INNOVAZIONE

Città a misura di futuro

La quarta edizione della Construction Conference rilancia l’area metropolitana veneta

18 OTTOBRE 2019
construction conference, città, innovazione, rigenerazione urbana, governance e territorio

Quale capacità competitiva e di sviluppo potrebbe avere un’area metropolitana del Veneto Centrale?  Quale percorso virtuoso potrebbe essere avviato guardando ad importanti esperienze nord europee?  Quale ruolo in questo processo possono avere la rigenerazione, l’economia circolare e la digitalizzazione?

A queste domande hanno provato a rispondere il 16 ottobre relazioni e interventi nell’ambito della quarta edizione della Construction Conference di Civiltà di Cantiere, tenutasi per la seconda volta a Padova, quest’anno presso la splendida cornice affrescata della sala dei Giganti di Palazzo Liviano.

L‘evento è stato l’occasione per presentare una inedita ricerca della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che, attraverso un’analisi statistico – economica ha delineato le potenzialità e criticità dell’area metropolitana intorno alle tre città di Padova, Venezia e Treviso, confrontandole con le aree metropolitane che fanno capo a Milano e a Bologna.

Sulla base dello studio presentato nel confronto con l’area di Milano, Monza e Brianza (MI_MB) e con Bologna, Modena, Ferrara (BO_MO_FE) si registra nell’area veneta una forte e diffusa vocazione manifatturiera, imperniata su filiere produttive altamente competitive.

 

 

 

 

Fattori a sostegno della crescita sono anche la vivacità di un settore agro-alimentare di eccellenza e il ricco patrimonio turistico.

 

 

 

 

Questa capacità di restare competitivi viene messa in discussione dagli effetti della crisi che ha condizionato la capacità redituale dell’area metropolitana. In particolare si è determinato un ampliamento del divario in termini di PIL pro-capite.

 

 

 

Tra i nodi da affrontare vi sono la carenza di infrastrutture ad alta velocità tra i poli intermedi, gli elevati costi di mobilità per merci e persone, la scarsa accessibilità ai poli di servizio, la piccola dimensione delle imprese, la ridotta propensione a brevettare e il peso contenuto dei settori avanzati. In prospettiva si deve puntare a potenziare le infrastrutture e i collegamenti con le altre città metropolitane (come Milano e Bologna), puntando su un deciso rilancio del settore delle costruzioni.

 

 

 

Di grande importanza è altresì intensificare e integrare i collegamenti interni all’area metropolitana per ridurre i tempi di spostamento, rafforzare l’attrattività per le multinazionali estere e i giovani talenti, attivare un circolo virtuoso tra scuola e imprese.

 

 

 

Alfredo Martini, direttore di Civiltà di Cantiere, ha illustrato come i casi studio dell’Europmetropole di Lille, l’area metropolitana scandinava Copenaghen-.Malmö e della Randstad olandese  possono fornire spunti e indicazioni metodologiche e strategiche sul perché e come passare da una dimensione policentrica a una metropolitana.

Un ampio  e articolato confronto tra giuristi, economisti, urbanisti e paesaggisti  - tra i quali Bruno Barel, Giancarlo Corò, Joan Ferreira Nunes, Danilo Gerotto, Paolo Gubitta, Patrizia Messina, Fabio Moioli - e tra loro e rappresentanti  del sistema imprenditoriale ed economico (Paolo Ghiotti e Giovanni Salmistrari di Ance, Giuseppe Milan di Assindustria VenetoCentro, Antonio Santocono della Camera di Commercio di Padova) hanno permesso di approfondire le opportunità offerte dalla rigenerazione alla luce della legge regionale Veneto 2050 e dei processi in corso di recupero e di rinaturalizzazione di aree e capannoni dismessi, così come di pezzi di città pubblica o di contenitori privati urbani.

A chiusura della Conferenza una tavola rotonda su come sviluppare forme di aggregazione e integrazione tra le città e i comuni con la partecipazione di Andrea De Checchi, Vicesindaco del Comune di Treviso, Arturo Lorenzoni, Vicesindaco del Comune di Padova e Simone Venturini, Assessore allo Sviluppo del territorio e infrastrutture del Comune di Venezia.

 

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