INFRASTRUTTURE

Dalle grandi opere alla mobilità sostenibile

Il Piano mobilità della Regione Veneto punta su ferrovie e ciclovie

Emanuele Incanto

31 GENNAIO 2018

C’era una volta un grande piano di infrastrutture stradali, un piano che legava il Veneto a Sud, a Nord a Est e a Ovest. Un piano che è stato in parte accantonato. Per ragioni diverse. In primo luogo la contrazione delle risorse pubbliche. In secondo luogo un ripensamento delle politiche legate alle grandi opere, in seguito al fallimento della Legge Obiettivo e alle verifiche dell’insostenibilità dei meccanismi che avevano caratterizzato progettazione e costruzione delle grandi opere. Tempi dilatati, poca certezza, dispersione delle risorse, poca trasparenza. Insomma una pluralità di cause. A cui va aggiunto, last but not least, un cambiamento di prospettiva rispetto ai sistemi di trasporto nel segno della mobilità sostenibile. Così se da un lato si è garantito il completamento dei tracciati della Valdastico Sud e della Pedemontana e si insiste sulla terza corsia della A4 Venezia – Trieste, si è provveduto progressivamente a orientare gli investimenti verso le opere ferroviarie e verso una maggiore integrazione con il sistema della mobilità collegata al turismo sostenibile. Volendo sintetizzare si potrebbe dire che in questi anni la scelta di fondo è stata quella di passare dalla centralità della gomma a quella del ferro integrata con un ampio piano di piste ciclabili. Così in attesa che si completi la rete di Alta Velocità/Capacità da Verona a Mestre, risolvendo il nodo di Vicenza, si decida cosa fare per il collegamento ferroviario con l’aeroporto Marco Polo e si definiscano le strategie da parte dell’Autorità portuale di Venezia, l’attenzione della Regione si sposta sul completamento e il progressivo efficientamento del Sistema  metropolitano ferroviario regionale (SMFR) e sulle infrastrutture necessarie a dare una risposta alla crescente domanda del cicloturismo.


Il Sistema metropolitano ferroviario regionale (SMFR)

Come si legge in un documento della Regione Veneto, tra i principali obiettivi degli ultimi anni, vi è stata la riduzione del deficit di infrastrutture di trasporto. E nell’ambito di una riorganizzazione finalizzata a un sempre miglior utilizzo del trasporto su ferro, “un posto di  assoluto rilievo è dato dall’attivazione del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR). mediante il quale si intende non solo migliorare le prestazioni del modo ferroviario nell’area centrale veneta, ma soprattutto comporre un sistema di trasporto col più alto livello di complementarietà tra ferro e gomma, in grado di ridurre significativamente la congestione delle strade, l’inquinamento atmosferico e acustico e l’incidentalità, garantendo collegamenti veloci, confortevoli e sicuri tra la residenza, il luogo di lavoro, di studio o di svago.”

Attraverso la creazione di un nuovo sistema di trasporto integrato, esteso a tutto il Veneto, concettualmente simile a quello delle metropolitane urbane, la Regione intende garantire buoni livelli di mobilità della popolazione in un contesto territoriale a struttura policentrica; migliorare la qualità dei servizi regionali di trasporto collettivo in modo da renderli attrattivi per qualità e livelli di servizio e competitivi con il trasporto individuale; contribuire al contenimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico generati dalla mobilità; aumentare la sicurezza del trasporto garantendo collegamenti veloci, affidabili e sicuri. L’integrazione ferro/gomma secondo il piano regionale dovrebbe funzionare attraverso la rete ferroviaria che deve assicurare il collegamento rapido e frequente  tra i centri urbani, mentre al trasporto su gomma (auto private e trasporto pubblico) è demandato il collegamento tra i nodi ferroviari e gli insediamenti diffusi sul territorio. L’efficienza del sistema si basa su una metodologia innovativa che, partendo dalla individuazione dei bisogni e delle esigenze di mobilità generate dal territorio, attuali e futuri, ha individuato un piano dei servizi di trasporto in grado di soddisfarle, attraverso un approccio di forte contestualizzazione socio-economica, territoriale ed ambientale. Secondo la Regione una volta completato il SFMR "porterà ad una riduzione di 45 milioni di utenti l’anno sulle strade, di 9 milioni sugli autobus, e un conseguente incremento di 54 milioni di utenti l’anno sulle linee ferroviarie." Ma per raggiungere questi obiettivi sono ad oggi necessari una serie di interventi volti a migliorare l’efficienza della rete, eliminando le attuali strozzature e raddoppiando alcuni binari; operando la ristrutturazione di alcune stazioni e creandone di nuove in punti strategici del territorio; eliminando quasi tutti i passaggi a livello esistenti sulle linee. Così come si rende necessario un ulteriore miglioramento quantitativo e qualitativo dell’offerta di convogli ferroviari con caratteristiche metropolitane, realizzata anche tramite acquisizione di nuovo materiale rotabile. Complessivamente si tratta di 37 nuove fermate e stazioni; 162 interventi di adeguamento di fermate esistenti; 407 soppressioni di passaggi a livello, nella maggior parte dei casi mediante sottopassi o cavalcaferrovie. Un fattore importante nello sviluppo e nel miglioramento in termini di servizi del SFMR è costituito dalla consolidata collaborazione fra la Regione Veneto e il Gruppo FS, RFI S.p.a., così come nel potenziamento della rete ferroviaria regionale. Nel recente Contratto di programma fra MIT e RFI infatti sono state inserite opere importanti come il raddoppio della tratta Maerne Castelfranco sulla linea per Trento, il nuovo ponte sul Brenta a Vigodarzere in provincia di Padova, l’elettrificazione di varie tratte nella zona pedemontana e nel bellunese.

L’incremento del turismo passa per le ciclovie

Con il potenziamento del SFMR si riduce il tempo di percorrenza dei residenti e si migliora il servizio anche per i turisti che fanno del Veneto la prima regione in Italia per presenze, arrivi, indotto economico proveniente dal turismo. Lo sviluppo turistico costituisce infatti uno degli assett principali, insieme alla produzione industriale e ai servizi, che contribuiscono alla costruzione del PIL regionale. E la mobilità e la qualità delle infrastrutture ne sono un fattore nevralgico. In questo ambito, una delle grandi novità è la crescita della domanda di cicloturismo. Del resto entrambe queste modalità costituiscono due pilastri delle politiche per migliorare la qualità dell’aria perseguite da tutte le Regioni della pianura padana e attuate dalla Regione Veneto con il Piano regionale di Risanamento dell’Atmosfera. Per quanto riguarda le ciclovie il Veneto ha già un posizionamento di eccellenza, collocandosi in terza posizione in Italia dopo Emilia Romagna e Trentino Alto Adige per l’incidenza dell’indotto prodotto dal “sistema bicicletta” sul totale del PIL regionale. Attraversano il Veneto ben 5 delle 10 ciclovie principali a livello nazionale: la Ciclovia del Sole nella tratta Verona Firenze e la Ciclovia Ven.To da Venezia a Torino; la Ciclovia del Garda, la Ciclovia Adriatica e la Ciclovia Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia. Per quanto riguarda le prime due la Regione ha sottoscritto con il MIT, il MIBACT, la Regione Lombardia, la Regione Toscana, la Regione Piemonte e la Regione Emilia Romagna due specifici protocolli di intesa relativi alla progettazione e alla realizzazione delle due infrastrutture turistiche. Un protocollo similare, con il MIT, il MIBACT, la Regione Lombardia e la Provincia Autonoma di Trento è stato siglato nell’agosto scorso anche per la Ciclovia del Garda. Il percorso della Ciclovia del Sole si sviluppa lungo l’Eurovelo 7, uno degli assi ciclabili individuati a livello Europeo che attraversa la nostra Penisola da Nord a Sud. Di questo percorso, una prima tratta, dal Brennero a Verona e Lago di Garda, è stata già per lo più completata, pur in assenza di un coordinamento nazionale. Così come per la Ven.To il MIT ha assegnato alle Regioni capofila (Emilia Romagna e Lombardia) le risorse per la redazione del progetto di fattibilità tecnico economica. Un’importanza particolare riveste la Ciclovia del Garda, un anello di 140 km lungo le sponde del lago che tocca ben 19 comuni rivieraschi connessa ad EuroVelo. Da qui l’impegno del MIT a contribuire con fondi europei alla progettazione di fattibilità tecnico economica e alla successiva realizzazione, rispettivamente nella misura del 2% e del 50% dell’importo totale dei lavori.

La crescente importanza assunta dalle ciclovie trova una conferma nel varo del progetto strategico regionale Green Tour Verde in movimento, realizzato in collaborazione con il dipartimento di ingegneria ambientale dell’Università di Padova, che interessa il territorio di 75 comuni che appartengono a 6 provincie della Regione del Veneto (Treviso, Venezia, Padova, Vicenza, Rovigo e Verona) e che fanno parte di 8 dei Sistemi Turistici Tematici definiti dalla legge turistica regionale del 14 giugno 2013, n. 11. Il percorso ciclabile, inoltre, attraverserà 5 Parchi Regionali, 28 Siti di Interesse comunitario (SIC) e 4 Zone a protezione speciale (ZPS). La Governance del progetto resta in capo alla Regione e viene esercitata attraverso una cabina di regia.

A completare il quadro vi sono poi una molteplicità di interventi finanziabili con le risorse del Fondo FSC PAR 2007-2013, per complessivamente 308 km di piste ciclabili con il coinvolgimento di n. 83 comuni. Di questi ne sono stati già finanziati 241 km, interessando l territorio di 48 comuni, per un totale di cofinanziamento di circa 15 milioni e mezzo di euro.

Per garantire un adeguato e lineare processo di sviluppo del cicloturismo la Regione ha attivato un tavolo allargato a tutti gli operatori coinvolti, puntando a una governance condivisa in grado di facilitare sinergie e interazione anche con gli altri sistemi di trasporto. Tre i temi di lavoro principali: la predisposizione di un aggiornamento della cartografia regionale, utile alla definizione di una gerarchia e delle funzioni dei percorsi europeo, nazionale, regionale, interprovinciale e comunale, a cui destinare risorse; la creazione di un sito istituzionale a servizio degli utenti con relativa app; l’individuazione, con RFI e Sistemi Territoriali, di iniziative a sostegno dell’intermodalità tra percorsi ciclabili e linee ferroviarie. Per capire l’importanza che la Regione Veneto imputa a questo segmento infrastrutturale basti  il fatto che al CosmoBike tenutosi alla fiera di Verona nel mese di Settembre erano presenti, oltre al Govenatore Zaia, i due assessori al turismo e alle infrastrutture. Ciò a riprova di quanto recentemente deciso dalla Giunta regionale di inserire la mobilità ciclabile e il cicloturismo tra le "leve strategiche per il territorio, per l’occupazione, per il paesaggio, per l’economia diffusa e per rianimare le comunità locali nelle nostre aree interne."


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