ABITARE

Cittadini e qualità del vivere urbano. Una questione di diritti e doveri

Il Comitato di quartiere Don Minzoni, a Roma, è un esempio di manutenzione e intervento “dal basso” per la cura e la gestione delle aree abbandonate della città.

Martino Almisisi

31 OTTOBRE 2019
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Roma degrada e i cittadini reagiscono organizzandosi e supplendo alle carenze e alle inefficienze dell’amministrazione pubblica. Così se il Guardian dedica spazio e attenzione ai GAP, Gruppi artigiani Prontointervento, che notte tempo riparano incappucciati le strade, evitando incidenti e disagio, dall’altra parte è ormai un fiorire di associazioni e di movimenti impegnati a ripulire la città e a ripristinare condizioni di decoro. La più nota è Retake, una rete  alla quale  aderiscono diverse realtà della città e che è in grado di mobilitare centinaia di volontari.  Movimenti traversali che aggregano singole e virtuose realtà di quartiere.

Un fenomeno in cui convivono obiettivi minimali legati alla qualità della vita quotidiana, alla salute, al desiderio di combattere degrado e bruttezza. Ma in questo fiorire di iniziative più o meno strutturate si fa largo anche una crescente consapevolezza, che sia necessario elaborare una vera e propria strategia che chiama in causa il rapporto tra i diritti dei cittadini e i doveri di chi amministra ed è chiamato a precise responsabilità.  In un contesto di regole e norme precise.

Si fa strada anche a Roma una riflessione sulla necessità di sistematizzare spontaneismo e volontariato, creando non tanto strutture organizzative, bensì informazione e conoscenza. E’ quanto sta maturando all’interno del Comitato di quartiere Don Minzoni che opera nel II° Municipio tra Flaminio e Parioli, quartieri residenziali benestanti e forse qualcosa di più, ma non per questo meno soggetti a degrado e cattiva manutenzione e gestione dei beni comuni, ad iniziare da ville, parchi e spazi verdi.

Dal 2016 il Comitato ha cambiato il volto di realtà abbandonate, restituendole alla cittadinanza e coinvolgendo in un vero e proprio progetto di riqualificazione “pezzi” di territorio. Come espressamente scritto nello statuto il Comitato promuove le iniziative utili alla risoluzione delle situazioni di sofferenza delle strade, delle piazze e delle aree verdi presenti nel territorio del II Municipio di Roma Capitale e, più in generale, al loro ordine e decoro, alla difesa della qualità della vita dei cittadini, alla salvaguardia della salute pubblica, al miglioramento della sicurezza, delle strutture e dei trasporti pubblici, della viabilità e, in genere, di tutti i servizi e di tutto quanto sia di pubblico interesse. E lo fa interloquendo con le amministrazioni e le istituzioni e sostenendo le istanze individuali e collettive sul piano dei diritti, favorendo una conoscenza puntuale delle norme vigenti.

Come sottolinea il suo presidente Andrea De Rosa “sono stati tre anni di attività intensa, con il raggiungimento di importanti risultati, tra i quali il recupero e la riqualificazione di Villa Balestra e di numerosi giardini e spazi verdi, anche attraverso il coinvolgimento di aziende presenti sul territorio, oltre che contando su una crescente e volontaria partecipazione dei residenti e non solo. Oggi siamo una realtà riconosciuta dalle istituzioni. Abbiamo una collaborazione forte e continuativa con chi amministra il Municipio, partecipiamo a iniziative di altre associazioni. E grazie al successo e alla creazione della figura del Manutentore urbano stiamo garantendo la manutenzione ordinaria dei giardini, recuperati sviluppando anche una diffusa rete di adozioni di strade da pare dei residenti, così da assicurare il decoro e una costante pulizia.”

Questa poliennale esperienza ha consentito al Comitato di strutturarsi sempre più e allo stesso tempo di monitorare nuove esigenze all’interno del perimetro del proprio statuto. Siamo partiti dal verde, dai giardini e dal ripristino di un decoro urbano che è alla base della vita di tutti noi per valorizzare il senso civico che anima la maggior parte delle persone che vivono nel quartiere. Da qui abbiamo compreso l’importanza del coinvolgimento dei cittadini nella gestione della città. Ma abbiamo anche maturato la convinzione che perché ciò avvenga è essenziale che ognuno conosca con precisione i propri diritti e diventi conoscenza generale e diffusa cosa prevedono le leggi, che cosa è responsabilità e dovere delle amministrazioni, ciò che è dovere di noi cittadini. E, di conseguenza, cosa può fare ogni abitante per vedere riconosciuti i propri diritti. Siamo così giunti alla conclusione che vada colta la grande occasione della attuale rivoluzione digitale per mettere a disposizione non solo dei cittadini del nostro Municipio o del quartiere, ma di tutti gli abitanti di Roma uno strumento informativo dove, accanto alla possibilità di consultare le attività gestite dalla cittadinanza, sia possibile individuare soluzioni e modalità di interlocuzione con le amministrazioni anche attraverso le funzioni offerte dai Comitati di quartiere e dalle associazioni preseti sul territorio. Una piattaforma che abbia alla base le diverse tipologie dei servizi essenziali. Un progetto da sviluppare insieme a Civiltà di Cantiere.”

Si punta alla creazione di una piattaforma digitale continuamente aggiornata, con una redazione fatta dagli stessi cittadini e organizzata intorno a un soggetto autorevole e con competenze giuridiche che si fa garante della qualità e della correttezza dei contenuti. Una piattaforma intorno alla quale sviluppare anche una rete di assistenza sia a valle che a monte, ovvero in grado sia di intercettare le esigenze che gestirle nella sua evoluzione, fino al raggiungimento dell’obiettivo. Per De Rosa se il digitale costituisce il vantaggioso strumento per diffondere l’informazione e renderla pervasiva, resta tuttavia fondamentale il contatto fisico, la relazione sul territorio, che va rafforzata in una logica di integrazione con la piattaforma. Come? “Io penso che noi dovremmo progettare e promuovere delle modalità per cui un cittadino possa contare su uno o più luoghi dove trovare nel suo quartiere delle persone competenti che possano aiutarlo e, allo stesso tempo, siano postazioni per la promozione della piattaforma. Ci stiamo lavorando, affinché il modello che abbiamo fin qui seguito della collaborazione tra cittadini e governo del territorio possa trovare la soluzione migliore.”

 

I principali luoghi riqualificati dal Comitato Don Minzoni 2016-2019

 

Piazza Don Giovanni Minzoni è stata adottata dal Comitato Don Minzoni, che ha provveduto a recuperare totalmente il giardino urbano, comprese le panchine sparite da decenni.

Dalla collaborazione con il Comitato Villa Balestra, dopo una prima decisiva fase di recupero finanziata dai residenti, oggi il giardino di Villa Balestra, ha un Manutentore Urbano del Comitato Don Minzoni, finanziato dai frequentatori del giardino, che ne garantisce la manutenzione ordinaria e una fruizione quotidiana. E’ in fase di progettazione la riqualificazione del parco giochi dei bambini che sarà finanziato da uno o più sponsor. 

Grazie a donazioni e al sostegno finanziario non solo dei residenti, ma anche di altri sponsor, attraverso l’attivazione della figura del Manutentore Urbano, il Comitato Don Minzoni oggi provvede a mantenere i giardini di Via Lisbona, delle Crocerossine a Belle Arti, Pianoro di Via Jacovacci e tutta la strada da Viale Tiziano fino al Circolo della Pipa

Il Comitato Don Minzoni ha altresì favorito l'adozione di Largo Spinelli da parte di AGROTEC e della pulizia di diverse strade da parte dei residenti, affrontando le diverse problematiche che si presentano. Attualmente le vie sono: Via Luciani, Via Schiaparelli, Via Atto Tigri, Via Civinini, una parte di Viale Bruno Buozzi, Via delle Tre Madonne, Piazza Pitagora, Via Lisbona, Via Rossini, Via Paisiello, Via di Villa Grazioli, Via Denza, Via Mercalli, Via Frisi, Piazza della Rimembranza e  due aiuole spartitraffico di Piazza Ungheria.

 

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