DIGITALE

BIM, una tecnologia destinata a crescere

Intervista a Stefano Ruzzon, BIM Manager dello studio One Works sui vantaggi del BIM per piccoli e grandi studi di progettazione

19 SETTEMBRE 2018

Stefano Ruzzon, BIM manager di One Works, il primo studio di architettura italiano, che conta 160 professionisti, di cui più della metà lavora con BIM, nel corso della One Team BIM Conference di Milano aveva illustrato tre diversi progetti curati dallo studio, a livello nazionale e internazionale. Nel corso dell'evento aveva rivelato come, grazie al metodo BIM, lo studio abbia potuto lavorare in condivisione da sedi collocate in vari Paesi, semplificando molto il lavoro e riducendo al minimo il margine di errore. Abbiamo cercato di saperne di più, facendogli qualche domanda sul loro metodo di lavoro.

One works ha avuto negli ultimi anni una crescita esponenziale di fatturato, di cui oltre i tre quarti dall’estero. Come si differenziano gli approcci di tipo progettuale degli altri Paesi rispetto a quelli italiani?

In base all’esperienza di One Works ritengo che attualmente l’approccio al mondo BIM non sia diverso tra l’Italia e l’estero. Di sicuro l’utilizzo di questa metodologia in alcuni Paesi è consolidato ormai da anni nella pratica progettuale mentre in Italia l’introduzione della digitalizzazione nel mondo della progettazione ha subito un forte impulso negli ultimi anni e ora si sta affermando. Un esempio è la Normativa UNI del 2017 che è ancora in fase di completamento in alcune sue parti.

Abbiamo avuto la possibilità di lavorare in diversi progetti esteri dove l’approccio con metodologia BIM presentava un’organizzazione definita e ben regolamentata. Parliamo principalmente di progetti di una certa importanza e dimensione come per esempio la Metropolitana di Doha. Parallelamente in altri progetti, sempre all’estero, abbiamo portato il nostro know-how in quanto non c’era un approccio consolidato ma solo alcune indicazioni generali che abbiamo sviluppato e implementato per poter coordinare il gruppo di lavoro e raggiungere gli obbiettivi richiesti.

Quali sono le potenzialità del BIM per quanto riguarda il futuro della progettazione nel nostro Paese?

Il grande fermento e il numero di iniziative attorno al mondo BIM sono indice della presenza di grandi potenzialità per il futuro della progettazione. Di sicuro si aprono nuove possibilità lavorative; infatti stiamo già assistendo ad un aumento della domanda di figure specializzate. Altro aspetto importante è la possibilità di realizzare progetti con maggiore qualità rispetto ad un approccio tradizionale: tra i vari cardini della metodologia ci sono una collaborazione e un coordinamento puntuale tra le varie discipline già dalle prime fasi di programmazione fino ad arrivare alla modellazione in cloud e alla verifica delle interferenze tra i modelli.

Inoltre anche gli altri attori coinvolti nella filiera dell’industria delle costruzioni potranno beneficiare dell’uso del BIM. E’ sufficiente pensare che un progetto coordinato può permettere la riduzione dei costi di realizzazione anche del 30% portando enormi vantaggi alle imprese di costruzione; ma anche i proprietari di immobili potranno efficientarne la gestione e manutenzione grazie al prodotto digitale.

In quale tipologia di opera (infrastruttura, immobiliare, commerciale) viene oggi utilizzato maggiormente il BIM, e perchè?

L’approccio BIM viene utilizzato in diverse tipologie di opera, principalmente nelle opere infrastrutturali; viene richiesto generalmente per opere dove è richiesta la presenza di molteplici discipline ed è necessario un coordinamento per ottimizzare i tempi in fase di progettazione e abbattere i costi di realizzazione. La gran parte degli interventi sono pubblici o di pubblica utilità.

One Works utilizza l’approccio BIM in gran parte delle tipologie di opere progettate: in ambito infrastrutturale (aeroporti, metropolitane), immobiliare (uffici, residenze), commerciale (centri commerciali), culturale (scuole e musei) e sportivo (stadi).

Qual è il progetto a cui ha partecipato in cui ha riscontrato maggiore efficienza dal punto di vista dell’organizzazione dei processi e dei risultati finali?

Tra i vari progetti sviluppati con metodologia BIM posso citare come esempio italiano l’ampliamento dell’Aeroporto Marco Polo di Venezia. Un progetto particolare non solo per le dimensioni e la complessità del tema ma anche perché trattandosi di un ampliamento ci si doveva necessariamente rapportare con un edificio esistente.

Insieme al cliente si è deciso di sviluppare la seconda fase dell’ampliamento utilizzando il BIM. La prima fase, già realizzata, e l’aerostazione esistente sono state restituite attraverso modelli digitali come stato di fatto. In fase di programmazione, all’interno del BIM Execution Plan, sono stati definiti gli usi dei modelli, i processi e gli standard da rispettare. Uno degli obbiettivi principali da raggiungere era il coordinamento tra le varie discipline in modo da eliminare errori ed eventuali problemi in fase di costruzione.

Grazie al lavoro di coordinamento e all’attività di verifica delle interferenze (Clash Detection) tra i modelli delle varie discipline siamo riusciti durante la progettazione a risolvere diversi problemi che con un approccio tradizionale non sarebbero emersi.

Come vede il futuro del BIM in Italia? Quanto conta la formazione?

Credo che l’utilizzo del BIM in Italia sia destinato a crescere. Oltre all’utilizzo per la progettazione di nuove opere, una sfida per i prossimi anni sarà la restituzione digitale del patrimonio esistente e l’integrazione tra modello digitale e gestione dell’immobile. Anche in ambito infrastrutturale l’introduzione della digitalizzazione porterà sicuramente grossi benefici in termini di precisione e di risparmio di tempi.

I migliori progetti BIM nascono da tre elementi che devono coesistere: strumenti, processi e persone. Di conseguenza la formazione delle risorse coinvolte gioca un ruolo fondamentale. Innanzitutto le università dovranno fornire le giuste conoscenze per formare progettisti specializzati nell’uso di software per la creazione di modelli digitali. Poi, essendo il BIM un mondo in continua evoluzione, le società di progettazione e i singoli professionisti per stare al passo dovranno investire nella formazione continua.

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