DIGITALE

BIM e GIS insieme per una efficienza della gestione delle opere pubbliche

A colloquio con Riccardo Perego, AD One Team, sui vantaggi per le Amministrazioni pubbliche derivanti dai nuovi modelli di BIM integrati con i Sistemi informativi territoriali.

19 DICEMBRE 2018
bim, digitale, innovazione, progettazione, tecnologia e opere pubbliche

I modelli BIM permettono oggi di arrivare a livelli di efficienza molto elevati e soprattutto riducono al minimo la possibilità di errori.” È quanto afferma Riccardo Perego, presidente di One Team, società leader nel settore della consulenza e fornitura di soluzioni informatiche per tecnologie legate alla progettazione edilizia. “Con il BIM si evitano quelle situazioni in cui emergono criticità impreviste nella fase finale di lavoro in cantiere, prevedendo e analizzando già in fase di progettazione possibili incongruenze o difficoltà. Questo fa sì che non si sprechino risorse e tempo inutilmente, a tutto vantaggio degli studi professionali o delle imprese di costruzione.”

Queste considerazioni diventano ancora più incisive quando si parla di opere pubbliche e di infrastrutture le cui commesse siano gestite dalla Pubblica amministrazione. Potendo prevedere, attraverso la modellazione tridimensionale di un edificio, eventuali problematiche, sia in fase di progettazione che in fase di realizzazione e, soprattutto, di gestione e manutenzione, l’Ente pubblico riesce ad ottenere risultati di efficienza operativa elevati con sforzi ridotti al minimo e senza sorprese sui costi di investimento.

Un grande vantaggio per le amministrazioni pubbliche è anche nel controllo di gestione dell’opera una volta conclusa. Gli edifici, attraverso il BIM, possono essere monitorati in tempo reale e la loro manutenzione ordinaria viene eseguita in maniera più rapida e scrupolosa, razionalizzando le operazioni per tempo.

Non tutti sanno che il costo di manutenzione di un’opera supera in media di due volte il costo di realizzazione iniziale”. Conferma Riccardo Perego. “Attraverso il BIM, gli enti pubblici possono risparmiare ingenti somme di denaro attraverso la modellazione e archiviazione di tutti i dettagli riguardanti la progettazione e la costruzione di un’opera, ottenendo, in questo modo, una previsione di tutti gli interventi di manutenzione e un risparmio che può arrivare anche al 30-40% su ogni edificio”.

Da oggi, poi, gli organismi pubblici avranno un ulteriore vantaggio. Potranno integrare la modellazione in BIM ai sistemi informativi territoriali (workflow BIM - GIS), intercettando così anche i vari dati cartografici a disposizione e i dati originati da attività di rilievo.

“Esisteva un gap su questa complementarietà – afferma Perego – che abbiamo cercato di colmare grazie alla collaborazione di One Team e Gemmlab,società che opera nel settore della geomatica e all’accordo stipulato tra le due principali case di software BIM e GIS nel mondo, ovvero Autodesk ed Esri, che hanno compreso la necessità di integrare le due tecnologie dando vita a un prodotto ancora più innovativo ed efficiente”.

Esri e Autodesk, aziende leader mondiali per i sistemi geospaziali e per la progettazione in digitale, hanno dato il via a una partnership tecnologica volta a creare un “ponte” tra le rispettive tecnologie: il GIS (Geographic Information System) per Esri e il BIM ( Building Information Model) per Autodesk.

L’integrazione tra GIS e BIM cambierà il modo di fare pianificazione e progettazione, con l’obiettivo di ottimizzare il processo di digitalizzazione dei progetti, accelerarne l’approvazione e ridurre significativamente tempi e costi. I benefici di questa partnership, secondo Riccardo Perego, investiranno anche la pianificazione urbana, per costruire città più smart e sostenibili. “Le nostre amministrazioni stanno iniziando a comprendere il valore di questi strumenti e ad applicarli per ottenere operazioni di rigenerazione urbana, di gestione e manutenzione delle opere pubbliche, di progettazione di infrastrutture. Allo stato attuale le mappe trovano solo pochi edifici progettati in BIM, ma l’auspicio è che essi continuino ad aumentare fino ad avere interi quartieri, intere città progettate completamente tramite BIM”.

Ad ottobre One Team e Gemmlab hanno organizzato un evento intitolato Workflow BIM GIS: dal rilievo lidar all’integrazione dei modelli nei Sistemi Territoriali”.
L’evento, a cui hanno partecipato Pubbliche Amministrazioni e professionisti dell’area Veneta, è stato l’occasione per ripercorrere lo stato dell’arte del Building Information Modeling e vagliare le opportunità che questa metodologia offre alle P.A. e non solo. Un particolare focus ha riguardato l’integrazione del BIM nei Sistemi Informativi Territoriali e l’importanza, tra i vari dati cartografici a disposizione, di dati originati da attività di rilievo. Dal confronto con l’esperienza di Gemmlab nel campo dei rilievi ad alto rendimento outdoor e indoor, è stato possibile identificare i momenti salienti, all’interno di un flusso di progettazione e di gestione, in cui risulta vantaggioso e utile avere a disposizione dati di telerilevamento. Per dare continuità agli argomenti affrontati durante l’evento e approfondire quanto già mostrato, One Team e Gemmlab hanno illustrato il funzionamento del workflow BIM GIS presentato, utilizzando dati reali e basandosi su uno specifico caso studio.

Durante l’evento è stato dimostrato come un edificio storico di Padova sia stato riprodotto completamente tramite BIM e, successivamente, sia stato inserito in un ambiente GIS ricostruito in 3D con dati derivanti da attività di rilievo e progettazione e dati cartografici derivanti da database topografici.

“In questo modo – precisa l’AD di One Team - abbiamo dimostrato come sia possibile visionare ogni minimo dettaglio di un edificio, dalla struttura portante fino alle rifiniture e agli arredi, collocandolo in uno spazio ben preciso e analizzando, quindi, anche i dati relativi al clima, al terreno, alle infrastrutture circostanti. È una novità importante per chi deve pianificare un nuovo quartiere o deve scegliere il tipo di materiale più adatto per costruire una scuola o un ponte. Per chi amministra un piccolo Comune o una città diventa uno strumento molto potente.”

Il mondo crescerà di circa 2,5 miliardi di persone nei prossimi 30 anni, il 70% delle quali risiederà in aree urbanizzate, mettendo a dura prova le infrastrutture che sono già al limite del collasso e che richiederanno una spesa di adeguamento per 3,3 migliaia di miliardi di dollari all’anno. Per affrontare queste sfide, il pubblico e il privato devono collaborare in modo sinergico per trovare il modo di ottimizzare e rendere più efficienti sia le infrastrutture di trasporto che quelle residenziali e di servizio.

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