SOSTENIBILITÁ

Il ruolo dei Criteri Minimi Ambientali nel comparto delle costruzioni

Varie riflessioni sui CAM e sull’economia circolare a favore di un’edilizia sostenibile

Beatrice Casella

27 GIUGNO 2018

I lavori dell’assemblea annuale della GBC, Green Building Council, costituiscono un utile spunto per alcune riflessioni sullo stato dell’arte della normativa sui CAM e sulle prospettive di sviluppo dell’economia circolare nelle costruzioni. 

 

Durante il convegno che si è tenuto lo scorso venerdì presso l’Auditorium di Ferrovie dello Stato sull’economia circolare e i CAM nel settore delle costruzioni, è stata condivisa fortemente l’opinione dell’importanza di raggiungere un’edilizia sempre più sostenibile e orientata all’economia circolare, uno dei principali driver del cambiamento di questo settore e della catena del valore. Allo stesso tempo, per realizzare un sistema economico in grado di rigenerarsi da solo risulta necessario individuare alcune modalità di applicazione della nuova normativa relativa agli “appalti verdi” ed introdurre i cosiddetti Criteri Ambientali Minimi (CAM) che tengano conto delle caratteristiche specifiche del mercato edile e valorizzino competenze e professionalità. 

 

La complessità dell’attuale sistema socio-economico favorisce ancora oggi un modello di economia prettamente lineare dove un determinato prodotto viene rappresentato su una linea costituita da quattro parti principali: estrazione, produzione, consumo e smaltimento. Più nello specifico, il prototipo di business nell'industria delle costruzioni non favorisce la collaborazione di tutta la catena poiché le imprese, poco sollecitate da stimoli di mercato, agiscono indipendentemente l'una dall'altra. Stenta così ad avviarsi il ciclo virtuoso ed economicamente sostenibile del recupero e riciclo dei materiali da costruzione. L’obbligatorietà dell’applicazione dei CAM rappresenta, quindi, una prima spinta verso l’integrazione dei processi edilizi, la messa in atto di un approccio denominato Life Cycle Assessment e la promozione del risparmio di risorse naturali e del riciclo. I CAM risultano perciò essere un forte stimolo al fine di applicare dei modelli di economia circolare che sono alla base della sostenibilità poiché, contrariamente a quanto precedentemente descritto, i prodotti e i materiali restano nel circolo il più a lungo possibile nell’ottica di ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive e di generare nuove strategie di sviluppo sostenibile.

L’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi risponde alle esigenze di valorizzazione della qualità ambientale con l’obiettivo di promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili, “circolari “ e nel diffondere l’occupazione “verde”. 

 

“I CAM sono una grande opportunità per vedere l’appalto come un processo che valuti attentamente tutto il ciclo dell’edilizia, anche a livello sostenibile”, spiega Toni Cellura, Amministratore unico di NIA e Gruppo di Lavoro CAM di GBC Italia “e ogni milione investito nel green building genera oltre 17 green jobs all’anno in modo stabile per venti anni” prosegue “nonostante l’Italia rappresenta il Paese leader in Europa sul tema dell’economia circolare e uno dei pochi a rendere realmente obbligatori i Criteri Ambientali Minimi nei bandi pubblici, i margini di miglioramento sono ancora tanti e questa situazione ancora non del tutto stabile è dovuta essenzialmente da delle problematiche che continuano a perdurare nel tempo”. 

 

Secondo Marco Marcatili, economista di Nomisma, “il mercato dell’edilizia green e dei CAM scarseggia in Italia a causa di una leva motivazionale bassa, dei vincoli di bilancio e per un’offerta di frontiera non adeguata”.

Per tale motivo, come sottolinea anche Lorenzo Orsenigo Direttore Generale di ICMQ Italia, è fondamentale dimostrare con attendibilità il proprio impegno per la sostenibilità ambientale, i CAM e i risultati raggiunti, “favorendo un’innovazione tecnologica ed una gestione dei processi produttivi che risultano essenziali al fine di ottenere migliori performance in termini di circolarità”, continua Gianluca Cavalloni, Responsabile sostenibilità Saint Gobain. 

 

Riguardo gli aspetti innovativi del settore, è stata introdotta da ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, la prima Piattaforma italiana per l’economia circolare (ICESP - Italian Circular Economy Stakeholder Platform) con l’obiettivo di favorire un punto di convergenza nazionale su iniziative, esperienze, criticità e prospettive dell’economia circolare. Grazie alla realizzazione di questa piattaforma web gli stati membri hanno la grande opportunità di collaborare e proporre, a partire dalle loro esperienze, determinate soluzioni sul territorio italiano e a livello europeo sostenendo questo innovativo modello di economia. In particolare, ENEA trasferirà le informazioni dall’Europa all’Italia e viceversa attraverso l’interazione tra vari gruppi di lavoro su diversi temi inerenti l’economia circolare e la produzione di position paper, report e workshop tematici aperti alla più ampia partecipazione di tutti gli attori italiani interessati e coinvolti in tale tematica. 


Durante l’incontro organizzato da GBC, sono emersi numerosi ed importanti spunti di riflessione per i professionisti di tutta la filiera al fine di intraprendere una nuova strada, quella dell’edilizia sostenibile che, probabilmente in futuro, costituirà l’unica modalità valida per il mondo delle costruzioni. 

Un'operazione immobiliare sostenibile comporta un aumento di costi di costruzione e ristrutturazione ma consente di realizzare contemporaneamente incrementi di valore e una vigorosa diminuzione dei tempi di vendita. Investire nell'edilizia sostenibile, perciò, conviene sempre di più perché i ritorni per un operatore, in termini di valore, tempi di assorbimento e immagine sono decisamente notevoli. Questo anche grazie all’attuazione dei CAM. Serve solo maggiore costanza e credibilità da parte di tutti gli individui coinvolti nel settore edile.

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