RIQUALIFICAZIONE

Nomisma: cinque progetti per ridare un futuro alle zone terremotate dell’Appennino

Analisi e proposte per le esigenze di tutti i cittadini

09 MAGGIO 2018

“Ripartire dopo il sisma” è questo l’obiettivo che ha ispirato il progetto di Nomisma di individuare alcuni ambiti in cui avviare iniziative economico-sociali “fattibili” e concretamente attuabili in tempi certi a sostegno di una rinascita e una stabilità delle popolazioni dell’Appennino colpite dal terremoto del 2016. Sono state individuate già nel corso del 2017 e illustrate dal coordinatore Giulio Santagata sulla piattaforma web e sul Magazine di Civiltà di Cantiere (v. articolo Pubblico e privato insieme per la ricostruzione), e vengono oggi presentati nella loro completa fattibilità. 


I progetti prendono il via da alcune valutazione demografiche e sulla base di alcune considerazioni sulla struttura territoriale delle aree interne. Innanzitutto in considerazione del fatto che l’area colpita dal sisma riguarda un territorio composto principalmente da piccoli comuni. Dei 140 municipi coinvolti la gran parte è sotto i 5mila abitanti e molti non raggiungono i 1000 residenti. In secondo luogo si registra un livello di pendolarismo elevato: oltre 1 residente su 3 (34,1%) si sposta giornalmente per motivi di studio o lavoro e in 87 dei 140 comuni lo spostamento interessa oltre il 50% del target di popolazione. In relazione al mercato del lavoro, si rilevano tassi di disoccupazione superiori alla media italiana, in corrispondenza delle zone più interne del reatino, nei comuni del ternano, in parte dei comuni montani del teramano e dell’ascolano. Altri fattori da considerare riguardano un’incidenza delle aziende agricole sulla popolazione  superiore al valore medio nazionale così come il territorio nel suo complesso è debolmente attrattivo dal punto di vista turistico. Siamo di fronte complessivamente a  un’area mediamente povera in cui i livelli di reddito risultano al di sotto degli standard nazionali. Questa analisi del contesto e una serie di interlocuzioni sul territorio hanno permesso all’istituto di ricerca di definire gli ambiti strategici all’interno dei quali collocare alcuni progetti in grado di rafforzare la struttura economico-sociale concentrandosi sulle risorse peculiari presenti nelle differenti zone terremotate. 


Ma vediamo ora in che cosa consistono gli ambiti in cui sviluppare presentati da Nomisma. 

 

Incremento della produttività agroalimentare

Secondo l’istituto di ricerca è possibile rafforzare la competitività del settore agricolo e completare la filiera agroalimentare in alcuni comparti anche ristretti attraverso la strutturazione di un insieme di metodi di produzione sostenibili, di nuovi sistemi di trasformazione, di nuove filiere territoriali in grado di attivare sinergie con altre attività di produzione o servizio capaci di rispondere alle maggiori problematiche e ai fabbisogni espressi dai produttori. Le progettualità individuate da Nomisma comprendono lo sviluppo di una filiera industriale della canapa, suinicola e dei prosciutti completamente in loco, la  valorizzazione del  latte ovicaprino biologico, la promozione della filiera di produzione e commercializzazione dell’oliva ascolana del Piceno DOP e la valorizzazione, attraverso accordi con la rede dei Gruppi di Acquisto Solidale delle produzioni agricole dell’area del cratere, in particolare attraverso la definizione di un paniere riconoscibile di prodotti locali. 


Valorizzazione Turistica

La maggior parte dei territori che ricoprono l’area del cratere non beneficiano attualmente di un sistema turistico avanzato. Le attitudini territoriali che si intrecciano nei parchi, nei borghi, nelle città d’arte, nei luoghi religiosi e nelle zone montuose e appenniniche dell’Italia Centrale sono altamente diversificate tra loro. Esistono, quindi, svariati tipi di turismo che potrebbero essere valorizzati in maniera integrata fra i più territori (religioso, enogastronomico, artistico-culturale, sportivo e naturalistico), come nuovo mezzo per una crescita economica e occupazionale costante. Tra le progettualità identificate da Nomisma vi sono: un percorso di valorizzazione delle seconde case a seguito del ripristino e della riqualificazione del patrimonio danneggiato sfruttando le opportunità offerte dalle tecnologie informatiche per favorire la creazione di nuovi servizi per la sharing holiday dell’area appenninica centrale. Ad un primo esame, il centro studi bolognese evidenzia come il progetto possa essere orientato utilizzando anche solamente l’1% del patrimonio abitativo non occupato fruibile nell’area del cratere, ossia circa 1000 alloggi. Il fatturato atteso che deriverebbe dalla gestione di queste dimore occupate di solito per 5 settimane all’anno e secondo un canone di locazione giornaliero di circa 100 euro risulterebbe pari a 3,5 milioni di euro. Un altro progetto che potrebbe essere attivato riguarda la creazione di un campus di alta formazione per l’ospitalità ed il turismo capace di captare la crescita della domanda. Il contesto dell’offerta turistica non si è evoluto significativamente e il suo riposizionamento va ricercato in un rinnovamento complessivo, oltre che dell’offerta, anche delle professionalità e delle competenze capaci di dare un rinnovato slancio al mercato turistico dell’area. 


Rafforzamento della formazione tecnica e dell’integrazione di filiera

L’area del cratere si contraddistingue perché non presenta dei modelli produttivi strutturati e diffusi. Solo il territorio marchigiano si differenzia per la presenza di un’importante filiera calzaturiera. Occorre, per questo settore, ricreare quelle competenze artigianali (orlatura, tatuatura, decorazione) al fine di consentire, ad alcune imprese del segmento dell’alta gamma, di introdurre sul mercato una nuova produzione ad hoc. A questo proposito Nomisma propone la creazione di un’Accademia pubblico-privata per la formazione d’eccellenza rivolta ai giovani del territorio. Il percorso è volto, da una parte, ad   aumentare la capacità competitiva del territorio proponendo creazioni artigianali nella lavorazione manuale delle tomaie per il mercato dell’extra lusso e, dall’altra, ad elevare i livelli occupazionali. 


Miglioramento Accessibilità e mobilità

Nei territori dell’area del cratere si richiede l’esigenza di un fabbisogno di mobilità elevato che, però, non trova un’offerta adeguata, soprattutto per determinate categorie di utenti, come ad esempio gli anziani che sono presenti con un alto tasso rispetto alla popolazione più giovani. In alcune regioni, ad esempio, si è pensato alla realizzazione di un “Villaggio Alzheimer” dedicato a tutti coloro che presentano questa malattia in fasi iniziali e dotato di diversi gradi di protezione che permettano alle persone residenti una vita più serena e indipendente possibile. A questo proposito, per favorire a tutti la mobilità di trasporto a breve raggio, potrebbe essere attivato un progetto di trasporto a chiamata gestito attraverso una piattaforma anche online di operatori professionali. 


Sviluppo economia sociale

Il territorio presenta un contesto socio-economico debole e rappresentato da un forte processo di invecchiamento della popolazione. Tra le iniziative di rafforzamento del sistema di welfare locale vi è la proposta di costituire una fondazione di comunità attraverso la quale sostenere una gestione partecipativa dello sviluppo del territorio attivando sinergie tra attori locali pubblici e privati. Nella maggior parte delle zone svantaggiate le farmacie rurali rappresentano l’unico presidio sanitario. Altra progettualità che potrebbe essere sviluppata riguarda la creazione di una senior housing, uno spazio dedicato ad anziani autonomi attivi che comprende soluzioni abitative inserite in una rete di supporto sociale e comunitario di quartiere in grado di facilitare la vita indipendente e accompagnare il processo d’invecchiamento.

L’analisi e le proposte – come sottolinea Giulio Santagata, referente e consigliere con incarichi speciali di Nomisma – debbono ora essere sottoposte al confronto con le Regioni e i Comuni “per comprendere se i progetti sono davvero consoni con le esigenze dei cittadini.”

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