CULTURA

Quali sono i poteri forti? Quali le strategie per competere?

Il 13 ottobre a Udine si discuterà del ruolo delle costruzioni e degli ecosistemi territoriali in un mercato globale in forte cambiamento

Redazione CIVILTA' di CANTIERE

06 OTTOBRE 2017

Come lo scorso anno, Udine si prepara ad accogliere una nuova edizione della Construction Conference, l’evento di Civiltà di Cantiere che mira a riflettere sui processi di cambiamento che sta attraversando il sistema economico legato al settore delle costruzioni.

Anche quest’anno il parterre è di respiro internazionale e spazia dall’economia alla geopolitica, passando per l’alta tecnologia. I temi all’ordine del giorno sono quelli da cui prendono nome le sezioni ad iniziare dagli scenari attuali, attraverso le analisi di Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes, che ripercorrerà i flussi economico-commerciali degli ultimi anni, individuando dove si concentrano i “veri” poteri forti. Dall’avvento di Trump qualcosa è cambiato e dalla sovranità politica ci si sta spostando verso una forza economica imperante. Secondo Caracciolo “i globalismi americani devono constatare che il mondo globalizzato non è affatto uno spazio omogeneo né tantomeno omologato agli Usa…La globalizzazione come missione universale non scalda i cuori dell’opinione pubblica americana. L’interdipendenza economica non genera di per sé protezione geopolitica.”

I mutamenti e gli intrecci che caratterizzano le dinamiche internazionali sono condizionati oggi da un nuovo tipo di globalizzazione, sempre dipendenti dalle opportunità offerte da internet e dalle connessioni che nascono dall’implemento di nuove soluzioni tecnologiche. Tutti i comparti ne sono coinvolti, nessuno escluso. Come sostenuto da Fabio Moioli, di Microsoft: “se prendiamo ad esempio il Cloud, esso permette a qualsiasi azienda connessa ad internet di accedere alle stesse tecnologie utilizzate dalle più grandi multinazionali americane o asiatiche, senza un solo minuto di ritardo e in modo estremamente conveniente da un punto di vista economico. Qualsiasi piccola o media azienda Italiana può immediatamente accedere alla stessa intelligenza artificiale Microsoft che stanno utilizzando la NASA, la General Electric, o l’ABB.” Fabio Moioli interverrà alla Construction Conference nell’ambito della sezione dedicata a “Intercettare il futuro: flussi, infrastrutture ed ecosistemi” con un discorso sul futuro che è già presente, per dimostrare come già ora sia possibile arrivare a livelli di efficienza avanzatissimi grazie alle nuove tecnologie.

Dal macro al micro (si fa per dire): dal mondo all’Italia e al caso del Friuli Venezia Giulia come regione simbolo di un rilancio economico che parte dalla valorizzazione delle infrastrutture. I porti diventano oggi una risorsa importantissima, come afferma Zeno D’Agostino presidente dell’Autorità del sistema portuale dell’Adriatico Orientale: “oggi la nostra offerta è cambiata e si concentra sulla valorizzazione del made in Italy, sulla consapevolezza delle specificità dei nostri territori e del nostro sistema produttivo. E’ il retroterra del porto, con le sue capacità di proporre know how di eccellenza, di presentare livelli di ricerca e di apertura allo scambio, che diventa fattore di attrazione per questi players. Noi diventiamo la punta avanzata di un ecosistema. La crescita e il successo dipendono quindi dalla nostra capacità di integrazione e di collaborazione secondo linee guida condivise.”

Le città inglobano interi paesi diventando città-territorio. Trasformazioni cruciali che stanno segnando il nostro futuro. La politica deve affrontare il cambiamento in modo assertivo, convogliando decisioni e strategie secondo una pianificazione a lungo termine. Alla Construction Conference ne parlerà tra gli altri il viceministro Riccardo Nencini che ribadirà quanto si sta facendo per andare nella direzione giusta. “Dalla prima metà degli anni ’90 ad oggi, sono state impegnate ed assegnate ai Comuni risorse per circa 70 miliardi di euro. Indubbiamente, è necessario un nuovo modello di "governo delle trasformazioni" in grado di attuare al meglio le decisioni pubbliche, oggi troppo segmentate ma, soprattutto, è necessario promuovere procedure che siano in grado di semplificare e razionalizzare i meccanismi di finanziamento e di realizzazione delle opere.”

L’evento si concluderà con una Lectio Magistralis tenuta dall’economista francese Jean Paul Fitoussi che ha appena pubblicato in Italia con Einaudi Il teorema del lampione, un saggio che racconta attraverso una metafora come chi ha preso le decisioni di politica economica ha limitato a una piccola zona illuminata le sue osservazioni e le sue scelte, dimenticando di guardare l’insieme e perdendo di vista le drammatiche conseguenze di quelle scelte. L’illuminazione si è concentrata sulla finanza, nel buio sono rimaste le persone e, soprattutto, il lavoro.



t

o

p