SCENARI

Benessere: il nuovo paradigma per l'edilizia

Nell’ambito di una progettazione sostenibile diventa sempre più importante mettere al centro l’utente e il suo comfort, costruendo ambienti confortevoli e salubri.

Stefano Schiavon

22 MARZO 2017
sostenibilità, efficienza energetica e energie rinnovabili

Non c’è alcun dubbio, almeno nell’ambito della comunità scientifica internazionale, che il riscaldamento globale sia causato dall’uomo e che le sue conseguenze negative superino di gran lunga quelle positive. I segni più evidenti del cambiamento climatico in corso sono l’incremento delle temperature globali dell’atmosfera e degli oceani, la riduzione dei ghiacciai e l’aumento del livello del mare.

Circa il 30-40 per cento delle emissioni globali è direttamente causato dal settore edile ed è per questo che abbiamo la responsabilità, ma soprattutto l’opportunità, di ridurre in modo significativo il nostro impatto negativo sull’ambiente. Possiamo farlo investendo di più sull’uso di energie rinnovabili e sull’efficienza energetica, cioè sulla riduzione del consumo di energia da parte degli utenti a parità di prestazioni. Questo processo è già in atto e ha prodotto risultati importanti, ma ha anche messo in evidenza rischi notevoli per il benessere degli occupanti degli edifici. 

 

Il rischio di edifici “sigillati”

Se è vero che i cosiddetti edifici a zero consumo energetico limitano le emissioni di gas serra e aumentano la sicurezza energetica è vero anche che possono avere un effetto negativo sul benessere, la salute e la produttività delle persone.

Negli anni successivi alla crisi energetica del 1973, a causa del rapido incremento dei prezzi dell’energia dovuto alla guerra dello Yom Kippur e alla conseguente riduzione della fornitura di approvvigionamenti petroliferi, i paesi occidentali hanno dovuto adottare forti politiche di contenimento dei consumi energetici. Il settore edile ha puntato su case sempre più sigillate, cioè con poco ricambio d’aria, con l’idea di ridurre i consumi di energia e azzerare gli sprechi, ma questa strategia ha finito col penalizzare gli occupanti di case e uffici causando un aumento dei casi di reazioni allergiche e asma.

La lezione è chiara: l’obiettivo della sostenibilità energetica deve essere affiancato dalla necessità di costruire ambienti confortevoli e salubri per gli utenti. Oggi costruire un edificio deve acquisire un significato nuovo e importante perché il 90 per cento della nostra vita si svolge in ambienti interni che ci influenzano in modo determinante. Lavorare in ambienti freddi, con insufficiente illuminazione, senza accesso a finestre e con un’aria poco pulita, porta a una riduzione del nostro benessere e, di conseguenza, della nostra produttività lavorativa. Poter lavorare in un ambiente confortevole e salubre significa produrre di più e meglio e vivere meglio.

 

Per una qualità dell’ambiente interno

Secondo la guida europea sul clima interno e la produttività negli uffici, la qualità dell’ambiente interno (Indoor Environmental Quality, IEQ) è la sintesi della qualità dei parametri che lo caratterizzano, quali la temperatura, il rumore, la qualità dell’aria e la luce. La sempre più ampia letteratura scientifica dimostra che la qualità dell’aria, acustica, luminosa e termica - e la possibilità di controllare questi parametri personalmente - influenzano le nostre prestazioni. Un ambiente deteriorato, con luce insufficiente, aria malsana e viziata, causa un aumento delle malattie respiratorie, dei sintomi legati alla sindrome dell’edificio malato, delle infezioni aereo-trasmesse e delle allergie. L’ovvia conseguenza è  l’aumento delle assenze per malattia, la riduzione del benessere degli occupanti e un calo netto della capacità di apprendimento negli studenti e di produttività nei lavoratori. Il costo sociale causato da un ambiente interno deteriorato è elevato e non è più trascurabile. Ad esempio, secondo ricercatori del Lawrence Berkeley National Lab, raddoppiare la portata d’aria fornita all’edificio può ridurre le assenze per malattia e far aumentare le prestazioni lavorative di circa l’1-3 per cento.

Cosa si può fare per aumentare la qualità dell’ambiente interno? Una strategia efficace consiste nell’introduzione di nuovi strumenti di certificazione che vincolino l’attestazione di qualità di un edificio. Un esempio importante è quello di Leed (Leadership in Energy and Environmental Design), il sistema statunitense, presente anche in Italia, che ha trasformato il modo in cui progettiamo e costruiamo gli edifici, nonostante la sua efficacia nel ridurre le emissioni di gas serra e migliorare la qualità dell’ambiente sia limitata.

 

Il Well Building Standard

Un interessante recente sviluppo è stato il lancio negli Stati Uniti del Well Building Standard, un metodo per misurare, certificare e monitorare le caratteristiche dell'ambiente costruito che hanno un impatto sulla salute umana e il benessere. Well e Leed sono parte di uno stesso progetto ideale ma la loro prospettiva è decisamente diversa: Leed si occupa delle caratteristiche degli edifici mentre Well è unicamente interessato al benessere dell’utente nell’ambiente costruito. Lo standard è composto da sette sezioni: aria, acqua, alimentazione, luce, fitness, comfort e mente.

Well si basa su evidenze scientifiche purtroppo ancora molto limitate. A differenza di Leed, delinea un ambito di intervento che va oltre la comune definizione di qualità dell’ambiente interno e coinvolge anche settori distanti dall’intento originario di progettisti e costruttori. Consideriamo per esempio il parametro fitness, attività fisica. L’esercizio fisico è uno dei pilastri della buona salute fisica e può ridurre notevolmente stress e depressione. Lo standard Well promuove l’attività fisica negli edifici attraverso tecnologie e design che coniugano architettura e fitness e sono in grado di integrare l’esercizio fisico nelle attività quotidiane svolte all’interno degli ambienti costruiti. In un edificio certificato Well l’attività fisica diventa parte integrante della routine quotidiana e la promozione del benessere fisico è uno dei parametri che identificano un edificio sano, produttivo e confortevole pensato sui bisogni e sul benessere dell’utente.

Un altro parametro interessante del nuovo standard è quello relativo all’alimentazione (nourishment). La maggioranza degli americani ha una dieta ipercalorica caratterizzata dall’assunzione di molti zuccheri e grassi che, nel tempo, indeboliscono il sistema immunitario e deteriorano la salute. Negli edifici certificati Well l’offerta di cibi poco salutari è praticamente azzerata e tutti gli alimenti proposti negli appositi distributori sono sani e nutrienti.  E ancora, il parametro mente (mind) rende conto del concetto di biophilia, il dimostrato legame presente tra gli esseri umani e la natura. La presenza di elementi naturali in un edificio ha un effetto calmante e rilassante sulla mente umana: gli edifici certificati Well incorporano elementi naturali all’interno delle costruzioni creando spazi dove poter ridurre lo stress e calmare l’animo.

  

 

      Le sette sezioni del  Thumb articolo schiavon cc 02 2016

    Well Building Standard

Thumb le sette sezioni del well building standard  


 

 

 

  


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il contributo del Center for the Built Environment

La certificazione Well ha adottato un idea sviluppata principalmente dal Center for the Built Environment (Cbe) dell’Università della California Berkeley, ossia quella del ruolo centrale dell’utente di un edificio. Per valutare efficacemente la qualità dell’ambiente è necessario misurare i parametri fisici che caratterizzano l’ambiente (concentrazione di inquinanti come l’ozono o le polveri sottili) e, oppure, chiedere agli occupanti di valutare l’ambiente che occupano. Entrambe le strategie sono importanti, la prima soprattutto per valutare e garantire una buona qualità dell’aria. Il secondo metodo però è più economico, rapido e spesso più efficace ed esaustivo. Da circa vent’anni il Cbe ha sviluppato e testato un questionario compilabile on-line, che ha l’obiettivo di valutare le problematiche degli edifici e quelle dei sistemi presenti. Il questionario affronta i seguenti temi: distribuzione degli spazi all’interno dell’ufficio o dell’abitazione, comfort termico, qualità dell’aria, illuminazione, qualità acustica, pulizia e manutenzione e soddisfazione generale. Offre un’interessante panoramica sui bisogni degli utenti degli edifici, anticipa i temi proposti nello standard Well e lancia una sfida ai progettisti interessati a incorporare il paradigma utente e benessere nei loro lavori. Un esempio dei risultati ottenuti dall’indagine del Cbe è riportato nella figura, che evidenzia come negli uffici le persone non siano soddisfatte della qualità dell’aria, del benessere termico e della privacy.

 

Una progettazione olistica al passo con i tempi

La ricerca d’avanguardia del Ceb e l’innovativo e olistico standard Well indicano una nuova, importante direzione per una progettazione edilizia che voglia dirsi veramente moderna. L’interesse per l’utente dell’edificio è parte di un importante cambio generazionale della forza lavoro, che ha sostituito ai baby boomers i millennials, giovani professionisti e ricercatori che passano sempre più tempo negli uffici e per i quali il benessere e il comfort personale hanno un ruolo importantissimo. Se stare seduti viene ormai identificato come il cancro dei nostri tempi, se la mancanza di luce adeguata in uno spazio lavorativo può determinare depressione e scarsa produttività, lo standard Well sembra rappresentare bene il futuro della progettazione degli edifici. Un futuro in cui l’architetto, l’ingegnere, il paesaggista, il medico, il fitness trainer, il tecnico, il nutrizionista, l’urban farmer si riuniscono intorno a un tavolo per costruire edifici migliori.  


Per saperne di più

Su Well Building Standard e sugli edifici già certificati: www.wellcertified.com

Sulle ricerche del Cbe, Center for the Built Environment: www.cbe.berkeley.edu/survey 

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