SCENARI

Le associazioni di rappresentanza imprenditoriale baluardi della democrazia

ANCE VENETO ha organizzato un incontro per riflettere sul valore della rappresentanza imprenditoriale nella società contemporanea

Redazione CIVILTA' di CANTIERE

24 MAGGIO 2019
#edilizia

Nel Veneto il numero delle imprese edili dal 2008 ad oggi si è ridotto complessivamente del 23%. Una percentuale che sale ad oltre il 37% se si considerano le imprese con un numero di dipendenti tra i 2 e i 49. A pagare lo scotto della crisi sono state soprattutto le imprese medie, le imprese familiari e più strutturate. Una riduzione che ha avuto una inevitabile conseguenza in termini di adesione all’ANCE, l’associazione di rappresentanza delle imprese edili industriali. Qui al 37% di calo del numero ha corrisposto una contrazione di oltre il 40% dei relativi fatturati.

La crisi e la profonda trasformazione del mercato ancora in atto hanno comportato anche un rimescolamento qualitativo e soprattutto un aumento della disaffezione e dello scollamento che comporta oggi un calo rilevante della partecipazione.

“Si tratta di un processo sul quale diventa urgente interrogarsi – ha dichiarato il Presidente di ANCE Veneto Giovanni Salmistrari aprendo il seminario dedicato al tema de “Il valore della rappresentanza imprenditoriale nella società del nostro tempo . Criticità e prospettive”, tenutosi a Villa Molin con la partecipazione di Massimo Cacciari, Bruno Barel e Giovanni Prearo – per trovare modalità e iniziative in grado di ricompattare il tessuto industriale delle costruzioni a livello locale e regionale. Diventa urgente saper analizzar con grande franchezza gli effetti del cambiamento riattivando un virtuoso processo di riflessione comune, essenziale all’interno della dialettica e del confronto tra sistema produttivo e decisori.”

Salmistrari ha ricordato una frase di Italo Calvino tratta da “Il Barone rampante”, in cui si sottolineava come “le associazioni svolgano un ruolo determinante nell’evitare la solitudine degli imprenditori, favorendo lo scambio di idee e di esperienze così da alimentare idee e proposte.”

Nell’introdurre il dibattito il direttore di Civiltà di Cantiere, Alfredo Martini ha individuato e posto all’attenzione dei partecipanti alla tavola rotonda  alcune delle possibili cause di questo scollamento. Tra esse “la difficoltà nel saper interpretare il cambiamento e confrontarsi con il disorientamento delle imprese, così come il saper dare risposte ai nuovi modelli di business. Non secondario, inoltre è anche il cambiamento di un contesto caratterizzato dalla delegittimazione dei corpi intermedi, i sindacati in primis.”

Un processo, che come ha ricordato Massimo Cacciari, costituisce un pericolo enorme per la stessa democrazia, che proprio sui corpi intermedi, sulla loro vitalità di proposta basa la sua ragione di vita. Cacciari ha ribadito come un confronto senza intermediazioni tra lo Stato e il Popolo sia qualcosa che tagliando fuori la logica della rappresentanza apra la strada a pericolose derive invitando gli imprenditori presenti a battersi per una rivitalizzazione delle associazioni come l’ANCE, assumendo piena consapevolezza del ruolo fondamentale da esse svolto. E su questo rilanciare una maggiore partecipazione, senza temere di entrare in conflitto con un sistema amministrativo, legislativo e politico oggi sostanzialmente impermeabile all’ascolto e incapace di rinnovarsi.  

L’avvocato Bruno Barel ha da parte sua sottolineato come questa situazione critica sia anche il risultato della incapacità delle associazioni di comprendere il cambiamento assumendo funzioni autoreferenziali e contribuendo in maniera non marginale alla perdita di riconoscimento sia da parte della “politica” che dei propri associati. Per Barel è essenziale che si faccia un’analisi approfondita e senza pregiudizi su quanto sta avvenendo ritrovando al proprio interno valori oggi compatibili con i nuovi scenari di mercato, ma anche la forza di rinnovarsi. In particolare, le associazioni dovrebbero assumere un ruolo di guida ed essere in grado di produrre idee e visioni, “possibili soltanto attraverso un coinvolgimento ampio di esperienze e di modelli imprenditoriali diversi, ma aperti al futuro”.

Mettersi in gioco, discutere, trovare nell’associazione il luogo dove poter confrontarsi sulle proprie esperienze e trovare insieme risposte a domande che restano spesso sospese costituisce per Giovanni Prearo, presidente dei Giovani imprenditori di ANCE Veneto, l’essenza e la ragione prima di una reale partecipazione alla vita di un’associazione. Per Prearo le nuove generazioni guardano all’associazionismo con occhi molto diversi rispetto a quelli delle generazioni precedenti. Riformare il modello di rappresentanza per Prearo significa saper accettare la sfida della metamorfosi che caratterizza il settore dell’edilizia sapendo ritrovare antichi valori, ad iniziare dalla capacità di saper offrire un prodotto qualitativamente rispondente alle esigenze della società attuale, rivedendo l’attuale scala delle priorità che guidano l’operato delle associazioni.

Altre questioni discusse nel corso dell’incontro sono state la necessità di un arricchimento sul piano delle competenze così come una nuova autorevolezza sul piano della leadership associativa.

Nelle sue conclusioni il presidente di ANCE Veneto Giovanni Salmistrari ha sottolineato l’importanza di investire sulla formazione e su momenti alti di riflessione e di confronto, sapendo anche innovare il funzionamento e la gestione del sistema associativo guardando alla tecnologia per saperla utilizzare così da migliorare e rendere più efficiente la capacità di risposta alle esigenze degli imprenditori in un mercato sempre più complesso. A questo proposito Salmistrari ha richiamato la nascita della piattaforma digitale “Sistema Costruzioni Veneto (SCV)” in fase di test che presto consentirà a tutti gli imprenditori associati aderenti a qualunque associazione provinciale di dialogare tra loro e di acquisire notizie e assistenza attraverso una APP dedicata. 

“L’auspicio maggiore è che la politica e chi viene chiamato a decidere il futuro dei nostri territori abbia l’umiltà e l’intelligenza per comprendere che ascoltare le rappresentanze aiuta a fare le scelte giuste nell’interesse delle popolazioni e consentendo quello sviluppo e quel benessere che solo valorizzando il tessuto economico e imprenditoriale potrà essere raggiunto.”

 

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