CERTIFICAZIONE

Campania: dalla prima ferrovia in Italia alla prima ferrovia sostenibile in Europa

Un incontro a Benevento per parlare del futuro delle infrastrutture per il Sud sotto il segno della sostenibilità, partendo da Envision e dal modello della Napoli-Bari.

Redazione CIVILTA' di CANTIERE

30 NOVEMBRE 2019
campania, mezzogiorno, infrastrutture, sostenibilità, ambiente, sviluppo, economia e ferrovie

Si è svolto martedì 26 novembre presso il Palazzo San Domenico di Benevento, il convegno “Campania: dalla prima ferrovia in Italia alla prima ferrovia sostenibile in Europa”: un’importante occasione per il territorio per approfondire i contenuti e l’applicazione del protocollo Envision, ovvero la certificazione internazionale di sostenibilità economica, ambientale e sociale, che per la prima volta è stata assegnata ad una tratta ferroviaria europea.

L’evento è stato organizzato dall’Università del Sannio e promosso dal CUR-Coordinamento delle Università della Campania, in collaborazione con Regione Campania, ICMQ e RFI. La Tratta ferroviaria Napoli-Bari è un progetto considerato da tutti strategico per l’intero Sud Italia. RFI ha illustrato a che punto si è con la realizzazione della Napoli-Bari e come con Envision hanno sviluppato una strategia di condivisione e di confronto con le amministrazioni territoriali. Si tratta di una esperienza modello che dimostra come la sinergia tra una committenza importante come le Ferrovie, la Regione e il sistema universitario regionale valorizzano, grazie anche al protocollo Envision, un progetto strategico infrastrutturale che mette al centro la sostenibilità.

Per Lorenzo Orsenigo di ICMQ, promotore del Protocollo Envision in Italia insieme a Stantec: “L’esperienza e l’applicazione di Envision hanno favorito un incontro e un dialogo con gli stakeholder territoriali in realtà particolarmente delicate dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Nel tratto in cui è stato applicato Envision si inserisce, infatti, l’area viticola più importante della Campania, che produce il 60% del totale della regione. Una zona, quella del Sannio e di Benevento, che nel 2019 è stata riconosciuta come “Città del Vino” dall’UNESCO per la produzione della Falanghina doc e in cui una infrastruttura come la Napoli-Bari rischiava di creare molte criticità. Invece, grazie alla metodologia seguita con il protocollo, si è riusciti a creare un dialogo e un equilibrio con i diversi comuni e consapevolezza dell’importanza della infrastruttura. Consenso che porterà alla costruzione dell’opera in tempi più rapidi, con costi minori e allo stesso tempo ha permesso di implementare opportunità di sviluppo per tutta la zona”.

Costantino Boffa del Tavolo Tecnico regionale per i rapporti con i territori interessati dalla Ferrovia Napoli-Bari ha sottolineato gli aspetti legati ai processi partecipativi del progetto, grazie ai quali  si è riusciti a trovare i giusti compromessi e a poter realizzare l’opera senza intoppi o malcontenti. “È stato decisivo il processo di condivisione dell’opera tra istituzioni e territorio. In una prima fase vi è stato un certo scetticismo nei confronti della condivisione territoriale o progettazione partecipata, in quanto si pensava che fosse una perdita di tempo, ma a lungo andare ci si è resi conto che sono stati dei mesi che hanno invece fatto guadagnare tempo. I comuni della Campania coinvolti sulla NA-BA sono 35, e in tutte le conferenze dei servizi fatte vi è stata la condivisione totale del progetto, quindi 35 comuni con 35 delibere di consigli comunali che hanno approvato il progetto”.

Luigi Evangelista, Direttore Commesse Captive RFI, ha mostrato durante il convegno lo stato d’avanzamento del progetto e dei lavori. “Gran parte delle tratte verranno infatti completate intorno al 2023 e poi del tutto nel 2026, legando definitivamente Napoli a Bari e valorizzando tutta l’area interna, creando le condizioni per un arresto dello spopolamento ad oggi in atto, e la creazione di nuove opportunità economiche e sociali”.

I professori Mariano Gallo e Giuseppe Marotta dell’Università del Sannio e il Presidente regionale Vincenzo De Luca hanno sottolineato il fatto che, riducendo i tempi di percorrenza tra Benevento e le aree circostanti con Napoli e Roma, grazie anche all’opportunità di collegarsi con la stazione nuova di Afragola sarà consentito alla popolazione locale di muoversi più rapidamente e di creare sinergia occupazionale su tutta l’area.

Roberto Pagone, responsabile investimenti per il Sud Italia di RFI ha evidenziato l’importanza di avere una visione comune e una strategia di implementazione delle infrastrutture per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno. “Il piano di investimenti di RFI è di 25 miliardi in 7 anni e riguarderà tutto il mezzogiorno, anche la Puglia, la Basilicata fino alla Calabria: il cosiddetto progetto del Corridoio Mediterraneo. Un progetto che vede coinvolta una vasta zona, comprese le tratte da Messina e Catania e Catania-Palermo. E’ importante in questo momento avviare un’azione congiunta di comunicazione sul ruolo strategico delle ferrovie per contrastare affermazioni uscite di recente sulla stampa da parte di alcuni economisti che lo considerano un investimento di scarso valore. I risultati dimostrano che questa infrastruttura  sta portando sviluppo. Fa eco a questi dati anche Alfredo  Martini, Direttore di Civiltà di Cantiere: “in Europa già si sta sperimentando l’efficacia di una rete infrastrutturale forte.  Lo dimostrano anche le esperienze di Copenaghen-Malmö, Lille,  Øresund e il Canale della Manica. Territori che avevano perso dinamismo si sono rilanciati, proprio grazie alle opere infrastrutturali”.

Il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, nelle sue conclusioni ha posto l’accento sulla strategia della Regione in materia di infrastrutture, non solo riguardo alla Napoli-Bari ma anche per le tratte tra Benevento e la Valle Caudina fino a Caserta e tra Benevento e il Molise (Campobasso) e tra Benevento e Avellino e Salerno per creare un collegamento anche verso l’altro grande porto regionale. “Il modello Envision – ha affermato-  è stato fondamentale per capire come potrebbe così essere replicato anche in altre aree per ottenere un circuito virtuoso e sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico in Campania e su tutto il Sud Italia.

 

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