RIGENERAZIONE

A Tolentino le infrastrutture a prova di crollo

Seconda tappa di formiAmo il territorio per programmare una ricostruzione di qualità e attenta alle esigenze delle persone e dei territori.

Redazione CIVILTA' di CANTIERE

29 SETTEMBRE 2017

Si è parlato di strade, di viabilità e di infrastrutture a Tolentino lo scorso 22 settembre per la seconda tappa di formiamo il territorio, il progetto del FORMEDIL per costruire in modo sicuro.

Molti gli interventi della giornata, che si è aperta con i saluti del vicepresidente  FORMEDIL Francesco Sannino, che ha affrontato in apertura dei lavori il tema dello sviluppo della ricostruzione delle aree interne, sensibilizzando alla trasparenza e legalità, senza scorciatoie.

Dopo il presidente del CPT di Macerata, Enrico Crucianelli che ha presentato comunque il modello delle Marche come esempio ottimale di ricostruzione dopo il sisma del 1997, Massimo Calzoni presidente del FORMEDIL ha voluto sottolineare il legame inscindibile che lega il popolo al suo territorio: un binomio inscindibile che forma il paese. La sicurezza, secondo Calzoni, dovrebbe diventare una materia da apprendere nelle scuole, al di là di facili slogan proposti dalla politica. E’ necessario trovare un modello che sia applicabile sempre e a tutti, e una programmazione a lungo termine.

Raffaele Celia, di ANAS Spa, ha presentato un quadro della situazione infrastrutturale delle Marche, definendo alcune linee guida che stanno adottando per migliorare la situazione della viabilità nelle aree a rischio sismico, proponendo, tra le altre, quella di potenziare la professionalità delle maestranze grazie ad un accordo con FORMEDIL, mentre Cesare Spuri, direttore Ufficio Ricostruzione delle Marche, nello specifico, ha evidenziato come sia fondamentale cambiare mentalità e uscire dal fatalismo. Secondo Spuri scuole, ospedali e altri edifici pubblici non devono essere a rischio. Una soluzione può essere quella di spostare la parte funzionale dei paesi fuori dal centro storico.

I due interventi di Piero Farabollini e Stefano Lenci, rispettivamente professori dell’Università degli studi di Camerino e dell’Università Politecnica delle Marche, hanno puntato a definire meglio le strategie per operare una ricostruzione efficace, soprattutto attraverso un’azione preventiva che punti sullo studio del territorio e sulla progettazione d’insieme.

La seconda parte del convegno ha visto succedersi una serie di interventi dedicati all’innovazione tecnologica di materiali e soluzioni costruttive, passando dal calcestruzzo, da sempre il materiale più incline ad essere utilizzato per le infrastrutture, al laterizio, utilizzato molto per le abitazioni e altri sistemi edilizi. Tutto all’insegna della sicurezza, per ricordare che il materiale non è abbastanza se poi non è supportato da una conoscenza e una professionalità da parte di chi lo deve utilizzare.

Conoscenza, programmazione, studio del territorio sono gli elementi chiave per operare una ricostruzione all’insegna di sicurezza e benessere.




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