MERCATO

La green economy è la risposta alla crisi

Anche in Italia chi decide di investire sulla sostenibilità ottiene i migliori risultati in termini economici e professionali.

23 GENNAIO 2018

La green economy è un formidabile fattore di competitività ed è stata in questi anni la migliore risposta alla crisi. Il Rapporto Greenitaly 2017 di Fondazione Symbola e Unioncamere ne dà testimonianza: in Italia ci sono circa 3 milioni di green jobs, pari al 13,1% degli occupati, nonché 355mila imprese che ripartono con la green economy, sono più competitive, esportano e assumono di più.

Le aziende della green Italy sono più propense a investire in ricerca: nel 2017 la diffusione della divisione ricerca e sviluppo tra le medie imprese manifatturiere che hanno investito in prodotti e tecnologie green nel triennio 2014-2016 è a quota 27%, contro il 18% delle non investitrici. Ricerca e sviluppo sostengono i risultati in termini di fatturato ed export. Nel 2016 le medie imprese manifatturiere che investono nel green hanno incrementato l’export nel 49% dei casi, contro il 33% di quelle che non investono nel verde. Il fatturato è aumentato, fra 2015 e 2016, nel 58% delle imprese green, contro il 53% delle altre.

Le figure esperte di tecnologia green hanno una maggiore stabilità contrattuale: le assunzioni a tempo indeterminato sono oltre il 46% nel caso dei green jobs, quando nel resto delle altre figure scende a poco più del 30%. La Lombardia è la regione dove c’è maggiore richiesta di esperti green, anche perché è la regione con il maggior numero di aziende eco-investitrici.

Questi semplici dati rendono chiaro ed evidente che la scelta ambientale e, più in generale, di sostenibilità paga. Non a caso, nello scorso novembre 2017, è stato pubblicato dal ministero dell'Ambiente e da quello dello Sviluppo economico il documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia – Documento di inquadramento e di posizionamento strategico” che traccia la rotta per i prossimi anni. Il Green Public Procurement (Gpp) a livello europeo e la sua declinazione in Italia attraverso i Criteri ambientali minimi (Cam) ne sono un esempio. La messa a disposizione del sistema Italia del Program Operator EPDItaly è un ulteriore servizio che viene offerto a tutto il sistema industriale italiano per ottenere la Dichiarazione ambientale di prodotto senza rivolgersi a soggetti stranieri, che sicuramente non tendono a favorire la concorrenza alla propria industria nazionale.

Non è possibile pensare allo sviluppo e alla crescita senza investire sull’ambiente e sulla sostenibilità.

Anche al recente World Engineering Forum, tenutosi a Roma e focalizzato proprio sulla salvaguardia dell’ambiente, Italferr, una delle maggiori società di ingegneria italiana, ha esplicitamente presentato la propria strategia di crescita e di sviluppo internazionale puntando sulla sostenibilità. Mettendo a frutto tutta l’esperienza e la competenza nella gestione accurata dell’ambiente nella realizzazione delle opere ferroviarie, ha deciso di applicare negli sviluppi futuri il protocollo Envision, sistema di rating americano sviluppato presso l’università di Harvard, che rende oggettivo il raggiungimento di elevate prestazioni ambientali. È in linea con le migliori prassi internazionali, come per esempio avviene per tutte le infrastrutture della città di Los Angeles, o per New York, così come per molte altre realtà all’avanguardia sui temi del rispetto dell’ambiente. Ancora una volta dimostriamo di avere eccellenze italiane che possono competere ai migliori livelli in tutto il mondo.

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