CERTIFICAZIONE

Certificare la sostenibilità delle infrastrutture

Il protocollo Envision, nato principalmente per il settore delle opere pubbliche, è destinato a essere applicato anche alle infrastrutture private

13 MAGGIO 2019
sostenibilità, infrastrutture, certificazione, envision e icmq

Ogni qualvolta si tratta di realizzare un'opera infrastrutturale, dalle più strategiche a quelle di carattere locale, si scatenano quasi sempre forti proteste e opposizioni. In parte è conseguenza della poca propensione italiana al cambiamento, in parte di posizioni puramente ideologiche, ma sicuramente una grande parte del problema deriva dalla mancata partecipazione e coinvolgimento di tutti gli attori (i cosiddetti stakeholder) nel processo decisionale di progettazione dell'infrastruttura. Se gli stakeholder partecipassero sin dall’inizio al suo concepimento e allo sviluppo progettuale, si ridurrebbe notevolmente la possibilità di osteggiarne la realizzazione.

A monte della fase progettuale bisognerebbe porsi alcuni importanti quesiti: l’infrastruttura preserva e valorizza le risorse locali? Aiuta le comunità del luogo a svilupparsi minimizzando i potenziali impatti negativi? Possono essere impiegati tecnologie e materiali che migliorino la salute e la sicurezza dei cittadini? Il progetto di un’infrastruttura deve innanzitutto tener conto degli obiettivi primari della comunità, definendo quali e quanti benefici a lungo termine ne possono realmente scaturire, migliorando, al contempo, la vivibilità della collettività. Deve inoltre valutare e integrare i bisogni, gli obiettivi e i valori della comunità, deve essere in grado, cioè, di valorizzare quei caratteri che la rendono unica ed esclusiva. L’analisi però della sostenibilità di un’infrastruttura non deve essere lasciata al caso, ma deve essere svolta con una metodologia che ne prenda in considerazione tutti gli aspetti e produca una valutazione oggettiva dei suoi impatti.

 

Il protocollo Envision: una guida alla sostenibilità durante il processo decisionale

Dagli Stati Uniti, nel 2012, ha avuto origine il protocollo Envision, un sistema di rating dedicato alla progettazione e realizzazione di infrastrutture sostenibili, nato dalla collaborazione tra Isi, Institute for Sustainable Infrastructure e lo Zofnass Program for Sustainable Infrastructure presso la Graduate School of Design alla Harvard University. In Italia il protocollo si sta diffondendo dal 2016, grazie alla collaborazione tra ICMQ, organismo di certificazione e di ispezione leader nel settore delle costruzioni, e Stantec, società di ingegneria e consulenza multidisciplinare attiva nel campo dell’energia, dell’acqua, delle infrastrutture e della gestione e conservazione delle risorse naturali.

Envision si configura come una guida alla sostenibilità durante il processo decisionale di progettazione e realizzazione delle infrastrutture. Inoltre, consente di effettuare una valutazione indipendente della loro sostenibilità attraverso la misura degli effetti che producono su ogni aspetto della vita dell’uomo e dell’ambiente circostante. Nonostante il protocollo rimanga uno strumento che certifica il progetto dell’infrastruttura, è possibile scegliere di perseguire la certificazione di terza parte o al completamento della fase di construction (Path B), o alla fine della fase di design, a seguito della quale viene richiesto un’ulteriore verifica al completamento della fase costruttiva per confermare il livello ottenuto (Path A). Nato principalmente per il settore delle opere pubbliche, è destinato a essere applicato anche alle infrastrutture private. Envision tiene conto di numerosi indicatori, tra cui, in primo luogo, le interazioni e la concertazione con la comunità. Non solo però, sono valutati positivamente anche il miglioramento atteso della qualità della vita, la resilienza rispetto ai rischi che derivano dai cambiamenti climatici, economici e sociali, il coinvolgimento degli stakeholders e l’efficacia delle capacità di gestione del progetto, l’efficienza nell’utilizzo delle risorse quali i materiali di costruzione, l’energia, la salvaguardia delle risorse idriche. Insomma tutti quegli elementi che non solo garantiscono che l’opera è progettata bene, ma che soddisfa i bisogni delle parti interessate e che tiene conto di tutti gli aspetti di manutenzione e gestione per tutto il ciclo di vita dell’opera stessa, quindi che l’investimento è pensato anche in un’ottica di Lyfe Cycle Costing.

La struttura del protocollo è basata su tre diversi livelli: le categorie, le sottocategorie e i criteri. Le categorie sono cinque e rappresentano le macro aree d’impatto secondo cui valutare la sostenibilità di un progetto.

Le 14 sottocategorie identificano gli elementi principali di ogni area e raggruppano sotto di esse un totale di 64 criteri. Ogni criterio fornisce un indicatore di sostenibilità relativo a uno specifico aspetto di interesse - ambientale, sociale o economico - e per ciascuno è possibile raggiungere diversi livelli di achievement: improved, enhanced, superior, conserving, restorative.

Nello specifico, per ciascun credito viene attribuito un punteggio in funzione del livello prestazionale raggiunto dal progetto; la sommatoria dei punteggi permette di valutare, in modo oggettivo e sistematico, il grado di sostenibilità del progetto secondo le soglie prefissate dalla metrica Envision.

 

La garanzia di una valutazione indipendente

Il sistema garantisce un approccio indipendente e supporta i progettisti nel coinvolgimento delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e anche dei cittadini, al fine di migliorare il processo decisionale che impatta sulla effettiva sostenibilità, anche a lungo termine, del progetto e degli investimenti ad esso collegati. L’approccio al protocollo è infatti quello di un riconoscimento da parte di un organismo di terza parte indipendente che, partendo da una checklist e da una scorecard di autovalutazione e attraverso un processo critico e rigoroso, permette di verificare se si sono considerati tutti gli approcci sostenibili e di coinvolgimento delle parti interessate, dando allo stesso tempo maggiore risalto al progetto.

La filosofia del sistema Envision, inoltre, contribuisce sia alla garanzia dei tempi decisionali e realizzativi, sia alla definizione dei fattori fondamentali per attrarre capitali privati e per rendere redditizi gli investimenti pubblici. Envision è dunque uno strumento innovativo che si propone di trasformare, in maniera graduale, l’ecosistema culturale, decisionale ed economico che sostiene lo sviluppo delle infrastrutture.

L’obiettivo dei promotori di Envision in Italia è duplice: non solo sperimentare l’applicazione del protocollo, ma anche formare un ampio numero di professionisti (Envision Sustainability Professional, o Envision SP) in grado di condurre progettisti e investitori lungo il percorso previsto dal protocollo. Ad oggi, in Italia, sono stati qualificati 123 Envision SP.

 

Le applicazioni in Italia del Protocollo

È stato certificato poco tempo fa il primo progetto in Europa con il Protocollo Envision, sistema di rating americano sviluppato presso l’università di Harvard  per le infrastrutture sostenibili.

Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) ha conseguito la Certificazione Envision con il massimo livello raggiungibile (Platinum) per il progetto della tratta Frasso Telesino – San Lorenzo Maggiore che è parte integrante della nuova linea Napoli – Bari.

Ciò significa che il progetto ferroviario è stato riconosciuto come esempio di infrastruttura altamente sostenibile. E altri progetti si stanno portando avanti in Italia con l’utilizzo del protocollo Envision: sul miglioramento di tratte ferroviari esistenti, nel settore delle energie rinnovabili, nel trasporto dell’energia elettrica, nello sviluppo di sistemi aeroportuali, nella realizzazione di nuovi collegamenti stradali. Il Protocollo Envision sta suscitando parecchio interesse presso coloro che progettano, realizzano e gestiscono infrastrutture complesse. C’è finalmente la comprensione che un’infrastrutture sostenibile ha un maggior ritorno economico; infatti negli Usa il mondo finanziario, soprattutto quello dei fondi, sta investendo nelle infrastrutture sostenibili. E siamo convinti che ciò avverrà a breve anche in Italia.

 

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