CERTIFICAZIONE

Cam-Edilizia e Leed, partner per l’ambiente

Come i protocolli e le certificazioni possono facilitare tutti gli attori coinvolti nel processo costruttivo

Enrica Roncalli

25 MAGGIO 2017
cam, ambiente, leed e normativa

Fra i Criteri ambientali minimi (Cam) per l’edilizia e i protocolli di sostenibilità degli edifici esiste un legame diretto, stabilito nel decreto stesso del 24 dicembre 2015, recentemente aggiornato attraverso il decreto dell’11 gennaio 2017 sull’adozione dei Cam per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione. Il decreto specifica che “la stazione appaltante può trovare utile selezionare i progetti sottoposti a una fase di verifica valida per la successiva certificazione dell’edificio secondo uno dei protocolli di sostenibilità energetico-ambientale degli edifici (rating systems) di livello nazionale o internazionale” e che la stessa “potrà usare tali protocolli per verificare la rispondenza a un criterio solo se, per l’assegnazione della certificazione, sono compresi i requisiti di cui ai criteri inseriti nel presente documento di Cam con livelli di qualità e prestazioni uguali o superiori”.

Queste frasi un po’ criptiche nella sostanza significano che l’applicazione di un protocollo di sostenibilità come ad esempio Leed può facilitare tutti gli attori coinvolti nel processo costruttivo, a partire dai committenti fino al contractor e ai fornitori, in quanto non solo prevede molti requisiti compatibili con i Cam, ma anche la verifica terza finale che certifica l’edificio, dando garanzia del risultato ottenuto.

Vediamo allora nello specifico come Leed si relaziona ai Cam, prendendo come esempio tre delle cinque principali aree tecniche in cui questi sono suddivisi: le specifiche tecniche dell’edificio, quelle dei componenti edilizi e quelle del cantiere.

 

Le specifiche tecniche dell’edificio

Obiettivo principale di questa sezione dei Cam è incentivare la riduzione dei fabbisogni sia energetici che idrici attraverso attività di diagnosi (per gli edifici esistenti), l’ottimizzazione dei funzionamenti delle componenti impiantistiche, l’attenzione alle prestazioni delle apparecchiature installate, l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e il riutilizzo delle acque meteoriche e/o grigie. Viene inoltre richiesto di assicurare una buona qualità dell’aria interna attraverso un’adeguata illuminazione e aerazione naturale, riducendo il più possibile l’esposizione indoor a campi magnetici, selezionando i materiali di finitura, garantendo il comfort acustico e termo-igrometrico.

Questi aspetti presentano una forte analogia con i contenuti del protocollo Leed, in particolare nelle categorie Energy and Atmosphere, Water Efficiency e Indoor Environmental Quality a seconda della specifica problematica affrontata. Di seguito riportiamo alcuni esempi.

  • Il Cam “Risparmio idrico” richiede l’impiego di sistemi di riduzione di flusso, di controllo di portata, di controllo della temperatura dell’acqua e di apparecchi sanitari con cassette a doppio scarico, con scarico completo di massimo 6 litri e scarico ridotto di massimo 3 litri. Gli orinatoi senz’acqua devono utilizzare un liquido biodegradabile o funzionare completamente senza liquidi. Questi requisiti trovano riscontro con il protocollo Leed rispettivamente nei crediti Building – Level Water Metering, Water Metering e Indoor Water Use Reduction, Outdoor Water Use Reduction. Viene infatti richiesto di implementare strategie che complessivamente realizzino determinate percentuali di risparmio di acqua potabile al fine di aumentare l’efficienza idrica e ridurre il carico sui sistemi municipali di fornitura e sui sistemi delle acque reflue;
  • Il Cam “Qualità ambientale interna” richiede di rispettare determinati limiti di emissione per pitture e vernici, tessili per pavimentazioni e rivestimenti, laminati per pavimenti e rivestimenti flessibili, pavimentazioni e rivestimenti in legno, altre pavimentazioni (diverse da piastrelle di ceramica e laterizi), adesivi e sigillanti, pannelli per rivestimenti interni (ad esempio lastre in cartongesso). Questi requisiti si ritrovano nei crediti Leed Low Emitting Materials. La documentazione prodotta per la certificazione Leed può quindi costituire un’utile base di partenza che però deve essere declinata e verificata per le specifiche soglie massime di emissività consentite dal Cam, che non corrispondono esattamente a quanto indicato nel protocollo.

 

Le specifiche tecniche dei componenti edilizi

Oggetto di questa sezione dei Cam sono sostanzialmente le strategie propedeutiche alla riduzione dell’impatto ambientale dovuto alle materie e prodotti da costruzione, alla salvaguardia delle risorse naturali e alla diminuzione e gestione dei rifiuti di costruzione e di gestione dell’opera. Queste tematiche vengono affrontate prima a livello di criteri generali comuni a tutti i componenti edilizi e successivamente per specifici materiali, prodotti o componenti anche di tipo impiantistico. Inoltre, per determinati componenti quali calcestruzzi, laterizi, ghisa, ferro e acciaio, materie plastiche, tamponature, tramezzature e controsoffitti, isolamenti termici e acustici, pavimentazioni e rivestimenti, pitture e vernici, i Cam richiedono, tra le varie opzioni di verifica, la presentazione di una dichiarazione ambientale di Tipo III conforme alla norma Uni En 15804 e alla norma Iso 14025 (Epd, rilasciata in Italia da EPDItaly). Questa certificazione di parte terza può essere utile anche in caso di certificazione Leed, in quanto rafforza quanto dichiarato dal fornitore e garantisce al committente dell’opera la qualità del risultato finale. La nuova versione Leed v4 prevede un credito specifico, Building Product Disclosure and Optimization – Environmental Product Declarations, che premia l’utilizzo di prodotti con migliore ciclo di vita e che possiedono un Epd.

Sono presenti inoltre altre analogie con i contenuti del protocollo Leed, nella categoria Materials and Resources. In particolare, Leed si pone la finalità di deviare i rifiuti delle attività costruttive dal conferimento in discarica e di reimmettere le risorse riciclabili recuperate nel processo produttivo, aumentare la domanda di prodotti da costruzione che contengano materiali a contenuto di riciclato e provenienza regionale, incoraggiare l’uso responsabile della gestione forestale.

 

Le specifiche tecniche del cantiere

Questa sezione dei Cam ha l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale sulle risorse naturali, di aumentare il recupero dei rifiuti da costruzione, impedire la contaminazione del suolo e la sua erosione, tutelare le acque superficiali e sotterranee e in generale ridurre i rischi ambientali. Aspetti che trovano forte analogia con i contenuti del protocollo Leed, nelle categorie rispettivamente Materials and Resources e Sustainable Sites per quanto concerne la gestione dei rifiuti da costruzione e la riduzione dell’inquinamento generato dalle attività di costruzione. Leed richiede in particolare di redigere specifici Piani di cantiere volti a identificare tutte le strategie adottate dall’appaltatore, compresa l’identificazione delle figure responsabili del controllo e delle verifiche ispettive periodiche in sito.

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