FORMAZIONE

Ripensare la formazione per mettere in sicurezza il nostro territorio

É importante darsi un metodo e una strategia che tenga conto delle identità e differenze locali

Massimo Calzoni e Francesco Sannino

09 GENNAIO 2018

La ricostruzione antisismica delle aree dell’Appennino rappresenta per il Sistema Bilaterale delle Costruzioni e per il settore della formazione edile un’occasione storica per misurarsi con problematiche complesse, destinate ad aiutarci a comprendere in quali ambiti, a quali domande e con quali metodologie si debba svolgere un’attività di formazione tecnica, professionale, ma anche culturale. É in questa logica che il Formedil ha ideato il progetto formiamo il territorio. Negli incontri organizzati a Rieti, a Tolentino e a Norcia, in tre delle quattro regioni colpite dal sisma nel 2016 (seguirà a novembre un quarto incontro in Abruzzo) abbiamo avviato una riflessione finalizzata proprio a comprendere meglio quale debba essere la formazione del futuro. La ricostruzione post sisma infatti costituisce uno straordinario terreno di valutazione delle criticità da un lato e delle opportunità dall’altro per l’industria italiana delle costruzioni. Mettendo a fuoco questa complessità collegata al tema nevralgico della messa in sicurezza e della rigenerazione del nostro territorio è possibile individuare quali saranno i percorsi che caratterizzeranno il settore e le esigenze in termini di conoscenza, competenze e professionalità.

L’organizzazione degli incontri ha consentito di avviare una riflessione e un confronto ampio e autorevole finalizzato alla messa a punto di una proposta metodologica condivisa su come si debba affrontare la questione della messa in sicurezza del territorio. Essa si fonda sulla necessità che il Paese e le istituzioni che lo governano a tutti i livelli si diano un metodo, stabile, duraturo nel tempo e in grado sia di comprendere situazioni ordinarie finalizzate alla salvaguardia del territorio, sia di affrontare le emergenze e organizzare e pianificare la ricostruzione. Un metodo che ponga al centro un progetto di rilancio economico, attento alla storia e alle identità delle popolazioni, in stretta connessione con le caratteristiche geologiche e con le vocazioni economiche espresse da queste aree. Un metodo che affermi l’ordinarietà della gestione di programmi e risorse, accelerando una crescita in termini di conoscenza. L’auspicio è di un piano di alcuni decenni garantito da investimenti certi e adeguati, facendo tesoro delle esperienze e dei progetti del passato con un utilizzo pieno delle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e dalla ricerca. In una logica di formazione è oggi, infatti, fondamentale conoscere le metodologie e i materiali più innovativi disponibili sul mercato per costruire secondo una prospettiva high-tech e utilizzare le principali tecnologie e gli strumenti migliori per la sicurezza e il miglioramento statico degli edifici, in una logica di sostenibilità.


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