RIGENERAZIONE

Come sviluppare concetti di rigenerazione urbana e sostenibilità a Roma

Realizzazione della nuova sede di Confcooperative in un importante pezzo della città

Beatrice Casella

07 FEBBRAIO 2019
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La Stazione di Roma Termini produce ancora forti sensazioni di degrado ed insicurezza, nonostante porti con sé una storia molto lunga ed importante. Venne progettata dall’architetto Salvatore Bianchi e costruita tra il 1864 e il 1871 per riunificare le tre principali linee ferroviarie dello stato papalino.

A differenza di molte stazioni storiche presenti in Europa, Termini non risulta essere solo una stazione e un edificio attraverso cui i viaggiatori arrivano nel centro di Roma. É un pezzo di città fortemente inserito nella vita e nella struttura dei tessuti urbani circostanti caratterizzati da percorsi, collegamenti, e piccoli monumenti da visitare.

In questo contesto si inserisce Via Torino dove, al civico 153 della strada che collega Santa Maria Maggiore a piazza della Repubblica, è stato restaurato un palazzo storico di fine Ottocento articolato su sei piani, con una superficie complessiva di circa 4mila metri quatrati, diventato la sede direzionale di Confocooperative.

Il nuovo edificio è stato inaugurato, durante il convegno organizzato da PPAN Srl, la mattina del 5 febbraio dal Presidente Maurizio Gardini e da Alessandro Cambi, partner di It’s architettura, con la presenza dell’assessore all’Urbanistica Luca Montuori e Fabiola Di Loreto, Direttore Generale Confcooperative.

Un progetto di rigenerazione urbana che ha guardato alla città”, così lo ha definito l’architetto Cambi che ha sottolineato la buona riuscita delle attività architettoniche, concluse in soli 15 mesi, grazie alla positiva collaborazione da parte della committenza romana con la quale “si è riusciti a trasformare l’edificio in un punto di riferimento essenziale per il quartiere”, evidenzia Cambi.

Inoltre, ha spiegato ancora l’architetto, i lavori di valorizzazione e restauro “sono stati portati avanti utilizzando il BIM (Building Information Modeling) grazie al quale è stao possibile eseguire una diagnosi precoce dello stato dell’edificio e lavorare con un’attenta programmazione riguardo soprattutto l’installazione di impianti di domotica, come l’accensione delle luci e della climatizzazione in presenza di personale, che permetteranno una miglior gestione energetica dell’edificio”.

Tutto ciò in un’ottica più ampia di riqualificare la città. Ed è su questo punto che si è focalizzato l’Assessore Montuori, allargando il concetto di qualità a un insieme di fattori che guardano principalmente all’idea di smart working e benessere ambientale, il progetto conta infatti molteplici spazi open air e aree condivise ad uso collettivo. 

“Riqualificazione e recupero funzionale degli edifici attraverso un pensiero attento alle nuove esigenze di chi abita i luoghi, attivando innovative relazioni tra tecnologie e manufatti storici, modernità e contesto. Questi oggi i temi da cui non si può prescindere per un ragionamento su cosa significhi fare realmente rigenerazione urbana nella nostra città”, ha concluso il suo intervento Montuori.

Qualità architettonica, sostenibilità, innovazione e ottimizzazione dei costi sono, quindi, le parole chiave del progetto del nuovo headquarter romano di Confcooperative, che conta 150 dipendenti e segna il compimento di un processo significativo avviato tre anni fa e oramai perfettamente concluso.

Uno slancio di innovazione, uno spiraglio di sviluppo e ripresa economica vengono percepiti anche dagli altri commercianti ed imprenditori del quartiere. La riapertura di un albergo proprio di fronte alla sede di Confcooperative ne è un concreto esempio.

Agevolare i dipendenti attraverso la stretta vicinanza con la stazione Termini e contribuire alla diminuzione del traffico in città incentivando maggiormente l’utilizzo dei mezzi pubblici, rientrano tra i principali obiettivi di un’operazione che all’inizio sembrava difficile, quasi irrealizzabile.

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