OPERE PUBBLICHE

Chiudere i cantieri o proseguire a costruire?

L’edilizia al tempo del COVID19: il lavoro va salvaguardato

Alfredo Martini

20 MARZO 2020
lavoro, sicurezza, edilizia, cantieri, salute e covid19

 

É passata una settimana dal primo Decreto del Governo in merito all'emergenza Coronavirus e relativo alle attività economiche. Qual è la situazione nei cantieri edili e per i lavoratori del settore delle costruzioni? Ascoltando gli imprenditori emerge un forte senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori occupati, ma anche la consapevolezza dell’importanza di valutare con attenzione quali siano le conseguenze di una chiusura totale causata dalla pandemia. Vediamo allora quali sono le condizioni attuali del lavoro e quali le disposizioni prese, da prendere, quali le criticità sul piano sanitario e della sicurezza, quali i problemi legati al contesto e alle relazioni con gli altri settori economici.

 

Se come è giusto al primo posto va messa la sicurezza, allora i cantieri vanno chiusi se non sia possibile rispettare le regole di prevenzione. Chiudere è pertanto una scelta inevitabile se mancano mascherine e guanti e se le lavorazioni previste non consentano di rispettare le distanze tra un lavoratore e l’altro.

Sul fronte dei trasporti è evidente che anche in questo caso la questione riguarda la dimensione del cantiere e il numero di operai coinvolti e che devono viaggiare insieme. Nei piccoli cantieri dove sia possibile lavorare distanziati potendo svolgere attività diverse anche in contemporanea, ma non vicini, la scelta che prevale è invitare il personale a raggiungere ciascuno con la propria macchina il posto di lavoro, prevedendo un rimborso benzina. Prioritario deve essere garantire la prosecuzione dei lavori nei cantieri strategici come quelli che riguardano ospedali e strutture sanitarie.

 

Seconda questione: chi deve decidere di sospendere il cantiere? Se è la committenza tutto è facile. Scattano gli ammortizzatori sociali previsti dal Decreto Legge del 17 marzo scorso. Le criticità sorgono quando non c’è unanimità di parere tra impresa e committenza. In questo caso un ruolo determinante lo rivestono i direttori dei lavori e i responsabili/coordinatori della sicurezza, che sono tenuti a verificare le condizioni non solo rispetto alle lavorazioni, ma anche rispetto al quadro normativo determinatosi per effetto delle disposizioni in materia di emergenza sanitaria. La sospensione dei lavori in questo caso dovrebbe attivare automaticamente la sospensione degli impegni contrattuali relativi ai tempi di consegna (e questo è un nodo che deve essere sciolto rapidamente). L’ideale sarebbe comunque disporre di un documento sottoscritto tra le parti, sia relativamente alle tempistiche che ai pagamenti.

 

Un altro aspetto non secondario riguarda i sempre più numerosi casi in cui, anche volendo continuare a lavorare in condizioni di sicurezza, vengono sospese o risulta difficile avere la certezza di poter contare sulle necessarie forniture di materiale. Qui è solo questione di tempo.

Nel decidere se e quando chiudere il cantiere non possono anche non incidere fattori legati alle modalità contrattuali e allo stato di avanzamento dei lavori e quindi ai tempi di liquidazione dei SAL, fattore fondamentale per PMI che spesso vivono situazioni di scarsa liquidità. Quel che emerge è che sicurezza e conseguenze economiche di una chiusura giocano entrambe un ruolo nella decisione. E se rispetto alla prima vanno rispettate le regole previste dai decreti (spesso la differenza la fa la disponibilità dei DPI: mascherine e guanti), rispetto alle seconde diventa essenziale una certezza sulle conseguenze e sugli strumenti attivati e attivabili per mettere in sicurezza le imprese. In questo scenario un ruolo determinante sono chiamate a svolgerlo le Casse edili che gestiscono previdenza e assistenza con la loro storia centenaria.

 

Sul fronte del versamento dei contributi la conseguenza delle decisioni prese dal Governo di rimandare i versamenti INPS e INAIL si devono ripercuotere sui contributi da versare alle Casse e a cascata andare a ridefinire le modalità di rilascio dei DURC. In secondo luogo appare inevitabile un’anticipazione dei tempi di liquidazione dell’APE e delle ferie rispetto alle scadenze previste dal CCNL. Del resto la funzione mutualistica delle Casse trova la sua piena validità proprio in situazioni di questo tipo dove il sistema diventa un fattore importante di solidarietà e di assistenza nei confronti di imprese e lavoratori. Una prova importante per ribadire il valore della bilateralità edile.

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