MERCATO

Lo sguardo lontano e i piedi per terra

Un imprenditore che ha raggiunto i suoi obiettivi decidendo di mettere al centro le persone e il lavoro.

31 AGOSTO 2018
mercato, edilizia, economia, società, costruzioni e imprese

Era da tempo che volevo incontrare Diego Carron. Presidente di una delle imprese che Aldo Norsa, nella sua annuale rassegna e classifica sulle principali imprese di costruzioni italiane, continua a segnalare tra le più dinamiche e soprattutto, a differenza delle altre grandi imprese che operano quasi esclusivamente all’estero, concentra il suo fatturato in Italia. Nel decennio della grande crisi è una delle imprese che registra risultati in controtendenza e costituisce un utile barometro del mercato di oggi e delle potenzialità e opportunità di domani.  

Un’impresa, la Carron, con una storia inizialmente tutta all’interno del Nord Est e che oggi, una volta consolidatasi sul proprio territorio, opera nei principali e più importanti mercati italiani. “Nel corso dell’ultimo decennio siamo cresciuti assumendo una dimensione sempre più interregionale senza però mai trascurare i legami con il territorio in cui è sorta e cresciuta la nostra impresa” afferma con orgoglio Diego Carron. “Oggi che lavoriamo da protagonisti sulle principali piazze italiane, come Milano o Roma, in Emilia Romagna, oltre che nel Veneto e nel Nord Est, restiamo saldamente ancorati a questa terra. Manteniamo convinzioni che ci derivano da una plurigenerazionale cultura contadina. La nostra cabina di regia è qui, a San Zenone degli Ezzelini, al confine tra la provincia di Treviso e di Vicenza. Un piccolo paese immerso nella campagna. Se le nostre visioni e strategie si consolidano là dove si creano le occasioni di lavoro, la “macchina”, le competenze, la formazione e il lavoro di squadra si “producono” qui. Qui nasce e si imposta la strategia aziendale. Potrei dire che teniamo alta la testa e lo sguardo proiettato lontano, ma i nostri piedi sono ben piantati su questa terra.” 


L’aspetto più rilevante, ribadito in tutta la comunicazione aziendale e nel magazine con cui l’impresa promuove la propria attività è figlio di questa cultura: mettere al centro le persone e il lavoro. “Le risorse più importanti siamo noi e la nostra capacità di fare rete. È qui la nostra forza. Oggi siamo 233 tra impiegati, operai e dirigenti. Fuori domina la complessità, la competizione sfrenata, la necessità di misurarsi con committenti esigenti e sempre più consapevoli di quello che vogliono, attenti ai costi, ma irremovibili sui risultati prestazionali e sui tempi. Per affrontare tutto questo, vincendo le sfide che ci vengono proposte e per crescere, diventa essenziale un’organizzazione aziendale e una gestione delle persone attenta alle loro esigenze, garantendo ai nostri dipendenti e a quanti collaborano con l’impresa sicurezza, benessere, formazione e aggiornamento continui. Ci avvaliamo di processi organizzativi e gestionali in continua evoluzione, favoriamo l’interazione e il lavoro di squadra, reso oggi più facile ed efficiente grazie alla digitalizzazione, diffusa sia nell’ambito della gestione aziendale, sia nell’interazione tra attività amministrative, direzionali e produttive. Ciò avviene attraverso l’utilizzo di App e strumenti che ci consentono un controllo dei tempi e di risolvere in tempo reale le criticità che di volta in volta ci si presentano, ma anche di lavorare costantemente in team. La digitalizzazione non solo ci aiuta a lavorare meglio, ma diventa uno dei motori dello sviluppo tecnologico e organizzativo”.  


La Carron è un’impesa generale, ovvero un’impresa che opera su una vasta gamma di mercati, oggi sempre più segmentati e caratterizzati. Negli ultimi anni prevalgono contratti con grandi operatori privati, ma nel carnet dei contratti e nel palmares delle opere realizzate fanno spicco anche importanti opere pubbliche, infrastrutture e operazioni immobiliari. Così come in linea con i nuovi driver del mercato cresce il valore delle riqualificazioni e degli interventi di ricostruzione, un esempio su tutti è quello del quartiere Citylife a Milano.

Il mercato italiano dell’edilizia e delle costruzioni è attualmente molto diversificato. Milano non è Roma e il Veneto, Bologna e l’Emilia Romagna sono ancora realtà differenti. Bolzano e l’Alto Adige, dove abbiamo creato una società ad hoc, al di là della normativa europea e nazionale comune, assomigliano di più al mercato tedesco o austriaco che a quello italiano. Costruire una strategia imprenditoriale nel nostro settore, in quanto impresa in grado di offrire la costruzione chiavi in mano rispetto ad opere complesse, siano esse nuove o di riqualificazione, oggi richiede un costante monitoraggio, sia rispetto alla domanda che alle condizioni finanziarie, alla qualità e autorevolezza dei committenti. Oggi il mercato ci richiede di saper scegliere e costruire e consolidarci in una logica reputazionale, fondata sulla serietà, il rispetto dei tempi, l’attenzione rigorosa alla correttezza al rispetto delle norme e delle condizioni di lavoro. È fondamentale collocarsi là dove tendono a svilupparsi nuove opportunità, valutando la redditività delle commesse, per consolidarsi continuando a guardare all’evoluzione del mercato e basando la propria offerta su solide basi gestionali. In questi anni siamo riusciti a intercettare e a rafforzare il nostro posizionamento nel mercato dei grandi brand internazionali come Gucci o Bulgari. Così come siamo interlocutori importanti sul mercato milanese dove, dopo l’avventura di Citylife, oggi stiamo riqualificando due importanti palazzi nel salotto milanese, rappresentato da Piazza Cordusio. La più grande soddisfazione, ma anche il miglior biglietto da visita in un mercato dove troppo spesso il fattore di selezione diventa il costo più basso, è quando scelgono noi anche se la nostra offerta è più alta.” 

 

Osservando dall’esterno il mercato dell’impresa Carron colpisce, come nel caso di altre imprese simili per dimensione, fatturato e organizzazione, la capacità di costruire indipendentemente dalla tipologia dell’opera. Accanto a irrinunciabili livelli alti di competenza, ovvero il sapere cosa fare e come farlo, punti di forza sono il garantire al committente una piena rispondenza con il progetto, una adeguata capacità finanziaria e un’organizzazione aziendale trasparente e ad elevata affidabilità, così come “la capacità di rispettare cronoprogrammi stringenti senza perdere di vista la cura dei dettagli.” Ma non va sottovalutata anche la consapevolezza delle responsabilità che un’impresa di costruzioni deve avere nei confronti degli utenti e delle popola- zioni. Come si legge nell’ultimo editoriale dell’House Organ dell’azienda: “è proprio in virtù di questo rapporto di grande rispetto con il territorio che, anno dopo anno, continuiamo ad agire in maniera responsabile e con immutata passione per il miglioramento continuo, per la crescita di una coscienza sociale (…)”.

L’attenzione al territorio e al Veneto trova concretezza soprattutto oggi nel rendere operativa quella che Diego Carron definisce “l’anima immobiliare dell’azienda”. “L’attuale fase del mercato immobiliare appare caratterizzata da una grande incertezza. Stiamo vivendo un momento in cui prendere decisioni è rischioso perché il mercato è in forte mutamento sotto diversi punti di vista. Dobbiamo tener conto di una domanda caratterizzata da profondi cambiamenti demografici e di stili di vita, da nuove esigenze, che si riverberano sulla stessa concezione dell’abitare, dalla necessità di guardare a fattori come l’invecchiamento della popolazione e a una maggiore mobilità lavorativa. A questo si aggiunge l’incidenza non marginale di una quota consistente di immobili invenduti, spesso di bassa qualità. Per questo ci vuole cautela. Per chi deve avviare operazioni di nuova edilizia diventa essenziale un’analisi attenta delle nuove esigenze, che sembrano oggi orientarsi più sul non residenziale che sul residenziale. Bisogna intercettare i cambiamenti sapendo interpretare quali saranno i modelli di sviluppo territoriali. Così facendo non solo evitiamo investimenti sbagliati, ma contribuiamo a rendere più competitivi i nostri territori e a migliorare la qualità degli edifici e la vita delle nostre genti”.


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