RIGENERAZIONE

L’esempio del quartiere Ørestad

Copenaghen, la strategia della sostenibilità sta nell’accordo tra pubblico e privato.

Asia Ruffo di Calabria

28 SETTEMBRE 2018

Gli anni ‘90 sono stati per Copenaghen l’inizio di un processo di ripensamento e progettazione della città e della sua area metropolitana con un nuovo modello di politica urbana condiviso tra pubblico e privato. L’efficacia dello sviluppo sostenibile della città è stata guidata dalla Copenaghen City and Port Development Corporation (CPH), che ha riunito enti pubblici nazionali e locali con privati, superandone la tradizionale dicotomia e impiegando le opportunità di mercato date dalla vendita di terreni pubblici.

Una zonizzazione strategica e una cessione controllata di beni e immobili hanno prodotto una rigenerazione, su larga scala, efficace e razionale, difficilmente raggiungibile dalla sola pubblica amministrazione. Il ricavato ha finanziato nuove reti infrastrutturali necessarie per collegare il centro con il resto dell’area metropolitana di Copenaghen.

 

Un esempio di questa politica è rappresentato dalla realizzazione di una nuova area satellite, a 5 chilometri dal centro città, il quartiere Ørestad. Voluto sull’isola di Amager, attraverso il masterplan vincitore del concorso internazionale di architettura del 1994, si dota nel 2001 del suo primo centro uffici e, cinque anni dopo, di complessi residenziali, registrando così 10.000 abitanti nel 2016. La popolazione è in aumento e si prevede tra 20 anni un numero di presenze diurne di 20.000 studenti e 60.000 lavoratori attratti dalla Facoltà di Arti di Copenaghen, della sede di Radio Danimarca e del centro commerciale più grande della Scandinavia.

Il progetto Ørestad ha avuto un percorso lineare attraverso i cambiamenti politici, come spiega Jens Kramer Mikkelsen, il CEO del CPH City and Port Development Corporation e sindaco della città dal 1989 al 2004: “Nessuno negli anni ‘90 avrebbe mai previsto un così forte sviluppo del quartiere”. Ørestad fa quindi parte di quella strategia amministrativa che ha fatto meritare a Copenaghen nel 2014 il titolo di città più sostenibile e nel 2015 la prima città al mondo “carbon free” per aver sviluppato uno stile di vita che ruota totalmente attorno a un modo di pensare e di vivere ecosostenibile, con un’attenzione che va dalla cultura per la bicicletta (40.000 ciclisti al giorno con oltre 160 km di piste ciclabili), ai corsi d’acqua puliti, all’aumento di parchi e giardini urbani, ai percorsi pedonali studiati per raggiungere in breve tempo le aree naturali, alle strutture turistiche che offrono un’ospitalità ecologica, alla filiera alimentare a km 0.

 

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