attività sanitaria diagnostica e terapeutica nella quale saranno impegnati più di 80 medici e infermieri.

Le altre due fasi serviranno al completamento di tutte le unità operative. Con la seconda fase, lo spazio dedicato alla terapia intensiva sarà pronto a ospitare altri moduli, con 14 posti ciascuno, per un totale di 50 posti aggiuntivi.

Infine, la terza fase porterà al compimento l’opera: sarà la più grande, organizzata in un piano più esteso per contenere circa 105 posti letto.

Quando la struttura sarà operativa a pieno regime, quasi mille figure professionali faranno parte della squadra di prima linea, che metterà a disposizione le proprie competenze per combattere il coronavirus: circa 200 medici anestesisti, 500 infermieri e oltre 200 figure ospedaliere.

Allo straordinario lavoro hanno contribuito 500 persone, che hanno dimostrato impegno costante e talvolta senza concedersi soste.

Il presidente della regione, Attilio Fontana, sostiene che l’ospedale diventerà un punto di riferimento per la rianimazione nel nostro Paese e che servirà da esempio anche per il mezzogiorno. Il governo ha intenzione infatti di predisporre una struttura simile, riproducendone gli stessi benefici attesi, sia al Centro che al Sud Italia. Rimane da decidere se questo nuovo hub della rianimazione, una volta terminata l’emergenza, verrà smontato oppure si lascerà attrezzato e già pronto per gestire eventuali nuove urgenze sanitarie.

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