RIGENERAZIONE

Un nuovo protagonista per la crescita del Nord Est

La nuova Associazione che intende fare sinergia e mettere a sistema persone e modelli.

Massimo Finco

14 NOVEMBRE 2018
rigenerazione, territorio, politica e opere pubbliche

Assindustria Venetocentro, la nuova, grande associazione degli Imprenditori di Padova e Treviso, nasce, fin dall’assemblea del 15 giugno scorso, sotto il segno di un piano per il territorio, quale vertice veneto del nuovo ‘triangolo industriale’ che tra Milano, Bologna e appunto il Nord Est viene visto, secondo i principali indicatori, come fulcro dello sviluppo italiano. Il superamento dei tradizionali confini amministrativi e la volontà di mettere a sistema competenze e progetti di istituzioni, imprese, università, soggetti finanziari, fondazioni e società civile, sono nel cuore del nuovo soggetto associativo, il secondo per numero di imprese del Sistema Confindustria. Le ragioni della rappresentanza e i servizi alle aziende associate, compito istituzionale del mondo associativo, sono sempre più chiamati a confrontarsi con l’esigenza di un progetto per la competitività del territorio in grado di connettere quest’area centrale del Veneto, che è tra le prime in Europa per densità, varietà e specializzazione industriale, con i grandi poli dello sviluppo italiano ed europeo.   

 
Costruire il nuovo triangolo industriale è stato il titolo che abbiamo scelto per l’Assemblea che ha dato avvio alla nuova Associazione. Una scelta che nasce da una consapevolezza di fondo. L’Italia uscita dalla lunga crisi è piena di straordinarie energie in alcune aree, con numeri di “economia reale” da record per dinamismo e innovazione imprenditoriale, crescita, export. Allo storico triangolo industriale, costituito da Torino, Milano e Genova, se ne va sostituendo uno nuovo, candidato a guidare la manifattura italiana. Un triangolo i cui vertici comprendono due realtà metropolitane. La prima è quella di classe continentale espressa da Milano con i suoi formidabili addensamenti economici, sociali, produttivi, finanziari, amministrativi e culturali. La seconda è costituita dall’area metropolitana di Bologna che conta oltre un milione di abitanti: un sistema produttivo evoluto, nodi logistici, infrastrutturali e fieristici di primaria importanza, insieme a grandi poli universitari e culturali. È proprio l’esistenza di questi due “campioni” territoriali che impone di dar forma e identità al vertice veneto del nuovo “triangolo”. Per essere raccolta e giocata con efficacia, questa sfida richiede alle città di Padova e Treviso di ricercare sia le ragioni di una indispensabile e possibile cooperazione, sia il confronto con la complessa realtà metropolitana rappresentata da Venezia-Mestre. È da questa consapevolezza che sorgono gli elementi fondativi e costitutivi del nuovo soggetto associativo per una rinnovata azione di rappresentanza a livello locale e nazionale. È un processo di densificazione metropolitana, infrastrutturazione materiale e immateriale, investimento sul capitale umano, coordinamento amministrativo che richiede una visione condivisa tra tutti gli attori che operano in quest’area.   

 
Il progetto pensiamo debba partire dalla complessità e specificità del paesaggio di questo territorio, dove vi è una presenza diffusa di edifici destinati all’attività produttiva, spesso contigui alle aree residenziali o commerciali, in un insieme che può apparire talvolta disarmonico, frutto di una crescita spontanea e poco governata. Una storia di insediamento produttivo che è stata particolarmente significativa dagli anni Sessanta del secolo scorso, nel passaggio da un’economia prevalente agricola al diventare un grande polo manifatturiero. Un successo economico e sociale di cui andare fieri e che ha dato ricchezza e benessere sociale alla comunità locale. Ma non possiamo non riconoscere che vi sono anche situazioni su cui occorre intervenire subito. La recente crisi e la trasformazione dell’economia hanno infatti accentuato i fenomeni di abbandono di impianti a destinazione produttiva o commerciale, con degrado estetico e perdita di continuità nel territorio. Anche nella nostra regione vi è una parte consistente del patrimonio edilizio che risulta inutilizzata, consumando suolo e senza essere più volàno di crescita, così com’era stato in passato. Per questo è necessario guardare alla rigenerazione come nuova frontiera della progettazione urbanistica ed edilizia e come linea guida che orienti le scelte in un quadro comune di interventi. Come Associazione di rappresentanza imprenditoriale, consideriamo prioritario un impegno, condiviso con le Istituzioni, l’Università, gli operatori economici e finanziari, i professionisti, e tutte le forze sociali, per proporre soluzioni praticabili, e nuove regole, adatte a quest’area e alle sue caratteristiche di piccola proprietà diffusa. Occorre orientare a un uso/riuso razionale del territorio, coerente con obiettivi di sostenibilità e recupero ambientale, garantendo la massima flessibilità nelle destinazioni d’uso, la reale funzionalità dei crediti edilizi e di adeguati strumenti di incentivazione.   

 
È un processo che parte necessariamente da un’analisi puntuale dell’esistente, per poi riuscire a guardare avanti e saper rispondere a nuove funzioni che possano consentire a questi spazi di rivivere, con l’insediamento di nuove attività, nuovi servizi, nuove iniziative imprenditoriali, come quelle dell’Industria 4.0 o del neo-artigianato digitale, sempre più compatibili con funzioni residenziali, culturali, ricreative. Provare a immaginare e a costruire quello che sarà il territorio e l’economia dei prossimi vent’anni. La nostra ambizione è portare, nelle imprese come nelle Amministrazioni locali, una nuova cultura di utilizzo del territorio per il recupero delle aree e dei capannoni, che per effetto della crisi, ma anche di nuove esigenze produttive risultano dismessi. È un progetto associativo pluriennale, che proponiamo quale componente attiva e consapevole della comunità e del territorio in cui viviamo e che ha visto crescere il formidabile sistema imprenditoriale rappresentato da Assindustria Venetocentro Imprenditori Padova Treviso. Uno sviluppo che vogliamo assicurare anche per il futuro, per mantenere competitività e benessere, e opportunità di crescita umana e professionale per le giovani generazioni. 

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