DIGITALE

BIM & PA: dalla consapevolezza alla formazione

Un progetto di Civiltà di cantiere in collaborazione con i principali operatori del settore della progettazione BIM per un percorso di adeguamento della Pubblica Amministrazione nei confronti del BIM

21 DICEMBRE 2018
bim, innovazione, progettazione e lavori pubblici

Anche nel nostro Paese il ricorso al BIM è stato introdotto come un percorso irreversibile nella progettazione, realizzazione e gestione dei lavori pubblici attraverso il richiamo nel Codice degli Appalti e con il DM 560/17 con il quale si stabilisce la road map di introduzione obbligatoria a partire dal 2019 per le opere di dimensione superiore ai 100 milioni. Il provvedimento riguarderà poi tutti i lavori pubblici a partire dal gennaio 2025.

Come evidenziato dal Manuale per l'introduzione del BIM da parte della domanda pubblica in Europa, redatto da EUBIM Taskforce, i vantaggi del BIM riguardano una pluralità di soggetti: committenti o enti pubblici proprietari di infrastrutture e immobili, detentori pubblici di infrastrutture e immobili coinvolti nella fase di gestione e di manutenzione; funzionari e dirigenti preposti alle politiche pubbliche. Vantaggi che vengono individuati soprattutto in “un migliore coordinamento e in una produzione più veloce di informazioni precise e attendibili al fine di migliorare il processo decisionale e la qualità dei risultati. Benefici che si traducono in vantaggi economici, quali: un miglior rapporto qualità-prezzo durante la fase di consegna e una migliore qualità delle merci e dei servizi pubblici durante l'utilizzo del bene edificato.”

Come è stato ricordato in più occasioni dal provveditore di Lombardia ed Emilia Romagna, Pietro Baratono: “la modellazione digitale, per la sua intrinseca natura additiva e diacronica, consente il continuo accrescimento dell’intero sistema dei dati che contribuiscono a configurare il progetto, integrando il contributo delle discipline sotto forma di modelli specialistici tra loro federati – la struttura, gli impianti, ecc. - quindi il suo evolvere nella fase di costruzione fino allo stadio di As Built. In questo modo, ogni fase di sviluppo può essere oggetto di verifica di congruità con gli obiettivi qualitativi e quantitativi, comprese le valutazioni economiche. Con il risultato che tempi e (minori) costi certi permettono di creare una benefica corrispondenza tra la qualità delle prestazioni del costruito con i requisiti della committenza, soprattutto del migliore impiego delle risorse anche sulla base del criterio di valutazione del maggiore vantaggio tra i progetti in gara d’appalto, in un quadro efficiente di collaborazione competitiva.”

Grazie al BIM sarà possibile raggiungere una migliore gestione dell’intero processo connesso alla progettazione, realizzazione e gestione nel tempo dii un’opera pubblica, assicurare maggiore trasparenza e facilitare l’operatività in una logica di oggettiva garanzia in termini di esecuzione. Ma per raggiungere questi obiettivi è necessario da parte degli amministratori pubblici intraprendere un  percorso di adeguamento della programmazione e  gestione delle risorse al nuovo modello, attraverso  specifiche attività di formazione e di acquisizione di competenze tecniche e culturali nel segno della digitalizzazione delle procedure, qualificando e garantendo competenza e professionalità del personale e delle organizzazioni.

Da qui la nascita del progetto “BIM&PA” - promosso e avviato da Civiltà di Cantiere insieme ad alcune società tra le più autorevoli che operano nel settore dell’innovazione per le costruzioni (vedi box) - volto a favorire il ricorso al BIM come modello di gestione di una commessa per la progettazione, la realizzazione e la manutenzione di un’opera pubblica. Con il principale obiettivo della costruzione di una rete di amministratori e di dirigenti e manager pubblici così come i RUP, con i quali avviare e sviluppare un percorso di conoscenza, di formazione e di sperimentazione del nuovo modello.

Il progetto si articola su più piani, nella convinzione che la rete vada alimentata e costruita cogliendo opportunità e potenzialità offerte dal network di Civiltà di Cantiere (aziende leader produttrici di software, di consulenza e di certificazione) in sinergia con le possibilità di intercettare finanziamenti e programmi di dimensione nazionale e regionale.

Il progetto è stato avviato con un seminario introduttivo organizzato in collaborazione con il Provveditorato alle OOPP dl Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia il 29 novembre scorso, con l’obiettivo di sensibilizzare un iniziale gruppo di funzionari, dirigenti e RUP con i quali condividere le linee guida di un percorso di crescita professionale e di competenze, per avere modo di confrontarsi con esperienze concrete di successo di applicazione del BIM verso progetti e costruzione di opere pubbliche sia verticali (scuole, ospedali, ecc.) che orizzontali (strade, ferrovie, ecc.). Ciò anche al fine di creare i presupposti per la fase più prettamente formativa a cura del network di Civiltà di Cantiere da avviare all’inizio del 2019. Si tratta di una attività di formazione di base volta a fornire un primo livello di conoscenza su strumenti e modalità operative, che possano permettere alle stazioni appaltanti di iniziare a confrontarsi con la metodologia BIM, anche al fine di prepararsi a rispondere ai requisiti richiesti dalla nuova normativa.

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