RIGENERAZIONE

Pubblico e privato insieme per la ricostruzione

I progetti e gli interventi di Nomisma per riattivare servizi ed economia nelle zone del Cratere

Giulio Santagata

10 GENNAIO 2018

Da circa quattro mesi, Nomisma è impegnata nella progettazione di alcuni interventi imprenditoriali che possono dare un contributo al ridisegno economico delle aree interessate dagli eventi sismici che hanno colpito lo scorso anno il Centro Italia.

Il progetto, reso possibile grazie al sostegno di un gruppo di imprese socie di Nomisma, è sviluppato in stretta sinergia con le istituzioni centrali e locali e porterà, entro i primi mesi del 2018, a una prima definizione di interventi per quest’area del paese.

Si tratta di un percorso complesso che incrocia un discreto numero di progettazioni di natura pubblica e privata che sono andati profilandosi negli ultimi mesi. Questo è un aspetto sicuramente positivo, ma potrebbe rappresentare anche un rischio. La storia ci dice che nei momenti in cui un territorio si trova ad attraversare una grave difficoltà economica di sistema, uno dei principali rischi consta proprio nell’avvio di un percorso di accumulazione, spesso disordinato, di progettualità al di fuori di qualsiasi visione di sviluppo strategico. Quasi sempre tali territori finiscono per non vedere i risultati auspicati, nonostante un forte dispendio di risorse finanziarie. Com’è naturale, immaginare uno scenario di questo genere sarebbe ancor più grave se si intervenisse in un’area già martoriata dal sisma e che ha nella rinascita economica un’urgenza umana.

Partire dai potenziali investitori diviene pertanto dirimente. Avere uno sguardo al territorio, alle potenzialità locali e alle dotazioni strumentali diviene imprescindibile. Si è pertanto segmentato il territorio, ricercando elementi locali che potessero essere incrociati con le dinamiche di mercato e portati all’attenzione di soggetti in grado di sviluppare un investimento mirato.

Gli ambiti individuati sono diversi. Stiamo lavorando sul tema della mobilità per un incontro della domanda dei comuni del Cratere con un’offerta adeguata, sia a breve che a medio lungo-raggio. Obiettivo dei progetti di tale ambito è quello, da un lato, di mettere in rete i territori, anche in una logica transregionale, attraverso la creazione di un sistema integrato che copra l’area del cratere ‘agganciandola’ alle principali direttrici di traffico (Low Cost aereo e AV treno), dall’altra soddisfare la mobilità di trasporto a breve raggio soprattutto per le fasce di popolazioni più fragili, rendendole maggiormente autonome.

Sul fronte agroalimentare, i cantieri progettuali sono tesi alla valorizzazione delle produzioni agricole locali e alla capitalizzazione di opportunità di mercato legate a richieste che ad oggi non trovano soddisfacimento. Ad esempio, stiamo valutando l'implementazione di una filiera di produzione suinicola e di trasformazione, che offrirebbe occasioni di sviluppo e occupazione, favorendo l’integrazione con le attività turistiche presenti a livello locale. Stiamo anche studiando la possibilità di valorizzazione delle produzioni agricole dell’area del cratere, attraverso Gruppi di Acquisto Solidale, creando panieri di prodotti riconoscibili e sviluppando un capitale relazionale forte fra gli imprenditori agricoli stessi.

Nell’ambito dell’area sociale, le proposte in corso di definizione mirano al rafforzamento del sistema di welfare locale, puntando su iniziative imprenditoriali legate al presidio del territorio in campo sanitario e al miglioramento delle condizioni di componenti fragili della popolazione. L’ormai irreversibile e generalizzato arretramento pubblico in diversi ambiti del welfare, l’invecchiamento della popolazione delle aree colpite e un allentamento della coesione sociale rende, infatti, obbligata la ricerca di sinergie fra attori pubblici e privati per la creazione di nuovi modelli di sviluppo e presidio del territorio. In ambito sanitario, si sta lavorando, ad esempio, su un percorso di supporto e valorizzazione di presidi sanitari che concentrino in un unico luogo servizi altrimenti erogati da una pluralità di enti/istituzioni, spesso difficilmente raggiungibili, soprattutto dalle fasce di popolazione più fragili.

Per quanto concerne il settore manifatturiero, il focus della proposta su cui ci stiamo concentrando è duplice e  mira – attraverso la creazione di un percorso di formazione ad hoc -  ad aumentare la capacità attrattiva del territorio, ricreando, nel comparto calzaturiero, competenze artigianali che consentano ad alcune imprese del segmento di immettere sul mercato una produzione per il mercato dell’«extra-lusso», e di elevare i livelli occupazionali riconcentrando l’intera lavorazione in loco.

Vi è poi il grande tema del turismo. L’obiettivo che ci stiamo ponendo è quello di strutturare progetti che valorizzino la consistente percentuale di seconde case (in alcune aree superiore al 60 per cento, contro il dato medio nazionale del 22,7 per cento). Si sta ragionando sulla creazione di un’intera filiera che, mettendo a patrimonio le case non abitate, sia da stimolo all’economia locale e all’occupazione.

 

 

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