RIGENERAZIONE

La Governance dei processi di ricostruzione dopo il terremoto in Abruzzo

Cosa vuol dire governare un intervento complesso di ricostruzione di un’area colpita dal terremoto.

Paolo Esposito

30 APRILE 2018

Sei aprile 2009, data ricordata per il sisma de L’Aquila e dell’intero territorio della Regione Abruzzo: le aree maggiormente colpite sono state individuate all’interno di una perimetrazione denominata “cratere sismico” che include l’Aquila più 56 comuni, ma oltre 100 sono i comuni che registrano diversi livelli di danno. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 aprile 2009, pubblicato in GU n° 81 del 7 aprile 2009, viene dichiarato lo stato di emergenza nella regione Abruzzo. Con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3833, a partire dal 1 febbraio 2010 e per l’intera durata dello stato di emergenza, il Presidente della Regione Abruzzo assume l’incarico di Commissario delegato per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma.

 

Con la Legge 134/2012 (c.d. Legge Barca) viene affidata a Fabrizio Barca, allora Ministro della Coesione Territoriale del Governo Monti, la delega per l’azione del Governo sul sisma del 6 aprile. Il Governo si mette all’opera per accelerare i tempi della ricostruzione e per favorire il rapido ritorno a una gestione ordinaria: agendo per il tramite di due vere e proprie agenzie costituite ex legge sul territorio e dotate di esperti, selezionati tramite un concorso nazionale espletato in tempi brevissimi (5 mesi e 2 settimane) tra 16.000 concorrenti. Il 31 agosto 2012 cessa quindi lo stato di emergenza e si ritorna appunto al regime ordinario.

 

Con la medesima legge, al fine di assicurare prioritariamente il completo rientro a casa degli aventi diritto, il ripristino delle funzioni e dei servizi pubblici, l’attrattività e lo sviluppo economico-sociale dei territori interessati, vengono istituiti due Uffici Speciali per la ricostruzione, uno competente per la città de L’Aquila (USRA) e uno competente sui restanti comuni del cratere (Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere – USRC).

 

L’USRC, con una dotazione originaria di 50 unità di personale, ha un ruolo di gestione e coordinamento degli 8 UTR/Uffici Territoriali della ricostruzione (dotazione organica originaria 72 unità) e del più generale processo di ricostruzione, nella componente pubblica e privata, nonché di monitoraggio finanziario e attuativo degli interventi. L’USRC si interfaccia sul Territorio con il Tavolo di Coordinamento delle Aree Omogenee, organismo di rappresentanza dei Sindaci delle 8 aree in cui è suddiviso il cratere, e a livello centrale con Governo e Amministrazioni centrali dello Stato, per il tramite della Struttura di Missione appositamente istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. 

 

Ricostruzione dei Comuni (esclusa AQ): il punto 

A dicembre 2017 sono stati approvati tutti i Piani di previsti per i Comuni del Cratere, con una previsione di fabbisogno finanziario stimato per tutti e 56 i Comuni di oltre 3,2 miliardi di euro per la ricostruzione privata e circa 400 milioni di euro per la ricostruzione pubblica. L’importo complessivo delle pratiche di Ricostruzione Privata ammesse a contributo dal 2009 ad oggi ammonta ad oltre 1,7 miliardi di euro (oltre 1,1 miliardo l’erogato), con una capacità istruttoria mensile passata dai circa 11 milioni del 2013 ai circa 30 milioni mese del 2016, mentre il 2017 ha registrato una lieve flessione, che sta determinando in questo periodo incontri tra le parti tecniche e istituzionali per delineare gli opportuni correttivi a livello organizzativo e di processo, tesi a garantire l’innalzamento del numero di pratiche ammesse a contributo e quindi il rispetto dei tempi di ricostruzione. In sintesi circa il 60% dell’importo complessivo è stato ammesso dal 2013 ad oggi, e con l’attuale velocità – previo appunto un idoneo ri-disegno dei processi organizzativi – si ipotizza che gli oltre 4 miliardi di euro necessari per le pratiche di ricostruzione privata tra centri storici e periferie saranno impegnati entro il 2022-23. Per il ritorno all’agibilità di tutte le singole unità, si stima un arco temporale che va dal 2023 al 2025. In questo ambito, oltre a coordinare la “filiera” degli UTR che approvano le pratiche di ricostruzione privata, l’USRC ha il compito di assegnare per competenza ed erogare per cassa ai Comuni i relativi fondi. Per quanto riguarda la Ricostruzione Pubblica, la Cipe 135/2012 ha stanziato i primi 126 milioni di euro (a fronte come detto di una programmazione derivante dai piani di ricostruzione di circa 400 milioni di euro), per interventi di natura pubblica di competenza degli enti locali. Nel 2016 sono stati assegnati ulteriori 14 milioni ed attualmente in corso l’attività di ri-programmazione pluriennale ed annuale.  


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 Per quanto riguarda l’Edilizia Scolastica il Piano denominato “Scuole d’Abruzzo – il Futuro in Sicurezza” è finalizzato alla riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza del patrimonio scolastico abruzzese danneggiato dagli eventi sismici, è stato articolato in tre stralci per una somma complessiva di 226.421.450 Euro. L’USRC sta procedendo al completamento della seconda fase e ad avviare la terza fase di Piano: l’Ufficio assegna per competenze ed eroga per cassa (previa verifica tecnica economica delle progettualità dei soggetti attuatori) fondi per più di 150 interventi per oltre 144 milioni di euro che interessano oltre 100 soggetti attuatori di 96 comuni e 4 province. Nel 2016 sono stati assegnati ulteriori 6 milioni e attualmente anche per l’Edilizia Scolastica è in corso l’attività di ri-programmazione pluriennale ed annuale. 

Il disegno organizzativo e di processo sopra analiticamente descritti, che hanno consentito di ottenere quei risultati che oggi indicano un deciso trend di crescita del più generale processo di ricostruzione, hanno alla base una metodologia ispirata a tre principi basilari: snellezza per quanto possibile di processo, autonomia finanziaria e chiara identificazione dei livelli di responsabilità. I livelli gerarchici del modello sono ridotti al minimo, l’USRC riceve gli indirizzi direttamente dalla Presidenza del Consiglio e lo stesso titolare ha un rapporto diretto con le risorse umane responsabili dei processi di approvazione pratiche (edilizia privata e pubblica). USRC è titolare di una Contabilità speciale, nella quale confluiscono dalle amministrazioni centrali le ingenti risorse finanziarie (ad oggi quasi un miliardo di euro) per la cassa che l’Ufficio stesso trasferisce direttamente ai vari soggetti attuatori.

 

Un modello che “auto-apprende”

Con una espressione anglosassone diremmo che si tratta di una Learning Organization, un modello che apprende man mano che si evolve, con l’obiettivo di aumentare efficacia (tempi e processi certi) e l’efficienza (controllo delle dinamiche di costo) della ricostruzione. Questa capacità di saper affinare di continuo i processi, essendo consapevoli della necessità del senso di urgenza nei processi di ricostruzione e sfruttando al massimo i livelli di autonomia e responsabilità concessi dal modello organizzativo, è una delle caratteristiche proprie dell’attuale assetto. I processi di ricostruzione sono unici e da efficientare di continuo, proprio a garanzia di quella certezza dei tempi che è alla base del recupero di normali condizioni di vita in territori colpiti da eventi così tragici.  


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 Fondamentale la relazione tra i diversi livelli amministrativi e di governo dei processi e la costruzione di un continuo confronto/collaborazione/condvisione dei fini generali tra i diversi attori del processo pubblico ma anche privato, ossia cittadini e imprese/progettisti. Dovrà esserci chiara e definita presa di responsabilità tra i diversi attori della filiera della ricostruzione, dove ognuno è chiamato a fare del proprio meglio (e spesso anche di più) con rigore, trasparenza e senso del dovere. Modelli che dovranno necessariamente sempre più affinare metodologie di intervento facendo giusto tesoro delle esperienze passate, imparando a utilizzare al meglio quel patrimonio di capacità tecnica e finanziaria, risorse umane e amministrative che negli anni si sono formati.

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