PROGETTAZIONE

A lezione nella nuova scuola di Torino che unisce innovazione didattica e architettonica

Dal progetto “Torino fa scuola” nasce una nuova struttura che mette d'accordo le più innovative riflessioni pedagogiche, culturali e architettoniche

Paola Savina

10 FEBBRAIO 2020
progettazione, ediliziascolastica e architettura

Stesse materie, scuola nuova. L'edificio scolastico Enrico Fermi di Torino cambia volto, in seguito alla restaurazione avvenuta per merito dello studio BDR Bureau, vincitore del concorso internazionale “Torino fa scuola” lanciato nel 2016 e promosso dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Agnelli. Per la realizzazione dei lavori di rinnovamento della scuola sono stati investiti 7,7 milioni di euro.

Gli architetti Alberto Bottero e Simona Della Rocca, responsabili del progetto, dichiarano: “ Volevamo un progetto in grado di dialogare con l'edificio esistente, ma che al tempo stesso ne rivoluzionasse la fruizione. Nuovi elementi spaziali, trasparenze e addizioni reinterpretano la struttura originaria con l'obiettivo di aprire la scuola alla città”.

E hanno mantenuto la promessa.

L'edificio, costruito negli anni '60 nel quartiere Nizza Millefonti del capoluogo sabaudo, è stato trasformato sia dal punto di vista estetico che funzionale.

L'esperimento riuscito, che è divenuto subito esempio da replicare per altre realtà didattiche del nostro Paese, voleva restituire alla città una “community school”. Una scuola cioè che abbandonasse il ruolo tradizionale circoscritto nel perimetro dell'istruzione, per abbracciare un ruolo più ampio, di una struttura che si apre alla comunità circostante, offrendo spazi e servizi fruibili ai cittadini.

Il nuovo progetto, frutto di un'inedita collaborazione tra pubblico e privato, ha rivoluzionato il concetto di scuola italiana.

 

Tutte le forme di una scuola visionaria e rivoluzionaria.

Quello che una volta era il retro dell'edificio, è diventato l'ingresso principale.

Il piano terra è ora uno spazio aperto a tutti, dove sorgono una palestra, una biblioteca, un auditorium e la caffetteria, tutti servizi raccolti nell'atrio e direttamente connessi con il giardino.

A tutti i dettagli è stata dedicata la massima cura. Un esempio sono le lastre in gres porcellanato di Fiandre Architectural Surfaces trattate con tecnologia ceramica Active Clean Air&Antibacterical Ceramic utilizzate all'interno degli spogliatoi della palestra.

La caratteristica architettonica più innovativa del progetto è rappresentata tuttavia dal nuovo involucro in acciaio, che avvolge la struttura dando forma a nuovi spazi dedicati alla didattica e che ricopre un'importante funzione di schermatura passiva. Il disegno dei telai in acciaio e della rete metallica che si crea dona un maggior senso di permeabilità dell'edificio con l'esterno.

Ai due piani superiori, oltre agli spazi ricreativi e di gruppo, si trovano i cluster dove si svolgono le attività didattiche, composti da aule, guardaroba e aree di apprendimento informale. Le aule hanno accesso alle terrazze e sono punto d'incontro tra interno ed esterno. Le lezioni non si svolgono solo al chiuso, ma anche all'aperto, rispettando i principi didattici delle scuole en plein air.

Il valore di questa metodologia didattica sta nei preziosi stimoli al confronto, allo scambio di idee tra studenti e professori, incentivati dal verde e dal paesaggio naturale nel quale sono immersi.

 

 

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