INNOVAZIONE

AREXPO: al via il distretto innovazione

L’area dell’Expo 2015 di Milano vivrà presto una nuova stagione anche grazie al BIM

Mimosa Martini

14 SETTEMBRE 2020
bim, progettazione, architettura, tecnologia, innovazione, milano e expo

Nel corso della One Team Bim Conference 2020 è stato presentato il progetto di riqualificazione dell’area dell’Expo 2015 di Milano: un’operazione complessa sia a livello progettuale che di investimento.

Marco Chiodi, project manager della direzione tecnica di Arexpo, è intervenuto nel corso dell’evento per spiegare il progetto e gli interventi per cui è stato scelto di adottare il modello BIM (qui il link al video).

L’area occupa una superficie di circa un milione di metri quadri ed è destinata ad ospitare trasformazioni importanti per diventare un vero e proprio distretto dell’innovazione. Come descritto da Marco Chiodi nel corso del suo intervento, Arexpo è una società di sviluppo immobiliare pubblica che ha lo scopo di implementare e valorizzare l’area della periferia milanese. Il 39% della proprietà è del Ministero dell’economia e finanze, il 21% della Regione Lombardia, il 21% del Comune di Milano, il 16% della Fondazione Fiera Milano, l’1% della città metropolitana di Milano e lo 0,6% del Comune di Rho.

Il sito ha visto la pubblicazione di una gara per l’individuazione di un partner privato per creare una partnership pubblico/privata nel 2017, il cui vincitore è risultato Landlease: un operatore economico internazionale importante con cui Arexpo ha ridisegnato il masterplan complessivo della zona.

Il progetto prevede il mantenimento dell’asse principale, il celebre decumano di Expo, che diventerà un parco lineare verde e che divide il sito in due parti: la parte nord di sviluppo pubblico e quella a sud a sviluppo privato. Le tre ancore dell’area nord che l’organizzazione ha l’obiettivo di sviluppare sono: l’ex ospedale Galeazzi, l’Istituto di Ricerca Human Technopole e il campus dell’Università degli Studi di Milano. Human Technopole, il case study in cui Arexpo ha deciso di utilizzare il BIM, si compone di diversi edifici, alcuni già esistenti perché realizzati per Expo: Palazzo Italia, Microscopy Facility e i laboratori.  Questi ultimi sono stati rifunzionalizzati da Arexpo con il supporto della società di ingegneria MM con metodo tradizionale.

“Il Decreto 560/2017 dal 2018 ci imponeva di passare al BIM per opere fino ai 100 milioni di euro – osserva Marco Chiodi – e Fondazione Human Technopole, che sarà anche proprietaria dei terreni del campus, ha deciso di sviluppare un nuovo edificio da 35.000 mq per un valore complessivo delle opere di 95 milioni, quindi Arexpo ha deciso di dotarsi della metodologia BIM sia per la progettazione che per la realizzazione dell’edificio. Questo passaggio è stato possibile grazie alla collaborazione con One Team, nel 2019, con un processo di formazione del personale, anche amministrativo, arrivando a redigere il nostro primo capitolato informativo messo a base gara per la realizzazione di questo edificio”.

La road map per la costruzione è stata abbastanza stretta e il concorso è stato aggiudicato in piena emergenza Covid19. Il fatto di aver optato per la metodologia BIM ha permesso ad Arexpo di strutturare anche internamente le varie procedure necessarie e di individuare le figure che poi seguiranno la progettazione di quello che sarà poi il primo edificio pubblico di Milano realizzato con BIM. Lo studio di progettazione che ha vinto il concorso internazionale per l'ideazione dell'edificio e del Campus è Piuarch, realtà che ha contribuito a numerosi grandi interventi di riqualificazione sul territorio milanese in aree quali il Mecenate District e Porta Nuova. Il progetto di Piuarch è risultato vincente perché soddisfaceva tutte le richieste della fondazione di ottenere una struttura funzionale ma iconica, che si integrasse bene anche con gli edifici vicini e in grado di ospitare laboratori scientifici innovativi.

Il secondo intervento per cui si è deciso di adottare il BIM è il Lab Incubator: delle strutture temporanee prefabbricate di 5000 mq da realizzare all’interno della piazza dell’albero della vita, simbolo di Expo 2015, da realizzare al fine di poter avere spazi di lavoro in una fase transitoria prima della costruzione di un nuovo edificio. “Anche qui le tempistiche erano strettissime – sottolinea Marco Chiodi - e abbiamo quindi subito optato per un appalto per la progettazione e realizzazione in BIM, in modo da riuscire ad ottenere le strutture in circa 8 mesi. Anche per quest’opera, nonostante il lockdown, siamo riusciti ad andare avanti con la progettazione e contiamo di chiudere i lavori per fine anno. L’intento è quello di gestire poi, una volta concluso, le strutture e la manutenzione sempre con metodologia BIM”.

Dieci piani di altezza, oltre 16.500 metri quadri esclusivamente dedicati a laboratori per la ricerca scientifica e 3.000 metri quadri di terrazze e coperture verdi: sono alcune delle caratteristiche del progetto del nuovo edificio di Human Technopole che sarà progettato e realizzato in modalità BIM, di cui Marco Chiodi ha sottolineato i numerosi vantaggi. “Abbiamo avuto grosse difficoltà ad intervenire su opere già realizzate e lavorando in BIM ci siamo resi conto che avere già informazioni disponibili sulle strutture, e in particolare sugli impianti, sarebbe stato un enorme valore. Inoltre il BIM è stato d’aiuto sia per velocizzare gli iter autorizzativi che per ottenere la soddisfazione del cliente finale. Avere tutti gli elementi e le informazioni su cloud e a disposizione in qualsiasi momento ti permette comunque di tenere traccia di ogni singola fase e operazione e, in caso di cambiamenti o imprevisti, garantisce interventi immediati ottimizzando i tempi”.

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