INFRASTRUTTURE

Concepire l’infrastruttura in un’ottica di innovazione, sicurezza e sostenibilità

Incontro tra gli operatori del settore delle costruzioni al convegno organizzato all’ANCE da Aicq

Beatrice Casella

07 DICEMBRE 2018
bim, sostenibilità, innovazione, infrastrutture, certificazione e sicurezza

“L’edilizia è una filiera competitiva ma non collaborativa”, ha sottolineato Pietro Fedele, Presidente Settore Costruzioni di AICQ, presso la sede ANCE di Roma, durante il convegno La qualità e la sicurezza nelle infrastrutture. Come i sistemi di gestione, l’analisi dei rischi e  i controlli indipendenti garantiscano la realizzazione di opere sicure, durevoli e sostenibili. 


La collaborazione è un elemento fondamentale per risanare un settore in crisi già da troppo tempo. Una concezione evidenziata condivisa anche dall’Università di Brescia presentato all’incontro che ha definito la cooperazione come “un processo di scambio o trasferimento di informazioni tra due o più persone, oltre che di convergenza sul significato dell’informazione una volta elaborata”. 


In quest’ottica, il modello BIM (Building Information Modeling) risulta essere un metodo di progettazione fortemente collaborativo in quanto consente di integrare, in un unico modello, tutte le informazioni necessarie per ogni fase della progettazione: architettonica, strutturale, impiantistica, energetica e gestionale. Per questo motivo, può essere utilizzato da tutti i dipendenti, tra cui impiantisti, ingegneri strutturisti, architetti, costruttori, montatori, collaudatori e così via.

A tal proposito, Lorenzo Orsenigo, Direttore Generale di ICMQ, ha esposto la necessità di attuare la certificazione del sistema di gestione BIM poiché “consente di gestire lo sviluppo del progetto con i metodi di modellazione elettronica in maniera organizzata, individuando compiti e responsabilità dei diversi attori, sistematizzando e codificando le attività di sviluppo”, ha spiegato Orsenigo.

I vantaggi di questo processo consistono principalmente “in una maggiore efficienza nello svolgimento delle attività, nella riduzione dei rischi di difformità dal capitolato informativo, in una migliore gestione delle risorse che collaborano perfettamente nel progetto e maggiore chiarezza nei rapporti con il committente”, ha concluso il Direttore Generale di ICMQ. 


“Il settore delle costruzioni si caratterizza anche per una scarsa propensione ad innovare”, è intervenuto nuovamente l’Ingegnere Fedele per far capire che si tratta di un problema di non poco conto in virtù del fatto che tutta la filiera si trova di fronte alla grande sfida di come realizzare opere altamente sicure e durevoli. Nello stesso tempo, deve cercare di trovare il modo di recuperare le infrastrutture già esistenti, un patrimonio molto importante per tutto il territorio. 


Nella gestione delle infrastrutture, infatti, occorre ottimizzare il più possibile le numerose attività di diagnostica preventiva e manutenzione ricorrendo alle nuove tecnologie digitali, tra cui le piattaforme predittive basate su big data, come ha confermato il Dott. Gentile di SAIPEM, uno dei leader mondiali nei servizi di perforazione, ingegneria, approvvigionamento, costruzione ed installazione di condotte e grandi impianti nel settore oil&gas a mare e a terra, con un forte orientamento verso attività in ambienti complessi, aree remote e in acque profonde. 


Una ricerca dell’Unione Europea, mostra che i difetti di una determinata costruzione sono legati per il 25% a una carenza nella fase di progettazione, un altro 25% a disfunzioni nel coordinamento dei diversi operatori durante la realizzazione dello stabile, e il restante 50% a carenze di controllo in fase esecutiva. Degli strumenti possibili per la gestione del rischio e la conseguente mitigazione sono la verifica preventiva della progettazione e il controllo tecnico durante la costruzione delle opere.

Tutto in un’ottica di sostenibilità in quanto, secondo eAmbiente, è fondamentale per garantire una riduzione dei costi operativi e di manutenzione, la realizzazione di opere con un maggior valore di mercato grazie allo strumento di certificazione, lo sviluppo di elementi di inclusione sociale e la realizzazione di opere resilienti. 


“Le sfide ancora attuali per il settore delle costruzioni quindi” - conclude Fedele - “sono l’innovazione in termine di riduzione dei tempi nell’applicazione e diffusione di strumenti tecnologici; l’integrazione che permetterebbe alla nostra filiera di diventare anche collaborativa e di non rimanere solo competitiva; l’industrializzazione in termini di industry 4.0 e robotizzazione; la sostenibilità comprendente anche lo sviluppo e l’applicazione dell’economia circolare; la digitalizzazione resa possibile principalmente dal modello BIM; la qualità e sicurezza certificata”.

 

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