RIQUALIFICAZIONE

854 mln per riqualificare il territorio italiano

Ha il via libera il programma di governo che lascia spazio a progetti di rigenerazione urbana, riqualificazione delle periferie e riutilizzo di strutture in stato di degrado, dedicato ai nostri enti territoriali

Paola Savina

25 SETTEMBRE 2020
edilizia, abitare, politica, de micheli, economia e riqualificazione

Il ministero delle Infrastrutture l’ha ufficializzato, con un comunicato del 16 settembre: il “Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare” è partito.

La conferma che tutte le carte sono in regola per l’avvio è data dal decreto attuativo del programma, già firmato dal ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, di concerto con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario FranceschiniUn grande passo verso la necessaria revisione urbanistica del nostro paese.

I caposaldi del programma sono infatti la riduzione del disagio abitativo, in particolar modo nelle periferie, l’incremento della qualità dell’abitare e dell’edilizia residenziale pubblicaLa Manovra del 2020 ha messo a disposizione 853,81 milioni di euro dal 2020 al 2033, per poter realizzare fondamentali progetti di rigenerazione urbana e azioni volte a ricucire il tessuto socio-economico italiano.

 

Le caratteristiche del programma

La Ministra De Micheli ha commentato così il programma: "In sostanza gli interventi saranno finalizzati a incrementare l'edilizia residenziale pubblica, a realizzare soluzioni durevoli per la rigenerazione del tessuto socio economico, per l'arricchimento culturale, la qualità dei manufatti, dei luoghi e della vita delle persone in un'ottica di innovazione e sostenibilità, senza consumo di nuovo suolo". L’obiettivo è quindi riutilizzare ciò che già esiste ma che ormai è vecchio, obsoleto e inadeguato e trasformarlo in ambienti e strutture costruiti secondo modelli di gestione innovativi, all’avanguardia e sostenibili.

Il "Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare" chiede direttamente alle Regioni, città metropolitane e Comuni con più di 60.000 abitanti di elaborare e presentare i propri progetti, ciascuno con lo scopo di apportare migliorie al proprio territorio, fino a un massimo di 3 proposte per ente locale.

La presentazione dei progetti dovrà avvenire entro 120 giorni dalla pubblicazione del bando.

I progetti fortunati che passeranno la selezione – ed è specificato che sarà garantito il finanziamento di almeno una proposta per ciascuna regione – godranno di un contributo fino a un massimo di 15 milioni di euro, per ciascuna proposta e, delle risorse complessive, il 34% sarà destinato a interventi nelle regioni del Mezzogiorno. Un’occasione imperdibile per gli enti locali per dare spazio a concretezza e fantasia allo stesso, per ridisegnare i dettagli e i confini del proprio territorio, bisognoso di cambiamento.

Le proposte verranno presentate in due diverse fasi. La prima, prevede l’esposizione di una prima proposta generica, che definisca il perimetro della strategia e gli interventi previsti per raggiungere l’obiettivo. Alla seconda fase accederanno solo le proposte uscite vincitrici dalla prima selezione dell’Alta Commissione ed è qui che dovranno essere presentati maggiori dettagli e lo stato di avanzamento del progetto.

Una chance viene data proprio a tutti, anche ai cosiddetti “progetti pilota”, ossia idee particolarmente disruptive e ad elevato impatto strategico su tutta la penisola, che potrebbero richiedere finanziamenti più corposi, come quelli previsti dal Recovery Fund in quanto orientati all’attuazione del Green Deal e della Digital Agenda.

 

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