PROGETTAZIONE

Agroscalo 2020: Milano veste verde

Un progetto per trasformare una vecchia infrastruttura in area polifunzionale, per rilanciare il turismo e restituire spazi verdi alla città.

Paola Savina

01 FEBBRAIO 2019
rigenerazione, milano, agroscalo, progettazione e città

Sfatiamo un luogo comune: Milano non è solo grigia. La città che tutto il mondo conosce come capitale della moda, del design, dell'economia e dell'edilizia (ma di certo non come Green City) si vestirà di verde. O meglio, un po' di tutti i colori. Tutti i colori con cui fiori, ortaggi, germogli ed erbe di ogni tipo ridipingeranno l'ex Scalo Ferroviario di Porta Genova.

Si chiama Agroscalo 2020, l'evento dedicato all'agricoltura che snaturerà la realtà urbana fatta di cemento e ferro, contaminandola con la purezza dei prodotti di campo.

Il progetto, ideato dagli architetti Andrea Caputo e Salvatore Porcaro, ha primeggiato alla Manifestazione di interesse indetta da FS Sistemi Urbani e Ferrovie dello Stato Italiane. Una volta ottenuta l'approvazione definitiva da parte del Comune di Milano e firmato il contratto locativo con FSI, per due anni fissi e uno eventualmente rinnovabile, l'orto metropolitano avrà il compito di convertire l'ostilità tra città e campagna in una convivenza armoniosa e di valorizzazione reciproca.

Non sarà solo un'attrazione turistica che potrà essere ammirata passeggiando lungo i percorsi di collegamento o passando per il padiglione in legno e per la serra panoramica, di cui si attrezzerà tutta l'area. Si lasceranno le redini alla natura, che farà il suo lavoro: trasformerà i semi in prodotti finiti e sarà anche possibile acquistarli.

La vera magia di questo piccolo paese dei balocchi è che ce ne sarà davvero per tutti i gusti: gli sportivi avranno a disposizione un'area di fitness, i bambini uno spazio ricreativo e gli affamati di cultura potranno partecipare a laboratori didattici e incontri pubblici.

“Agroscalo 2020’ ha tutte le caratteristiche per restituire nel breve periodo l’area alla fruibilità pubblica, riconnettendo la stazione, i navigli e zona Tortona attraverso la nascita di un luogo multifunzionale per grandi e bambini” ha dichiarato l'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran, per togliere ogni dubbio che l'iniziativa metterà d'accordo proprio tutti.

Porta Genova sarà il teatro di debutto, ma il progetto di riqualificazione interesserà anche altre aree della città. Dal 31 luglio sono stati pubblicati anche i bandi per gli usi temporanei di Porta Romana e Farini. Porta Romana metterà a disposizione ben due zone di recupero: l’ambito di Viale Isonzo, con accesso da Piazzale Lodi e quello di Via Lorenzini, già affermato come base delle iniziative musicali e sportive del Social Music City.

Dal lato opposto della città, in Farini il menù di riqualificazione dell’area prevederà la realizzazione di attività per sport, tempo libero, senza dimenticarsi di quelle dedicate a cultura, didattica, socializzazione, come spazi destinati a esposizioni e alla vendita di prodotti agricoli e artigianali. La zona Navigli tornerà infine a essere protagonista di progetti di bonifica urbana, grazie all’oasi naturalistica che nascerà in prosssimità dello scalo di San Cristoforo.

E se il ragazzo della via Gluck potesse tornare a fare un giro in questa nuova metropoli, non protesterebbe più perché là dove c'era l'erba e ora c'è una città, ma sarebbe sorpreso e felice di non respirare il cemento, ma il profumo della sua campagna.

t

o

p