INNOVAZIONE

Imparare attraverso i muri

Il progetto per il nuovo Istituto Nino Cortese di Casoria (NA) propone un modello di scuola che insegna attraverso l’edificio stesso.

18 APRILE 2018

Una scuola aperta 24 ore su 24. Questo l’obiettivo del progetto #Fuoriclasse per il nuovo Istituto Nino Cortese di Casoria (NA), vincitore del primo premio del concorso “Scuole Innovative” indetto dal MIUR per il ripristino delle scuole di 51 aree d’Italia.

 

Il progetto presentato per l’Istituto comprensivo di Casoria, guidato dall’architetto Riccardo Hopps e realizzato insieme a un team di professionisti con esperienze e competenze molto diverse tra loro, in un’ottica di approccio multidisciplinare, propone un nuovo modello di scuola basato sull’apertura e sulla partecipazione. “Un edificio pubblico deve avere una sua funzione di utilità per tutta la cittadinanza– afferma Riccardo Hopps. Questo vale ancora di più se si tratta di una scuola. Pertanto abbiamo voluto proporre l’idea di una scuola sempre aperta, contenitore di diverse funzioni anche durante l’orario extra-scolastico. Gli ingressi autonomi ma controllati, gli adeguati spazi di sosta, di servizio e per il traffico di emergenza, garantiscono il funzionamento senza alcun vincolo dell'auditorium, della biblioteca, della palestra e delle stesse aule, che possono trasformarsi in spazi per accogliere corsi di formazione professionali, eventi, usi civici e culturali.”

 

Questo obiettivo rientra nel quadro di una proposta progettuale partecipata che intende riunire le esigenze di tutti i soggetti coinvolti: genitori, nonni, insegnanti, alunni, personale non docente e dirigenti scolastici. Anche lo spazio verde è occasione d’incontro per tutto il quartiere: orti urbani per gli anziani, strutture sportive per i giovani, spazi verdi attrezzati per le famiglie. Il comune ha così a disposizione un edificio polifunzionale e flessibile che, nel rispetto della sicurezza scolastica, garantisce l’attraversabilità del sito e lascia “luoghi” a disposizione della comunità locale.

 

“Questo approccio ha anche finalità educative, spiega Hopps, infatti i ragazzi frequentano molto più volentieri degli spazi che ritengono di poter usare anche per lo svago, la socialità e lo sport. E allo stesso tempo i genitori sono più tranquilli a lasciare i propri figli all’interno di un luogo controllato e sicuro.”

 

Tutta l’idea alla base del progetto parla un linguaggio aperto, fluido, senza costrizioni e limiti, ma libero di garantire variabilità sia con gli arredi che con le strutture portanti. Un progetto che si basa sulla flessibilità e l’adattabilità degli ambienti, funzionale alla “scuola che cambia”, all’avvento di nuovi metodi di studio e della tecnologia digitale. Non più una scuola dove si insegna, ma una scuola dove si apprende: L’insegnante diventa un tutor prezioso per gli studenti, nella gran parte delle classi manca la cattedra, mentre i banchi possono assumere tante diverse configurazioni. Le aule sono sezionabili in spazi più piccoli o, al contrario, accorpabili per crearne di più ampi; non esiste il corridoio ma gli spazi del connettivo diventano aree funzionali a gruppi o allo studio personale.

 

I tramezzi interni non sono più muri ma arredi o pareti leggere manovrabili, per consentire la totale flessibilità. La trasparenza è usata come metodo di condivisione delle attività nelle aule, di sviluppo della curiosità e per lasciar passare la luce. Aspetto pedagogico e soluzioni architettoniche spaziali diventano un vero e proprio paesaggio didattico.

 

Uno dei punti salienti del progetto è poi la grande attenzione alla sostenibilità e al riuso, in linea con quanto prescritto dai CAM (Criteri Minimi Ambientali) del Ministero dell’Ambiente per garantire il massimo dell’efficienza e della qualità senza danneggiare l’ambiente circostante. L’approccio scelto è del tipo cradle to cradle, tutti i materiali sono certificati VOCfree, riciclabili, posseggono una percentuale di contenuto riciclato e provengono da una filiera corta, riducendo anche l’impatto ambientale dei trasporti. La stessa struttura è facilmente smontabile garantendone il recupero e il riciclo, inoltre, il legno è stato scelto come materiale base per garantire la massima sicurezza in una zona a forte rischio sismico.

La sostenibilità e lo stile di vita “green” diventano poi, attraverso le stesse mura e strutture dell’edificio, materie di insegnamento per i piccoli alunni che imparano la gestione delle acque piovane attraverso l’analisi del grande pluviometro situato al centro della corte d’ingresso o dei pannelli fotovoltaici o dei tetti verdi che vengono irrigati dal sistema di riciclo della pioggia.

L’intento, secondo Hopps, è quello di creare dei cittadini consapevoli. “Abbiamo voluto pensare a un “edificio educatore”, che spinga l’utente finale a riflettere sullo spazio che lo circonda e sugli effetti che ogni nostra azione produce in un ambiente e in una comunità. Ma soprattutto abbiamo voluto puntare sulla qualità dei materiali e sulla sicurezza, utilizzando sistemi all’avanguardia che garantiscano tranquillità e salubrità. L’attenzione agli spazi interni si traduce, anche, in una selezione attenta di materiali certificati VOCfree e di essenze detossificanti e purificanti, producendo un effetto benefico sull’apparato respiratorio e tegumentario e riducendo il rischio di allergie e infezioni. Ogni scelta progettuale è il risultato di uno studio analitico dei requisiti prestazionali presenti in due importanti rating system internazionali: LEED BD+C for Schools e WELL, tra i più alti riferimenti scientifici in tema di green building.”

Sette gli ambiti tematici ispiratori: Aria, Luce, Acqua, Comfort, Cibo, Sport e Mente. Per ognuno, sono state studiate strategie progettuali che influiscono positivamente sulla salute dei ragazzi e sulle loro necessità: invogliandoli a condurre uno stile di vita attivo, stimolando un contatto diretto e continuo con la natura e il gioco all’aria aperta. Anche il valore architettonico e quello estetico, integrati con elementi naturali, stimolano creatività e curiosità e migliorano l'approccio degli studenti con l’ambiente didattico circostante.

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